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MotoGP, Iannone: "Amo le moto, sarei stato sciocco a giocarmi tutto così"

"Ho vissuto un trauma, mi sono sentito come protagonista involontario di un film. Aprilia mi è vicina come una famiglia, voglio tornare presto"

MotoGP: Iannone: "Amo le moto, sarei stato sciocco a giocarmi tutto così"

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Sono giornate fondamentali queste per la carriera di Andrea Iannone. Da due giorni sono infatti in corso le controanalisi sui campioni di sangue prelevati a Sepang e poi esaminati nei laboratori Wada di Kreischa, vicino Dresda. Il risultato di queste seconde analisi dovrebbero arrivare a brevissimo, ma per adesso la cosa certa è che a seguire la vicenda sul posto ci sono, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il legale di Iannone, ovvero Antonio De Rensis ed il consulente Alberto Salomone.

Sembra ormai certo che anche le seconde analisi siano destinate a confermare i valori emersi dopo il primo controllo, che hanno evidenziato presenza di Drostanolone, uno steroide androgeno esogeno anabolizzante, nel sangue del pilota portando la Federazione alla decisione di sospenderlo da qualsiasi attività in pista, come comunicato il 19 Dicembre. 

"Non ho nessun piano B. La moto è la mia vita, non sono uno sciocco che se la gioca così. Voglio solo tornare al più presto in sella alla mia Aprilia e superare questo momento".

Queste le prime parole di Iannone alla Gazzetta, un vero fiume in piena che disegna con le sue parole tutto il peso di una situazione che di certo non si sarebbe mai aspettato di vivere all'inizio di una stagione così delicata come questa del 2020.

"Ho pensato di essere in un film in cui sono il protagonista involontario. Ho scoperto da un giornalista il 17 Dicembre quello di cui ero accusato e non è tanto il come l'ho scoperto, ma proprio quello di cui vengo accusato che è stato un trauma. Per essere uno sportivo che fa tanti sacrifici, una cosa del genere è un trauma"

Iannone ha poi spiegato quale sia la normale procedura della raccolta delle analisi antidoping per i piloti della MotoGP.

"Sono stato controllato in Malesia la prima volta. Nel 2018 ero nel sistema del passaporto biologico della Wada: sorteggiano 5 piloti che devono essere sempre reperibili e avvisare degli spostamenti per i controlli. Infatti fui testato spesso, almeno 3 volte in Asia, ma pure fuori. Per me il numero di controlli va bene, non giudico". 

Andrea ha anche sottolineato come tutto il lavoro svolto sul proprio fisico per perdere peso durante il 2019 sia stato condiviso con Aprilia.

"E' stato un lavoro condiviso con l’Aprilia, visto che c’era differenza di peso con il mio compagno Aleix Espargaro: abbiamo puntato più sul lavoro aerobico che sulla forza. Aprilia mi è stata vicina tanto, come una famiglia: non mi sarei mai aspettato una vicinanza simile e per me questo vale come una vittoria".

La situazione è pesante, il legale di Iannone è tuttavia fiducioso, come si evince dall'intervista alla Gazzetta, ritenendo che ci possano essere tutte le circostanze per evitare che il problema diventi realmente insormontabile per The Maniac.

"Le controanalisi dovrebbero attestare la presenza di metaboliti pari a 1,150 nanogrammi per millilitro, quantitativo esiguo, considerando anche che il pilota era da oltre un mese di in Asia e che il test, eseguito subito dopo il GP, era relativo a un campione di urina molto densa, pari a 1,024, per la forte disidratazione della corsa. È un dato che ci conforta verso la tesi della contaminazione alimentare, anche perché gli steroidi sono assunti con cicli lunghi, non occasionali. Alla prima comunicazione ufficiale avvieremo le nostre attività per mostrare l’estraneità di Iannone e riconsegnarlo all’Aprilia, di cui apprezzo l’atteggiamento garantista".

Purtroppo non c'è alcuna certezza riguardo qualsiasi tempistica che occorrerà per dipanare il caso. Potrebbe esserci il deferimento ed a quel punto i legali dovranno raccogliere tutti gli elementi difensivi per poi procedere con il dibattimento, che avverrà in prima istanza al Tribunale Disciplinare Internazionale. La sentenza di questa istituzione è prevista entro i 45 giorni, per poi eventualmente fare appello alla stessa, in caso di esito negativo per il pilota, ed arrivare al Tas di Losanna, con un ulteriore aggravio in termini di tempo necessario per la risoluzione definitiva.

Difficilissimo immaginare Andrea Iannone in sella a Sepang, mentre è plausibile che, qualora ci fosero gli estremi, la questione venga chiusa entro l'inizio della stagione di gare che avverrà l'8 Marzo a Losail, con il Gran Premio del Qatar.

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