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MotoGP, Suppo: "Marquez non ha bisogno di lasciare la Honda come fece Rossi"

"La storia di Marc è diversa da quella di Valentino, anche perché la sua moto non è la migliore. La Ducati? Le scelte rischiose hanno sempre pagato"  

MotoGP: Suppo: "Marquez non ha bisogno di lasciare la Honda come fece Rossi"

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La passione per le moto continua a scorrere nel suo sangue, anche se da qualche anno a questa parte si è cimentato in una nuova avventura. Già, perché le E-Bike rappresentano a tutti gli effetti una sorta di seconda vita per Livio Suppo.

In occasione della Premiere Ducati, dove sono state presentate tutte le novità della Casa di Borgo Panigale, non poteva infatti mancare l’ex team principal della Honda, che come ben sappiamo è coinvolto con Thok nella progettazione delle bici da Enduro elettriche insieme a Stefano Migliorini.

“È senza dubbio emozionante  essere qua a Rimini a questo appuntamento – ha esordito Suppo - quest’anno abbiamo ampliato la nostra gamma di e-bike con la MIG-RR, senza dimenticarsi della MIG-S. Non dimentichiamoci poi la Scrambler, con la quale entriamo nel settore della mobilità urbana, che all’estero è molto importante. Mi viene in mente ad esempio la Germania, un mercato da circa un milione di bici elettriche all’anno. In Italia il numero è inferiore, anche perché ci sono meno piste ciclabili, però la mobilità in bicicletta sta incrementando”.

Recentemente Marco Melandri ha utilizzato il termine spaziale per definire la E-Bike.

“Speriamo di poter fare qualcosa insieme a lui, so che si sta divertendo con questi nuovi mezzi. Tra me e Marco c’è un ottimo rapporto e come detto sarebbe interessante poter condividere qualche nuova avventura in futuro”.

Livio, in molti sostengono che alla MotoGP manchi una persona col tuo carisma e le tue competenze. Ti rivedremo un giorno nel paddock?

“Non posso che ringraziare per la stima. Ad oggi però non ho l’idea di rientrare, dato che questa nuova avventura con la Thok mi sta coinvolgendo molto e come detto non mi manca la vita di prima. Ovviamente continuo a seguire le gare, sono felice per Marquez, dato che abbiamo scommesso su di lui e si sta rivelando uno dei piloti più forti della storia. Sono anche entusiasta di vedere una Ducati che lotta per la vittoria e senza Marc do mezzo avrebbe vinto diversi titoli”.

Marquez quest’anno ha vinto il Mondiale con quattro gare d’anticipo e da Misano sta dominando la scena. Lo possiamo considerare imbattibile?

“Può sembrare, ma non è così. Nel 2006 nessuno avrebbe mai pensato che Rossi potesse perdere il Mondiale, invece alla fine a vincerlo fu Hayden. Lui perse quel titolo nonostante fosse il più forte di tutti. Questo per dire che ogni anno si riparte da zero e nelle corse non c’è mai nulla di certo. Lo stesso discorso vale per il Mondiale vinto da Casey con la Ducati. Tra l’altro il prossimo anno ci sarà una gara in più e di conseguenza tutto potrà accadere, nonostante questa sia l’era di Marc. Di sicuro Quartararo sarà uno dei pretendenti, così come Dovizioso”.

La Honda ovviamente non potrà perdere tempo nel presentargli il rinnovo del contratto, dato che a fine 2020 va in scadenza.

“Penso che lo stanno già facendo, anche perché le prestazioni di Marc sono imparagonabili rispetto a quelle degli altri piloti Honda. La Honda è la Casa motociclistica più grande al mondo e hanno i mezzi per soddisfare le richieste del pilota. Allo stesso tempo conosco bene Marquez e sono convinto che lui si trovi molto bene in quella squadra”.

Visiti i tanti successi, in molti sostengano che lui debba cambiare moto e magari mettersi in gioco su  un’altra.

“Noi siamo influenzati dal cambiamento di Valentino nel 2004. Fino a quel momento Vale aveva sempre avuto le moto migliori per gareggiare. Cito l’Aprilia 125, l’Aprilia 250, la Honda 500, la Honda V5. In quegli anni Rossi decisi di cambiare perché voleva dimostrare di essere in grado di vincere anche con una moto inferiore. Marc non è però in quella situazione, dato che la differenza di prestazione tra lui e quella degli altri piloti Honda è ben evidente e di conseguenza a vincere è lui, e questo conferma che la Honda non è la moto migliore tra quelle presenti sullo schieramento. Proprio per questo motivo non ha necessità di cambiare”.

Cosa pensi invece delle difficoltà di Lorenzo?

“È brutto vederlo faticare in questo modo e mi auguro possa migliorare perché noi tutti siamo consapevoli di quale sia il valore di Jorge. Il mercato 2020 è ormai fatto e di conseguenza deve ritrovare la fiducia in questa moto, che è la cosa che più gli manca”.

Spostandoci invece su Rossi, credi siamo arrivati ai titoli di coda?

“Vale ha abituato i suoi tifosi troppo bene, dato che la sua storia dura da moltissimo tempo. In questa seconda parte di stagione sta faticando. Faccio fatica a dire che sia invecchiato di colpo, viste soprattutto le prestazioni di inizio stagione, dove è arrivato vicino alla vittoria, lottando per il podio. È incredibile la sua voglia di mettersi continuamente in gioco. Ricordiamoci che ha 40 anni e quindi c’è da avere il massimo rispetto nei suoi confronti. Come detto, non credo che sia invecchiato di colpo”.

Facciamo un gioco. Se Ducati dovesse affidarti il compito di pianificare il 2021, come opereresti?

“Le scelte sono molto più complicate di quello che può sembrare. Purtroppo negli ultimi anni il mercato piloti si anticipa sempre più e di conseguenza si guarda molto alle prestazioni dei piloti un anno prima. La Ducati ha una moto molto competitiva e quando in passato ha fatto delle scelte rischiose ha sempre pagato, tipo Stoner, mentre quando ci sono state fatte delle scelte più sicure come Sete e Valentino si sono rivelate meno efficaci. Sarà difficile lasciare un pilota come Dovi, dato che è sempre arrivato secondo nel Mondiale, dimostrandosi competitivo. Sicuramente le prestazioni di Petrucci fanno strano rispetto ad inizio anno, lui e la squadra dovranno quindi capire cosa manca, dato che Danilo è un pilota che merita il team ufficiale”.      

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