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MotoGP, Alberto Puig: "Non possiamo imporre a Marquez una scadenza per firmare"

"E' una negoziazione importante, non possiamo mettergli fretta. Lorenzo? Ero convinto si fosse ritirato, aveva paura di farsi male. Ha cambiato idea, la vita è la sua. Ci siamo comportati bene e ci ha ringraziato"

MotoGP: Alberto Puig: "Non possiamo imporre a Marquez una scadenza per firmare"

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I tre giorni di test malesi della Honda non sono stati perfetti: Marc Marquez è arrivato a Sepang, come aveva predetto del resto, lontano dal suo stato di forma ottimale. Come se non bastasse è parso che entrambe le parti fossero ancora lontane da quella che fino a ieri appariva una inevitabile prosecuzione del contratto. Ciliegina sulla torta Alberto Puig ha avuto la sorpresa di ritrovare in pista, come collaudatore Yamaha, Jorge Lorenzo, fresco di divorzio dalla HRC. E non se lo aspettava.

Per questo, forse, è stato lui stesso a sollecitare un incontro per chiarire i punti rimasti oscuri.

"Jorge ci ha detto che aveva paura e la Honda non lo avrebbe mai spinto a correre se non se la sentiva"

"Per quanto riguarda Lorenzo dobbiamo chiarire una cosa e capire cosa è accaduto - inizia a spiegare il team principale di HRC - con Jorge non abbiamo rotto il contratto, che era biennale. Ma quando un pilota viene da te e ti dice che si vuole fermare perché ha paura di farsi male e, ancora, che non trova più la motivazione per guidare, gli puoi rispondere solo, OK, allora fermati. Lo ho detto molte volte: Lorenzo aveva un contratto di due anni, ma quando mi ha spiegato che con la nostra moto non si trovava, che faticava fisicamente la Honda non ha potuto che accettare il fatto. Il nostro è uno sport pericoloso e non si può dire ad un pilota, tu hai un contratto, guida! La Honda non farebbe mai una cosa simile. Non potevamo spingerlo a correre e rischiare di farsi male se non era pronto".

Fatto sta che oggi, però, Lorenzo è di nuovo in pista, e con una casa concorrente, la Yamaha.

"Honda ha fatto la cosa corretta: ci auguriamo che Jorge sia felice e che abbia fortuna"

"Jorge però si è ufficialmente ritirato a Valencia. C'eravamo tutti. Poi per qualche ragione ha cambiato idea e dobbiamo rispettarla. Al tempo però aveva deciso di fermarsi. Dal nostro punto di vista abbiamo fatto la cosa corretta. Mentre  era con noi abbiamo fatto il massimo, anche se ovviamente il massimo non è stato abbastanza ma tutti, incluso me, abbiamo dato tutto. La Honda ha fatto la cosa corretta, se poi Jorge ha deciso di provare per la Yamaha, è la sua vita. Noi non abbiamo interferito. Ogni persona può fare ciò che vuole della sua vita, siamo felici per lui e Lorenzo ci ha detto pubblicamente che ci è grato. Non desideriamo nulla di male, anzi che sia felice e che trovi la fortuna che non ha avuto l'anno scorso".

C'è da domandarsi se Puig, o la Honda, abbia mai avuto il dubbio che in realtà Jorge avesse avuto semplicemente l'intenzione di sganciarsi dalla Honda per proseguire la sua carriera altrove. La risposta è spiazzante.

"Eravamo convinti che Lorenzo si sarebbe veramente ritirato"

"Io ero veramente convinto che si volesse veramente fermare e che non avesse più lo spirito per continuare".

Il risultato, però, è che oggi il maiorchino è nel box Yamaha ed in grado di parlare ai suoi ingegneri di come va la Honda.

"Quando un pilota va via non è che porta con sé i disegni della sua moto"

"Si, ma non è che un pilota va via da una casa con un libro di appunti o i disegni della moto. Certo, porta la sua esperienza - si giustifica Alberto Puig - può dire come la Honda va in un certo punto o come si trovava con la Ducati, ma è tutto. Non è così facile trasferire queste informazioni, non c'è una formula magica".

La Honda, invece, probabilmente, ne sta cercando una per convincere Marc Marquez a firmare il rinnovo del contratto per il biennio 2021-22.

"Mi piacerebbe dire che con Marquez è fatta, ma la realtà è che stiamo cercando un accordo. Ci stiamo lavorando. E' la nostra intenzione chiudere e speriamo che sia anche quella di Marc. Ma è una negoziazione importante e non possiamo mettergli fretta, o un limite entro il quale firmare, perché accordi di questo tipo non hanno urgenza, devono semplicemente arrivare alla loro conclusione".

