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Vita da Paddock: ecco quanto si guadagna lavorando in MotoGP

Gli ingaggi milionari dei piloti MotoGP sono sulla bocca di tutti, ma quanto guadagnano meccanici, telemetristi e tutti gli altri membri di un team, dalla Moto3 alla Moto2, passando per la MotoGP?

MotoGP: Vita da Paddock: ecco quanto si guadagna lavorando in MotoGP

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Sono sempre state diffuse tante classifiche sui guadagni dei piloti della MotoGP. Milioni di euro per i migliori, campioni come Marc Marquez, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Ci sono poi sempre state tante chiacchiere riguardo gli ingaggi delle cosiddette seconde linee, con gossip di ogni genere sui piloti paganti, sui piloti raccomandati e così via.

Ma lasciando stare il mondo di chi le moto le guida, quanto guadagna realmente chi quelle stesse moto le monta e le smonta nei box, legge i dati delle centraline e magari aiuta nel trovare l’assetto perfetto? Oppure quanto guadagna chi monta e smonta le hospitality, che diventano per qualche giorno una vera e propria seconda casa per piloti, tecnici, addetti stampa e tutto il mondo che ruota attorno ad una squadra, in qualsiasi categoria?

Abbiamo messo assieme un po’ di informazioni, scoprendo tante differenze tra la MotoGP, la Moto2 e la Moto3 anche per quanto riguarda questo particolare aspetto. Una costante che però riguarda la stragrande maggioranza delle ‘maestranze’ impegnate in pista nelle varie categorie è che si tratta quasi sempre di liberi professionisti, che emettono fattura per i servizi offerti e che di anno in anno devono ridiscutere il proprio futuro. Quello delle gare non è insomma un mondo in cui si entra per poi accomodarsi nel caldo ed accogliente mondo del posto di lavoro a tempo indeterminato. Ogni giorno è una sfida per chi lavora nel paddock, in cui si è chiamati a dare il massimo per guadagnarsi la conferma per la stagione successiva. Non è insomma un ambiente di lavoro adatto per chi non ha uno spiccato spirito competitivo.

Capotecnico: dai 40.000 ai 130.000 euro per gli uomini 'di fiducia'

Il capotecnico è ovviamente una delle figure fondamentali per la gestione delle operazioni all’interno dei box. Spesso il capotecnico di un pilota vincente è sottoposto ad una esposizione mediatica simile a quella riservata al pilota di cui si occupa. I nomi di grido, quelli che probabilmente guadagnano molto bene, sono ovviamente associati ai grandi campioni di questo sport. Santi Hernandez ha probabilmente un ottimo ingaggio, anche perché tutti sanno bene quanto Marquez tenga a trattare bene anche dal punto di vista economico chi lavora con lui.

Ci sono poi gli uomini di esperienza, che fanno la differenza grazie all’enorme cultura tecnica accumulata negli anni e che ovviamente ‘vendono’ un know how spesso infinito, come Ramon Forcada oppure come era probabilmente Jeremy Burgess. Guadagnano molto bene anche i capotecnici della Moto2 con un passato glorioso, che magari hanno avuto esperienza di spessore sia in MotoGP che in SBK. 

Quella del capotecnico è insomma una figura che più di ogni altra presente nel box 'fa' mercato. I professionisti di grande esperienza si fanno pagare bene, e spesso team che vogliono investire per affermarsi in categorie come la Moto2 o la Moto3 sono disposti a investire su figure di spicco per questo ruolo per essere certi di essere competitivi in pista.

Telemetrista: dai 35.000 agli 80.000 euro. E gli spagnoli costano meno!

Le moto in pista raccolgono costantemente dati su dati. In accelerazione, in staccata, in percorrenza. E tutti questi dati devono poi essere letti, analizzati, tradotti dai telemetristi (qui la nostra intervista a Flamigni e Marelli), che hanno in pratica il ruolo di rendere comprensibili i dati confrontandoli con le sensazioni dei piloti. Spesso il teleferista si rende anche conto dei punti in cui il pilota non sta andando al massimo delle proprie capacità, suggerisce dove ci sono i margini per crescere magari incrociando i dati con quelli del compagno di team. 

