MotoGP, Joan Mir: "Ho scelto Suzuki perché voglio essere come Kevin Schwantz"

"Il giorno del debutto correre con Marquez, Rossi e Lorenzo sembrava un sogno. Il 2019? E'andato bene ma ho commesso errori. Nel 2020 punto alla top 5"

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Il 2020 è alle porte, i test di Sepang prenderanno il via tra poco più di due settimane e le moto sono pronte per essere presentate. Ci sono molte incognite nel paddock della MotoGP e molte domande a cui piloti e team dovranno dare risposta. Dando, però, uno sguardo indietro al 2019 si può dire che sia stato l’anno di Marc Marquez, quasi noioso nella sua perfezione, quello del ritiro di Lorenzo e quello della carica dei giovani guidati da Fabio Quartararo. I progressi del debuttante francese hanno, da una parte, oscurato tutti gli altri rookie e dall’altra hanno dimostrato che la nuova generazione può combattere con i grandi della categoria. Chi entra a pieno titolo in questa doppia valenza è il pilota della Suzuki Joan Mir che ha vissuto un’annata altalenante ma comunque importante. 

“Sono un rookie e valuto la mia prima stagione in MotoGP come quella di un novellino. Ho avuto grandi prestazioni, sono stato davvero veloce in qualche occasione - ha detto il talento spagnolo a Motomatters.com - ma poi ho commesso degli errori. Ho anche avuto un brutto infortunio, insomma me ne sono successe tante quest’anno”. 

I risultati, comunque, non sono stati malissimo per Mir che ha chiuso la stagione con 92 punti (saltando due gare) ed in 12° posizione. Unica pecca, forse, la completa assenza di podi e il confronto con il compagno di squadra Rins che ha portato in casa Suzuki 2 vittorie e poco più del doppio dei punti. 

“L’anno è andato comunque oltre le mie aspettative. Sono migliorato molto: nelle prime gare l’obiettivo era la top 15, a fine anno la top10 e nel 2020 ambisco ad essere sempre tra i migliori 5 della classe. In questa categoria ci sono molte cose da imparare a partire dalla gestione del tempo durante il weekend e delle gomme”. 

Quello del passaggio in MotoGP è stato il quarto anno nel motomondiale per Mir, una scalata velocissima dalla Moto3 (che ha vinto nel 2017) alla top-class, anche meglio di Quartararo che di anni ce ne ha messi cinque. 

“Il mio percorso è stato velocissimo, penso sia un record o poco ci manca, dovrò controllare. Non mi sarei mai aspettato di trovarmi in MotoGP in 4 anni, sono molto contento. Mi sarebbe piaciuto fare un altro anno in Moto2 e battermi per il titolo ma non posso lamentarmi”. 

Avevi anche delle altre opportunità lo scorso anno?

“Si, un paio. Ma ho scelto Suzuki perchè un giorno vorrei essere come Kevin Schwantz, magari ne potremmo riparlare quando avrò vinto qualche mondiale con questa moto”. 

Quest’anno si ripartirà dai test di Sepang per poi arrivare al primo GP in Qatar. Ricordi le sensazioni dello scorso anno?

“Ero molto nervoso prima della gara. Quando sono entrato nel motomondiale nel 2016 Marquez era già fortissimo, Lorenzo aveva appena vinto il mondiale e Rossi era una leggenda già da tempo. Correre con loro mi sembrava un sogno ma appena i semafori si sono spenti ho pensato solo a guidare. Se però ripenso agli attimo precedenti posso dire di non essere mai stato così nervoso in vita mia”.

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