MotoGP, Domenicali: "preferisco arrivare secondo che vincere con un solo pilota"

Il Ceo Ducati: "Penso che case che vincono sempre e solo con lo stesso pilota, mentre il loro secondo, con la stessa moto, fatica a stare nei dieci, non ottengono un gran beneficio per il valore della marca"

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Il 2019 è stato per Ducati un anno da incorniciare. Sono cresciute le vendite rispetto allo scorso anno, con 53.183 moto consegnate ai clienti di tutto il mondo, contro le 53.004 unità del 2018. E l'Italia si è confermata primo mercato con 9.474 unità ed un + 3% verso il 2018 e +20% nell'ultimo triennio.

A questo risultato sul mercato, motivo di grande soddisfazione per il CEO Claudio Domenicali, non è corrisposto però un identico successo in MotoGP.
Non che la seconda posizione assoluta conquistata da Dovizioso per la terza stagione consecutiva alle spalle della Honda di Marc Marquez sia da considerare un cattivo risultato, ma ovviamente la Rossa a due ruote è in pista per vincere.

Ci riproverà quest'anno, ovviamente, con l'identica squadra ed una GP 20 ulteriormente migliorata, ma si potrebbe eccepire che forse sarebbe il caso di guardare con maggiore attenzione al mercato piloti, che peraltro si riaprirà completamente alla fine di questa stagione.
La domanda è: la Ducati ha a disposizione un budget sufficiente a guardarsi attorno?

"La Ducati ha un budget a disposizione per la parte sportiva estremamente importante - rivela Claudio Domenicali, che aggiunge - Negli anni passati abbiamo fatto investimenti importanti per i piloti. Non si può dire che non abbiamo ottenuto risultati perché non abbiamo fatto investimenti sui piloti. Vero è che c'è sempre competizione, però invito anche un po' tutti a riflettere sul valore che per ogni marca ha partecipare alle corse. È importante vincere, ovviamente, ma penso che case che vincono sempre e solo con lo stesso pilota, mentre il loro secondo, con la stessa moto, fatica a stare nei dieci, non ottengono un gran beneficio per il valore della marca quanto La Ducati. Per noi questo è il valore più importante. Tutti gli appassionati di moto possono giudicare che la Ducati è tecnicamente capace di mettere a disposizione tecnologia che poi può essere acquistata. Siamo stati gli unici nel 2019 a vincere con entrambi i piloti. Mentre la casa che ha vinto il mondiale ha avuto difficoltà, non solo con la squadra ufficiale ma anche con quelle satellite. L'appassionato attento potrebbe aver qualche dubbio sulla divisione dei meriti, fra la competitività fra la moto e quella del pilota".

Ma quanta della tecnologia della MotoGP arriva poi nella produzione?

"E' molto variabile secondo il tipo di prodotto - prosegue Domenicali - Sulla Panigale è forse più del 50% di quanto scopriamo dalla MotoGP, su prodotti diversi, Multistrada, Diavel e Monster questo trasferimento è invece sensibilmente inferiore. Ognuno dei nostri prodotti è il più sportivo nel proprio segmento di appartenenza. Chi compera Ducati sa che compera un prodotto emozionante, anche se stiamo lavorando per far si che questa sportività sia 'facile'. Per questo mortivo, per esempio, abbiamo l'ABS cornering che da grandissima sicurezza nel frenare a moto inclinata. E poi ovviamente c'è sempre il Traction Control. Tecnologia elevata mantenendo la sportività".

Il trasferimento di tecnologia è dunque più importante della vittoria assoluta?

"Io preferisco arrivare secondo con la dimostrazione che tutti i piloti sulla nostra moto possono vincere, piuttosto che vincere ripetutamente con uno solo mentre tutti gli altri non ci vanno nemmeno vicino. In qualche modo così si dimostro infatti che la prestazione è drammaticamente legata a quel pilota. E' una prestazione sportiva straordinaria dell'atleta, ma meno importante della tecnologia della marca".

Dobbiamo dedurre che Ducati alla fine, o prima, del 2020 non guarderà nel giardino dei vicini?

"Certamente no. Noi dobbiamo come squadra cercare di avere sempre con noi il miglior pilota in assoluto. Però vi sto mettendo in guardia perché se il pilota migliore in assoluto rende in qualche modo estremamente complicato per gli altri avere le migliori prestazioni, questa è una situazione che potrebbe non essere la migliore sia per la squadra che per la marca".

Ci viene in mente, inevitabilmente, il 2018 con Jorge Lorenzo. Non è che vi sentite un po' in colpa per il suo ritiro? Fosse rimasto in Ducati magari sarebbe ancora in pista.

"Il ritiro di Lorenzo è dipeso da lui. E' stata una scelta personale tutta del pilota...e poi si è fatto male...Preferirei parlare del 2020, nel 2018 belle gare, mi piace più pensare a ciò che c'è da fare piuttosto che ciò che è stato fatto"

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