MotoGP, Dovizioso: "Se mi confronto con Marquez non posso essere contento"

"Il podio era vicino e ho conquistato il 2° posto in campionato, però Marc ha fatto la differenza. Bagnaia? La sua prestazione merito dello stile di guida, non della 'vecchia' Ducati"

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È stata un’altra domenica da dimenticare per il team Ducati ufficiale, che ha perso Petrucci dopo pochi metri e che questa volta non ha trovato nemmeno Dovizioso a salvare la domenica. La Rossa ha potuto festeggiare sul podio grazie a Miller con la Desmosedici con i colori di Pramac e per un ritrovato Bagnaia, che guida la moto dello scorso anno.

Andrea cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma l’operazione non è così semplice questa volta.

Avere avuto la possibilità di salire sul podio è positivo - ha spiegato - Potevo riuscirci se non avessi commesso un errore alla seconda curva, avevo finito la gomma posteriore sul lato sinistro e non riuscivo nemmeno più a frenare bene”.

C’è anche un altro punto di cui gioire.

Sono matematicamente 2° in campionato - ha sottolineato - Se guardiamo a Marquez è un risultato deludente, ma se pensiamo a tutti gli altri significa che siamo riusciti a gestire al meglio la stagione”.

Ora passiamo alla note dolenti.

Il ritardo da Marquez è stato troppo grande - ha ammesso il Dovi - Sono arrivato a 15 secondi, anche senza l’errore sarebbero stati 14, comunque tanti. È un’altra conferma che in questa stagione siamo stati protagonisti di troppi alti e bassi, abbiamo fato più fatica rispetto al passato e questa per me è stata una gara sofferta”.

Il peggio però è il confronto con Marc che, praticamente da solo, ha portato la Honda a un solo punto da Ducati nella classifica riservata alle squadre.

Mi dimenticavo quest’altro punto… aggiungiamolo alla lista” cerca di ironizzare Andrea, ma la sconfitta questa volta è stata più netta.

Il forlivese da qualche gara detta la linea per ritornare in alto, il 4° posto di Bagnaia sulla GP18 è una conferma che qualcosa nell’evoluzione non ha funzionato?

No, Phillip Island è una pista particolare in cui ci sono piloti che vanno forte anche quando faticano altri circuiti - la sua risposta - È lo stile di guida che fa la differenza, chi fa scorrere la moto qui fa forte, non è un caso che Crutchlow e Iannone siano sempre competitivi in Australia. Bagnaia è andato forte e gli faccio i miei complimenti, ma sta guidando la MotoGP ancora come fosse una Moto2. Questo significa frenare meno e portare maggiore velocità in curva, uno stile che a Phillip Island ti permette di essere veloce anche quando le gomme sono consumate perché ci sono meni trasferimenti di carico. È una pista anomala, lo stile di guida fa maggiore differenza rispetto alla moto che si guida”.

L’ultimo commento di Dovizioso è stato per Dalla Porta, suo ‘erede’ avendo riportato il titolo della classe cadetta in Italia dopo 15 anni dall’iride di Andrea.

Sono molto contento che ci sia riuscito - ha detto - Aveva almeno 3 o 4 avversari veloci da battere, ma lui è stato più costante e si è meritato di vincere. È stato il più bravo”.

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