SBK, Corsa contro il tempo per il calendario Superbike 2020

La bozza della prossima stagione attesa dopo la gara della MotoGP a Valencia, intanto Dorna sta cercando di recuperare un round in Asia o America

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In MotoGP il 2020 è praticamente definito. Nei mesi scorsi è stata infatti diramata la bozza del calendario riguardante la prossima stagione e ora non resta che attendere l’ufficialità. Come ben sappiamo ci sarà il debutto della Finlandia in estate, mentre la tappa thailandese di Buriram verrà anticipata al mese di marzo.

Guardando invece alla Superbike non c’è ancora nulla di scritto, dal momento che non è nemmeno disponibile una bozza. Attualmente il calendario resta ancora un interrogativo, nonostante ci siano già alcune certezze. Una di questa è la tappa inaugurale di Phillip Island, in programma a fine febbraio, così come l’introduzione di Barcellona, a cui si aggiungono certezze come Misano, Donington, Portimao e Assen.

Il problema restano però le tappe extraeuropee, dal momento che in un Mondiale non possono certo mancare. Se da una parte ci sono le conferme di Australia, Qatar e Argentina, dall’altra la Dorna ha dovuto fare i conti con i mancati rinnovi contrattuali di Buriram e Laguna Seca. Pensare a un Campionato del Mondo che rinuncia a una tappa asiatica, considerato anche il potenziale espresso da tale mercato, è da considerarsi un problema non da poco. Kawasaki e Yamaha hanno infatti storto il naso in merito a un 2020 che vede l’Asia uscire di scena.

In occasione della settimana di EICMA, alla Fiera di Milano era presente anche uno stand della Dorna. Abbiamo quindi avuto modo di confrontarci con alcuni membri dell’Organizzazione in modo da capire quali fossero le tempistiche per il calendario 2020, anche perché siamo a novembre e mercoledì ci saranno i primi test. La prima notizia è che la bozza riguardante il calendario della prossima stagione verrà diramata dopo la gara di Valencia della MotoGP, in programma questo fine settimana.

A quanto pare il ritardo nella pubblicazione è dovuto al fatto che Dorna sta cercando in tutti i modi di recuperare una gara in America o in Asia. Anche lo scorso anno l’Organizzatore si è trovato a fare i conti con una situazione per certi versi simile, quando Laguna Seca era destinata a lasciare il Circus, ma alla fine si è trovato poi l’accordo per proseguire la collaborazione per mantenere il round a stelle e strisce.

In Asia, invece, le carte da giocarsi sarebbero Buriram, Sepang, Suzuka ed eventualmente la Cina, una pista quest’ultima che lo scorso anno aveva provato a seguire Dani Carrera, quando ancora era al timone di comando, senza però trovare il successo sperato. C'è anche una ipotesi remota legata a Sugo.

Viste le attuali carte sul tavolo, sembra però di essere davanti a un’impasse, dal momento che Buriram ha detto addio, mentre con la Malesia l’esperimento è giunto al capolinea mesi fa. Una situazione non certo semplice per l’Organizzatore, a cui servirà un miracolo vero e proprio per avere un round nel Continente asiatico nel 2020. Noi però vogliamo fidarci di Gregorio Lavilla, quando in occasione del weekend di Portimao ci disse: “Buriram? Non è l’unica pista che c’è in Asia”.    

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