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Test, Yamaha TMAX 560 vs SYM Maxsym TL500: maxi scooter agli antipodi

COMPARATIVA - Il primo è best seller da 20 anni ed al top anche nel prezzo, il secondo è un compromesso che rinuncia a qualcosa, ma costa come un 400 monocilindrico. Diversi approcci, ma qual è il migliore?

Prodotto - Test: Test, Yamaha TMAX 560 vs SYM Maxsym TL500: maxi scooter agli antipodi

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Li abbiamo appena provati a distanza, sulle strade intorno a Porto con la settimana generazione del re tra gli scooter sportivi ed il nuovo arrivato di casa Sym a Milano e dintorni. Ora proviamo quindi a trasmettervi le nostre impressioni e fare qualche riflessione. In un segmento che continua ad attirare un buon numero di clienti, quello dei maxi scooter bicilindrici, questi sono forse i due approcci più differenti. Il TMAX non rinuncia a nulla (soprattutto se lo si sceglie del più ricco allestimento Tech Max), mentre il Maxsym vuole offrire un buon compromesso ad un prezzo decisamente molto aggressivo. I numeri parlano chiaro: dai 13.799 euro necessari per mettere in box il nuovo Yamaha TMAX Tech Max, si scende a poco più della metà, visto che il prezzo di lancio del nuovo Sym TL500 è di 7.499 euro (con 500 euro di sconto rispetto al listino ufficiale).

UN CONFRONTO IMPOSSIBILE?

In tutta sincerità il confronto è più una forzatura per analizzare i due prodotti, piuttosto che una comparativa vera e propria. Tant’è che probabilmente leggendo questo articolo nessuno cambierà la sua idea. Si tratta infatti di due scooter che si rivolgono a clientele diverse, con il Sym che troverà successo più tra chi in passato aveva un 400, piuttosto che un TMAX. Di fatto però sono entrambe valide proposte, con caratteristiche differenti.

ESTETICHE SIMILE, MA CON ELEMENTI DISTINTIVI

Partiamo da quello che è il punto di maggior contatto, l’estetica. Yamaha detta le regole, visto che ha creato il segmento nel 2001, ma si perfeziona anche di generazione in generazione. La settimana è un parziale ritorno al passato, dopo una virata verso un look più elegante della precedente. Si torna a puntare forte sulla sportività, come ad esempio nella zona posteriore, che sfoggia anche una nuova gemma centrale per lo stop, che disegna una “T” in un gruppo ottico interamente a LED. Questa ormai è una regola fissa, dato che anche il Maxsym TL500 ha entrambi i gruppi ottici privi delle vecchie lampadine ad incandescenza. Oltre alle conferme e ad altri affinamenti, il nuovo TMAX mette sul piatto carene ridefinite per incrementare il comfort e la praticità, anche per il passeggero. Garantisce così un appoggio dei piedi a terra più semplici, grazie al “dimagrimento” nella zona vicino alla sella, maggiormente rastremata.

Il primo maxi di casa Sym non poteva che ispirarsi almeno in parte al più famoso dei riferimenti nel segmento degli scooter bicilindrici. Sarà perché è una novità e forse gli mancano ancora i riferimenti, ma Google lens (funzione che consente di avere informazioni analizzando le foto), in uno scatto che gli abbiamo sottoposto lo ha identificato proprio scambiandolo con un TMAX. In realtà lo stile e le linee vedono dei punti di contatto, a tratti con generazioni precedenti dello scooter di Iwata, ma il TL500 ha dalla sua uno stile ed alcuni elementi che denotato un carattere tutto suo e distintivo. Ad esempio la firma luminosa DLR con le due saette verticali, oppure la zona del mono ammortizzatore posteriore con un inedito rinvio e con la trasmissione finale a catena, quasi inedita tra avversari che sfruttano tutti la cinghia, TMAX incluso.

STRUMENTAZIONI E TECNOLOGIA LI SEPARANO NETTAMENTE

Saliti in sella ci si trova di fronte alle prime grosse differenze. Dal giapponese traspaiono una qualità ed una cura per il dettaglio allineati di fatti al suo prezzo (elevato). Oltre a ciò la tecnologia è al top. L’elenco di tutto ciò che offre è lungo, dal sistema keyless ad una strumentazione che resta fedele ai due elementi analogici, ma sfoggia funzionalità avanzate, inclusa l’interazione via bluetooth con il proprio cellulare (MyTMAX Connect) e la navigazione con tasta sul manubrio. Per il Tech Max è poi disponibile la regolazione elettrica del plexy, oltre al riscaldamento per sella e manopole.

Senza risultare “povero”, il Maxsym TL500 rinuncia a molto di quanto visto sul rivale nipponico. Niente fronzoli direbbe qualcuno, ma anche finiture non così raffinate ed una scelta di plastiche meno nobili, per una soluzione di compromesso, che consente di contenerne il prezzo, senza rinunciare però a troppo. Il quadro strumenti è anzi quasi più moderno, basato su due display, con un TFT centrale da 4,5 a colori dall’aspetto personalizzabile. Restano un paio di tasti fisici per alcune regolazioni, ma anche lui offre sul blocchetto di sinistra quelli più comodi per navigare le varie funzioni. Sono ovviamente meno, ma non manca nulla di indispensabile. 