Stiamo insomma parlando di una figura molto importante all’interno del box, che può fare la differenza con il proprio lavoro soprattutto quando si effettuano dei cambiamenti sulla moto o quando un pilota cerca di cambiare il proprio stile di guida. Anche in questo ambito l’esperienza fa molta differenza nello stabilire il prezzo di mercato. Un telemetrista che ha un’esperienza pluridecennale in MotoGP ha ovviamente un costo diverso rispetto a chi è alla prima stagione nel mondiale, dopo aver magari lavorato in qualche team che corre solo nei campionati nazionali come il CEV.

Tuttavia quello dei telemetristi è un mercato più calmierato rispetto a quello dei capotecnici, ma una cosa l’abbiamo potuta apprendere per certa ed è la differenza di costo che ha un professionista spagnolo rispetto ad un italiano. Il costo di una figura professionale spagnola è mediamente più bassa rispetto all’omologo italiano. Probabilmente in questo incide anche la maggiore tassazione a cui è sottoposto un libero professionista italiano rispetto ad uno spagnolo.

Meccanico: dai 25.000 ai 70.000 euro. E il tecnico delle sospensioni prende di più

Il meccanico di un Team è la persona che letteralmente mette la moto in pista. Un suo errore nello smontare o rimontare qualche pezzo sulla moto può costare un prezzo salatissimo, per cui ci deve essere totale fiducia tra il pilota e la sua crew. Alcuni piloti, come lo stesso Rossi, ha in pratica gli stessi uomini ad accompagnarlo nel box dall’ormai lontano 2000, anno del debutto in 500. 

Sono soprattutto i piloti della MotoGP a prendersi il lusso di chiedere di essere circondato da persone che conoscono bene e di cui hanno fiducia, rendendo spesso il passaggio da un team ad un altro di un pilota la circostanza in cui anche i meccanici di quel pilota cambiano colore. Diversa la situazione quando si getta uno sguardo in Moto2 e Moto3. Nella maggior parte dei team i meccanici restano con gli stessi colori per pochissime stagioni, tranne alcuni casi che definiremmo di ‘alta fedeltà’. Si parla forse dei ragazzi che costituiscono più di ogni altro professionista la struttura portante del team e che spesso dal punto di vista economico non sono trattati alla stregua dei colleghi che si sporcano di meno le mani, ma lavorando di più con i computer. 

All’interno della categoria dei meccanici, si possono anche inserire i tecnici delle sospensioni. In alcuni casi si tratta di una figura interna al team, mentre tante squadre si rivolgono ai servizi di assistenza presenti nel paddock di Ohlins, Showa o WP. Spesso l’addetto alle sospensioni di un team è pagato leggermente in più rispetto al meccanico tradizionale, coprendo un range che spazia dai 40.000 ai 60.000 euro.

E gli addetti stampa? Molti si accontentano di 30.000 Euro

Le figure professionali che popolano il Paddock sono ovviamente tantissime e stilare una lista dei guadagni per ognuna di queste non è un lavoro molto semplice. Però possiamo senza dubbio affermare che dagli addetti stampa, ai responsabili delle hospitality, i guadagni sono spesso inferiori ai 30.000 all’anno lordi. Aggiungete le tasse, aggiungete i costi previdenziali e soprattutto aggiungete tutto il tempo che questi ragazzi passano lontani da casa per comprendere che in realtà la vita da Paddock è spesso molto più dura di quanto si potrebbe immaginare.

Spesso da casa ci si lascia ingannare dall’idea di vivere una vita in viaggio, di prendere tanti aerei e viaggiare tra alberghi di lusso. La realtà è estremamente diversa da questa che tutti sognano, soprattutto per quanto riguarda i professionisti giovani che cercano affermazione.

Gli alberghi spesso non sono neanche lontani parenti dei lussuosi resort in cui pernottano i piloti MotoGP ed i voli altrettanto spesso sono in classe economica, con lunghe attese negli aeroporti disseminati attorno al globo. Giorni di vacanza per visitare quei posti non ce ne sono, quindi la realtà è che spesso il viaggio per il fine settimana di gara si traduce in un costante aeroporto- albergo-pista-albergo-aeroporto. Non esattamente una festa insomma, specialmente quando il paddock si muove in posti non esattamente esaltanti dal punto di vista turistico.

Di certo è una vita ricca di avventure, fatta per chi è disposto a sacrificare tanto in attesa di incassare un premio, sotto forma magari di un contratto per un Team Factory in MotoGP, che potrebbe anche non arrivare mai. Siete ancora convinti che la vita da Paddock sia proprio uno spasso per tutti quelli che ci lavorano?

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