La realtà è che Puig, più che di chiudere con Marquez il prima possibile è preoccupato di avere, prima possibile, una idea chiara del livello raggiunto dallo sviluppo della RC213-V 2020.

"Non abbiamo una idea chiara sullo stato dello sviluppo della RC213-V"

"E non ce l'abbiamo, non possiamo dire chiaramente come va la nostra moto, perché la qualità di questo test non è al massimo visto che Marquez al momento è al 60, 70% della sua forma fisica. Speravo stesse meglio a livello di forza. Marc ha già fatto molto ad essere qui. Le cose, comunque, vanno come vanno e lamentarsi non serve. Anche l'anno scorso Marquez non era al massimo, ma poi il campionato è andato come è andato. Il prossimo test, in Qatar, speriamo di poter fare una analisi migliore. Per il momento abbiamo una idea...".

Cal Crutchlow ha detto chiaramente che la moto non gli piace e che vorrebbe ritrovare le sensazioni di quella del 2018, specialmente per quanto riguarda la fiducia con l'anteriore.

"Quelli che sanno come va la moto normalmente sono i piloti, dunque dobbiamo credere a Cal, per questo stiamo provando diversi telai. E abbiamo il tempo per mettere le cose a posto. Cal ci sta aiutando molto, gli abbiamo fatto provare moltissime cose, e lo ringraziamo dei commenti. Poi alla fine del test ha trovato qualcosa che gli piaceva e la faremo provare anche a Marc per conferma. La realtà è che abbiamo così tante novità da provare che nemmeno io so chiaramente, nel dettaglio, quante sono, ma dal punto di vista telaistico non c'è problema perché il lavoro prosegue durante il corso dell'intero anno. Con il motore, invece, è un'altra storia perché a Losail dobbiamo scegliere".

Il dubbio dove risiede, nella potenza?

"Il problema non sono i cavalli, Honda li ha sempre avuti. Ma poi cosa intendiamo come potenza? Perché questa è quanto si riesce a trasmettere sull'asfalto, quindi l'obiettivo è migliorare l'intero pacchetto motore-telaio-gomme. E' sempre una combinazione di cose, ma sappiamo cosa vogliamo e dove vogliamo arrivare: il concetto è chiaro".

Le nuove gomme Michelin sono un problema per voi come per Ducati? Sembra che funzionino meglio con i quattro cilindri in linea, Yamaha e Suzuki.

"Gli avversari, Yamaha e Suzuki, sono migliorati: ce lo aspettavamo. Non è solo per le nuove Michelin"

"Sembrerebbe, ma sapevamo che i nostri avversari sarebbero stati competitivi, perché avrebbero lavorato duramente durante l'inverno. Tutti proviamo sempre a migliore e ciò è quanto ci si aspetta dalla MotoGP. Non certo che gli avversari dormano. Per quanto riguarda le nuove Michelin è chiaro che hanno maggior grip, dobbiamo cambiare l'assetto perché quando una gomma ha maggiore aderenza spinge sull'anteriore e la mette in crisi. C'è da dire, però, che nonostante questo circuito sia ottimo per i test, fa anche molto caldo. Una temperatura che non ritroveremo in Europa".

In questo test Puig ha potuto valutare maggiormente anche il nuovo arrivo, il fratello di Marc, Alex Marquez.

"Alex ha la stessa mentalità di Marc, ma stile e fisico diverso: nessuna pressione su di lui"

"Alex Marquez ha fatto una simulazione di garta convincente: è meglio di quanto ci aspettassimo"

"Alex ha fatto un buon test. Il secondo giorno ha completato una simulazione di gara che è andata meglio di quanto ci aspettassimo perché questa è una classe difficile. E Sepang è un circuito molto faticoso e lui ha fatto 20 giri. Alex ha un buon metodo, con un approccio diverso dal fratello, ma la stessa professionalità e lo stesso approccio mentale. Il modo in cui lavorano ed analizzano le cose è simile, del resto sono fratelli ma anche se sono diversi la medesima disciplina si nota".

Fisicamente sono molto diversi, è un problema?

"Sì fisicamente Marc è più forte, ma anche Alex è resistente. E anche lui alza velocemente la moto all'uscita delle curve, una cosa fondamentale in MotoGP. Ovviamente Marc ha una grande esperienza, non è giusto fare confronti, inoltre non dobbiamo mettere troppa pressione ad Alex in questi test. Dobbiamo dargli una possibilità e supportarlo".

 

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