CICLISTICHE SPORTIVE, MA IL TMAX SALE DI LIVELLO

Sottopelle emerge una delle due differenze più importanti tra i due rivali: il telaio (l’altra è legata - come avremo modo di approfondire - al posizionamento in termini di cavalli disponibili). Com’è dal 2004, il TMAX nasce intorno ad una struttura in alluminio, proprio come per le moto sportive, mentre il Maxsym opta per una soluzione meno raffinata, a traliccio in tubi d’acciaio. Entrambi ottengono però, grazie al posizionamento delle parti meccaniche, una distribuzione dei pesi vicina al 50 e 50, fondamentale per garantire prestazioni elevate in termini di guida. A voler essere pignoli la “scelta storica” di Yamaha di dare equilibrio al proprio bicilindrico con un terzo pistone morto e non con un contralbero di bilanciatura (come avviene anche per il Sym), influisce positivamente sugli ingombri del propulsore, con un conseguente baricentro posto più in basso. Non per nulla molti dei suoi proprietari lo definiscono una moto e non uno scooter, proprio per le sue caratteristiche.

Il nuovo Maxsym TL500 non arriva ad eguagliare le finezze del TMAX, ma dalla sua vanta comunque soluzione di tutto rispetto. Citiamo ad esempio i cerchi in lega da 15” ultraleggeri (Sym dichiara una riduzione di peso fino ad oltre il 35%), abbinati a pneumatici sviluppati ad hoc (Maxxis Supermaxx S3), ma anche il pregiato sistema multilink al posteriore ed un avantreno che vede la forcella a steli rovesciati abbinata a pinze freno ad attacco radiale.

Sulla bilancia non si paga troppo la scelta di un differente telaio, con il made in Taiwan che si ferma a 223 kg in ordine di marcia, solamente tre in più del rivale. Il TMAX da un lato si giova del leggero alluminio al posto dei tubi in acciaio, ma si porta a spasso una dotazione più importante. All’atto pratico nella guida sono entrambi molto efficaci: il giapponese resta il riferimento assoluto, ma il taiwanese non sfigura affatto, come potrebbe essere lecito pensare. Le differenze emergono solo ad andature elevate, perché sul misto stretto il Maxsym TL500 se la cava egregiamente. Quando le velocità salgono il TMAX mette in mostra tutte le sue carte, sia termini di ciclistica che di frenata. Anche l’ABS offre una taratura migliore, entrando in gioco più di rado e regalando un feeling migliore con le leve.

IL CUORE FA LE MAGGIORI DIFFERENZE

Dove sono più distanti questi due scooter, visto che fino ad ora abbiamo visto che quello che sulla carta è un compromesso al ribasso, non si paga in modo così evidente per il Maxsym TL500 (almeno non quanto il prezzo quasi dimezzato rispetto al rivale lascerebbe intendere)? La risposta è la conferma di quanto è evidente fin da una primissima lettura delle due schede tecniche. Da un lato il TMAX ha una potenza al limite di quello che è un vincolo normativo, per poter essere guidato con la patente A2 senza dover mettere in gioco versioni depotenziate, dall’altro il taiwanese resta ben distante dai 35 kW (circa 48 cavalli), attestandosi a quota 40. Differenza che si fa ancor più importante guardando la coppia massima: di ben 56 Nm contro 42.5. Le due curve di erogazione non si sovrappongono praticamente mai, con il TMAX 560 che è più regolare e pieno in basso ed ai medi regimi, per poi allungare con vigore. Un lavoro di affinamento figlio di una cilindrata incrementata con la settimana generazione per la seconda volta (562 cc per la precisione, quasi 100 in più del Maxsym che si ferma a quota 465), ma anche di una trasmissione calibrata alla perfezione. Rispetto al precedente modello riesce ad offrire prestazioni più brillanti, soprattutto nelle riaccelerazioni tra 80 e 130 km/h, ma anche una velocità massima di 5 km/h in più (prossima ai 180 indicati). Il Maxsym TL500 si ferma invece ad una ventina in meno sulla strumentazione (circa 160 – 145 effettivi), offrendo (giustamente verrebbe da dire) qualcosa in meno sia in spunto da fermo che in ripresa. Qui sta gran parte del diverso approccio dei due, è evidente. Da un lato il TMAX “lima il decimo”, anche se per farlo si adottano soluzioni tanto raffinate quanto costose (inclusi controllo di trazione e ride by wire con due modalità di guida), dall’altro il Maxsym TL500 punta a colmare un gap tra quanto offra ad oggi il mercato, infilandosi in mezzo tra gli scooter monocilindrici di fascia 400 cc ed i maxi (anche nel prezzo, quasi sempre sopra i 10 mila euro).

PREZZI E CONSUMI

Dei prezzi abbiamo già anticipato quasi tutto, con il nuovo Yamaha TMAX 560 che parte da 11.990 euro, che salgono a 13.799 per il Tech Max, mentre il prezzo di listino del Sym Maxsym TL500 è di 7.990 euro, che scendono a 7.490 con la promozione in essere. Qualcuno potrebbe pensare che ad una cifra simile a questa, in casa Yamaha, ci si porta a casa il fratello minore del TMAX, l’XMAX 400 (parte da 6.799 euro, 7.199 nei due allestimenti più ricchi). Chiudiamo con i consumi, che contrariamente a quanto le differenze in termini di prestazioni potrebbero far credere, sono praticamente allineati: circa 20 km/l in extraurbano, scendendo in zona 17 in ambito urbano, soprattutto lasciandosi prendere la mano con l’acceleratore.

Abbigliamento utilizzato per il nostro test in sella al Yamaha TMax 560:

AGV Sportmodular

 

Giacca Dainese Tempest D-DRY

 

Guanti Dainese CARBON D1 Short

 

Dainese Nighthawk D1

 

Pantaloni D1 EVO  

 

 

 

 

 

e per il nostro test in sella al Sym Maxsym TL500:

Casco: Caberg Drift Evo

Giacca: Dainese Sauris D-Dry

Pantaloni: Dainese Bonneville

Guanti: Dainese Plaza 2 D-Dry

Scarpe: Stylmartin Core WP Brown

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