MotoGP, Phillip Island: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Il titolo di Dalla Porta porta il sole sulla pista australiana. Marquez vince ancora, Bagnaia e Iannone entusiasmano

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A Phillip Island fa freddo, c’è il vento e piove. Meno male che Dalla Porta ha portato il sole con il suo titolo in Moto3. Vinto come si conviene a un campione, meritato senza se, ma o però. Bravo e umile, ci aspettiamo molto da lui anche nei prossimi anni.

Come da Bagnaia, che finalmente ha azzeccato una gara in MotoGP. Il podio perso per 55 millesimi sarebbe stata la ciliegina, ma la torta è buona anche così. La accompagniamo con un brindisi per Iannone, frizzante come Andrea in Australia. Il resto del pasto, ancora una volta, se lo è mangiato Marquez e ormai gli altri piloti sono abituati al digiuno.

Tra pochi giorni si arriva in Malesia, magari lì il menu cambierà.

IL BELLO – Ormai  Lorenzo Dalla Porta si sarà svegliato e ha scoperto che nulla di quello che ha fatto è stato un sogno. Semmai ha fatto sognare tutti gli italiani, alla disperata ricerca di un erede di Dovizioso nella classe cadetta. Dopo 15 anni è apparso un ragazzo dall’accento toscano e il coraggio di non avere paura di sbagliare. Lacrime e gloria, nella giornata perfetta, con nelle mani la coppa del vincitore del GP e al collo l’alloro di campione. Una cosa così in molti se la possono solo sognare. Non Lorenzo, lui l’ha fatta.

IL BRUTTO – Che bello vedere tutti i piloti confrontarsi sulla sicurezza e consigliare di annullare le qualifiche per evitare i pericoli. Tutti i piloti, ma di MotoGP. Quelli di Moto2 e Moto3 devono essere immuni al vento, e anche al gabbiano morto che è stato in mezzo alla pista alla curva 9 per tutte le FP3. Certe cautele sono giuste e devono valere per tutti, invece sembra sempre di avere a che fare con un campionato di serie A e altri due di B. Questo non è per niente bello.

IL CATTIVO – Lorenzo ha già i suoi problemi e forse il sorpasso all’esterno con tanto di ‘trancio dell’ala’ che gli ha riservato Marquez nelle FP3 era evitabile. Jorge ha fatto la figura dell’amatore in un track day con quelli buoni. Un campione come lui merita un po’ più di rispetto, soprattutto dal suo compagno di squadra.

LA CONFERMA  – Siamo ancora qui, a parlare di Marquez, della sua 5ª vittoria consecutiva, del record di successi sulla Honda in classe regina (55 contro i 54 di Doohan), dei 14 podi di fila, di quanto sia veloce, spietato, lucido. Solo che abbiamo finito gli aggettivi. Passeremo i prossimi giorni a studiare il dizionario, promesso.

LA DELUSIONE – La sinfonia di Franco Morbidelli continua a essere incompiuta. È da qualche gara che il pilota di Petronas tiene il ritmo giusto in prova, ma in gara arriva, irrimediabilmente, la stecca. Il motivo non si sa, ma il brasiliano di Tavullia deve ritrovare la ispirazione. Non sta bene lasciare le cose a metà.

L’ERRORE – Di solito metteremo dietro alla tabella di segnalazione e in ginocchio sui bulloni un pilota che si stende a una manciata di curve dalla fine. Però Maverick Vinales aveva a che fare con Marquez, ha dettato il passo per tutta la gara e semplicemente doveva provarci. Gli è andata male. Ritenta, sarai più fortunato.

LA SORPRESA  – Due, come a Natale sotto l’albero, ma di eucalipto. La prima è Pecco Bagnaia che (meglio tardi che mai) ha fatto vedere di cosa è capace sulla Ducati. Si è rivisto il pilota che solo pochi mesi fa aveva vinto il titolo in Moto2 e l’unica raccomandazione è non farlo scomparire di nuovo.

La seconda è Andrea Iannone, che ha domato l’Aprilia su una delle piste più difficili, ma che lui ama. Quando è in palla fa spettacolo e naturalmente ne ha regalato. La moto di Noale non è ancora al livello per ripetere certe prestazioni, ma Andrea ha fatto venire la voglia che ci arrivi in fretta.

IL SORPASSO – Forse voleva festeggiare i  400 GP o forse tornare a vedere la  pista libera davanti a sé. Il sorpasso all’esterno alla prima curva di Valentino Rossi è servito a poco nell’economia generale della gara, ma ha ricordato di cosa sia capace. Purtroppo è stato l’unico lampo.

LA CURIOSITA’ –  Il rocket man della Moto2 è Stefano Manzi che, nel warm up, sulla sua MV Agusta ha toccato la velocità record di 301,8 Km/h. Il pilota di Forward non è andato forte solo sul dritto, ma si è fatto valere anche in gara.

IO L’AVEVO DETTO – Un coro (con noi presenti) nel paddock di Phillip Island il sabato: “la gara è di Vinales”. Ecco cosa accade e scommettere contro Marquez.

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