MotoGP, Dovizioso: "La velocità di Quartararo ha spinto Yamaha a migliorare"

"Sarei stato soddisfatto già di fare la seconda fila, ma questo è l'andamento della mia stagione. Non siamo lenti in qualifica, lo siamo in generale"

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Andrea Dovizioso ha conquistato una settima casella della griglia di partenza a Motegi che non rende completamente giustizia al potenziale mostrato dalla Ducati GP19 al Twin Ring fino a questo momento. Ma non è tanto la singola qualifica a dover fare riflettere, quanto un andamento che trova le proprie origini proprio su questa pista esattamente dodici mesi fa. Nell'edizione 2018 infatti, Dovizioso conquistò la pole position e quella rappresenta l'ultima pole conquistata da Andrea fino a questo momento. 

Un dato poco confortante, che si è concretizzato soprattutto per un cambiamento generale dello scenario della MotoGP nell'ultimo anno. Se infatti da un lato è vero che fino alla scorsa stagione spesso la lotta era ridotta ad un confronto tra Marquez ed i due piloti ufficiali Ducati, Dovizioso e Lorenzo, oggi la situazione da questo punto di vista è non solo molto più equilibrata ma ha anche vissuto l'innesto al vertice di un pilota che da solo sta cambiando gli equilibrio in campo.

Fabio Quartararo ha infatti segnato una svolta al vertice della categoria e Dovizioso è convinto che sia proprio il talento del francese alla base del grandissimo miglioramento che ha portato la Yamaha M1 a crescere fino al punto di mettere in pista quella che ultimamente sembra la moto più in forma del lotto. 

"Noi non siamo migliorati mentre gli altri si? Sicuramente la Yamaha doveva recuperare di più in certe aree e lo sta facendo - ha affermato Dovizioso -  secondo me anche con la spinta di Quartararo, perché se hai un talento che va così forte in modo così spensierato, fa sempre bene alla squadra". 

Tu manchi la pole da un anno, un dato su cui riflettere.

"Non sono preoccupato di non fare le pole, ma almeno mi piacerebbe partire dalla seconda fila. Seguo l’andamento dell’annata, in realtà non è che siamo più lenti in qualifica quanto piuttosto che siamo più lenti in generale e, come detto, gli altri sono cresciuti". 

Pensi di non aver espresso tutto il potenziale disponibile?

"Sono deluso dalla posizione, non tanto dal tempo che ho segnato, perché tutto sommato non è male. Ho perso qualcosa nella parte bagnata della pista, verso la curva 9, dove ho perso in un colpo solo tre decimi. Peccato perché scoccia ancora di più non essere lontani con il cronometro ma partire dietro in griglia. Spero che non ci condizioni troppo la gara perché i forti, quelli che hanno un passo buono, sono tutti in prima fila e ci metto anche Vinales".

Hai già pensato ad una strategia per non farli scappare?

"Dovrò fare di tutto per stare con loro nei primi giri di gara. Peccato perché non siamo messi male, anzi secondo me siamo davvero veloci. Non so se abbastanza per lottare per la vittoria, io spero di inserirmi nel gruppetto. Ci sono anche almeno altri tre piloti che mi sembra possano avere un passo molto simile. Morbidelli e Rins li vedo molto bene, almeno mi sembra di aver visto un ottimo passo nelle libere per loto. Poi sarà da vedere se in gara riusciranno a replicare questo ritmo". 

Il podio insomma non sembra una chimera.

"Non so se saremo in grado di lottare per il podio. Ieri abbiamo lavorato al mattino, mentre al pomeriggio in realtà nessuno ha lavorato in ottica gara. Abbiamo pochi dati, secondo me nessuno sa perfettamente come stanno le cose. Ieri hanno tutti pensato alle qualifiche, e poi faceva anche più freddo. Il punto è proprio che mancano i dati sia per quanto riguarda noi stessi che per quanto riguarda i nostri avversari". 

Quindi non hai le idee chiare neanche sulla scelta gomme?

"Penso che domani farà più caldo e quindi la scelta delle gomme sarà complicata. Il warmup in questa situazione sarà ancora più importante del solito. Abbiamo usato quasi sempre le gomme morbide, che poi sono quelle che funzionavano sia ieri che oggi. Tra l’altro è una mescola abbastanza più morbida dell’anno scorso ed al momento non sappiamo se può finire la gara oppure no. Ho buone sensazioni, ma non bastano per stare davanti in gara. D’altra parte nessuno ha tanti dati, quindi credo che partiremo con il dubbio come tutti".

Uno degli elementi che può aver cambiato le carte in tavola per la Ducati, sono le gomme che sta portando Michelin ai Gran Premi?

"Le Michelin di questa stagione sono un po’ più morbide su alcune piste rispetto al passato, ma sono anche più consistenti. Nelle scorse stagioni ci siano trovati spesso a gestire il consumo delle gomme a fine gara, mentre quest’anno la situazione è stata diversa. Magari io ho perso qualcosina nei confronti dei rivali per questa differenza, ma non è questo il punto. Le gomme sono le stesse per tutti". 

Audio raccolto da Matteo Aglio a Motegi

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