MotoGP, A.Marquez: "Marc nel box? Un compagno come un altro"

"Possiamo avere idee diverse e poi non lavoriamo troppo a stretto contatto. Per il momento è chiaro che sia lui a dare indicazioni alla Honda sullo sviluppo"

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Il simbolo presente sul casco di Marc Marquez, che lo accompagna da sempre, ritrae una formica. In realtà in questi giorni a Sepang il Marquez che sta facendo il duro lavoro della formica è suo fratello Alex, che giro dopo giro sta prendendo sempre più confidenza in sella alla MotoGP, una moto che richiede un corretto apprendistato prima di passare dal 'lei' al 'tu'. 

Alex sta seguendo un programma di lavoro molto certosino, analizzando ogni volta quali errori stia compiendo in sella per poi migliorare sessione dopo sessione. Oggi ha chiuso la giornata in 17a posizione nella lista dei tempi, ma è chiaro che in questa fase del suo debutto nella top class la ricerca disperata del tempo non sia la priorità. Il campione del mondo della Moto2 deve infatti trovare il ritmo, deve apprendere la difficile arte della gestione delle gomme sulla distanza e deve soprattutto evitare di cadere nel possibile tranello di passare il tempo ad osservare troppo da vicino il fratello, che pur avendo dei problemi fisici non da poco nei test di Sepang, continua ad essere un riferimento assoluto. 

"Sono abbastanza soddisfatto per le prestazioni di oggi - ha commentato Alex - soprattutto perché abbiamo lavorato molto bene ed abbiamo spinto sulle gomme morbide, il che per me era molto importante perché volevo capire fino a che punto potevo arrivare a spingere. Stamattina ho provato il time attack, anche se non ho guidato in modo perfetto. Il 59,6 che ho segnato è un riferimento abbastanza buono. La cosa più importante per me è stata che oggi ho fatto anche un long run ed è andata abbastanza bene. Non ho tenuto un ritmo velocissimo, ma è una buona base su cui lavorare. Volevo capire come ero messo anche a livello fisico, ed ho capito che devo lavorarci ancora un po’, ma alla fine sto bene. E' stata una giornata positiva per me".

In pista ti abbiamo visto seguire Marc. E' stato utile?

"Serve sempre seguire gli altri. Oggi ho seguito in un run Cal Crutchlow e poi anche Marc e mi è servito per capire alcune linee che fanno loro in certi punti della pista, ma ancora devo imparare a farle da solo! In realtà non ho nessun problema insuperabile in questa fase. Magari andando avanti e migliorando sempre di più inizieranno ad uscire fuori certi problemi e magari anche i punti un po’ più deboli della moto. Ma per il momento non sento questo tipo di sensazioni".  

Come sta procedendo la vita da compagno di squadra di Marc? Vi state confrontando molto?

"In realtà non siamo molto vicini durante la giornata io e Marc. Lui prova alcune cose - ha sottolineato Alex -  io ne provo altre anche per dare a Honda la maggior parte delle informazioni possibile per migliorare la moto in vista dei test in Qatar. Alla fine è normale che io ascolti molto bene quello che dice Marc e quello di cui c’è bisogno per andare forte, ma per me è come avere al mio fianco un normale compagno di squadra. Stiamo lavorando in modo normale, anche perché è sempre positivo scambiare informazioni con il proprio compagno di team. Possiamo andare nella stessa direzione, non discutiamo mai. Ognuno può avere la propria opinione e può essere giusta o sbagliata su certe cose ma, come ho detto ieri, io ho ancora tanto da migliorare per iniziare a guidare nel modo giusto, quindi in questo momento è importante che sia Marc a dire alla Honda in che direzione andare". 

Come senti la moto, percepisci i suoi limiti? Alcuni pensano che per andarci forte si debba guidare solo come fa tuo fratello Marc.

"Credo che in questo momento il mio limite sia la confidenza con me stesso, più che con la moto. Sento la moto molto bene, sono io che devo migliorare. Sento bene la RCV, con tutta la sua potenza è solo un po’ difficile capire fino a che punto spingere in curva anche per preparare bene la curva successiva e questo è un aspetto su cui devo lavorare domani".

Hai individuato dove puoi migliorare tanto?

"In alcuni punti del tracciato ho dei problemi e perdo tanto tempo se mi confronto con gli altri piloti Honda, quindi devo cercare di lavorare bene per migliorare proprio in quei settori della pista. Nei primi due settori sono a posto, in linea con la velocità degli altri piloti, mentre nel terzo e un po’ nel quarto settore perdo del tempo e devo lavorarci bene.  Ma stiamo lavorando molto bene con la squadra, sto facendo ogni giorni dei passi in avanti e mano a mano che il distacco con i migliori si assottiglia, so he diventerà sempre più difficile migliorare e che vedrò dei piccoli avanti passi alla vita. Ogni giorno imparo qualcosa e credo che questa sia la cosa più importante per me adesso".

Qualche modifica alla moto hai iniziata a farla, per adattarla al tuo stile magari?

"Ho provato piccole cose sull’elettronica della moto, ma la priorità per me in questi giorni è di capire come migliorare ogni volta la mia guida, quanto frenare forte, quanto entrare veloce in curva. Ho potuto fare qualche piccola modifica, ma la priorità resta il lavoro sulla guida, sulle traiettorie". 

Dopo Valencia e Jerez, questo è il terzo tracciato su cui guidi una MotoGP. Meglio o peggio di quello che ti aspettavi?

"Questa pista è molto diversa rispetto a Valencia e Jerez e qui mi sento più forte. Valencia in particolare è una pista che non ti lascia molto spazio per le traiettorie, c’è una sola linea. Qui mi trovo molto meglio, mi trovavo meglio anche con la Moto2". 

Audio raccolto da Paolo Scalera

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