MotoGP, Bradl: "Lorenzo è perso, non sa da che parte iniziare con la moto"

"Ho visto come stanno le cose da vicino ad Aragon e c'è da essere preoccupati. Io sarò tester Honda anche nel 2020, felice di aver contribuito al titolo di Marquez"

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Jorge Lorenzo aveva iniziato la stagione 2019 con ambizioni di un certo livello. Certo, era chiaro che ci sarebbe stato un periodo di apprendistato da affrontare per imparare a sfruttare al meglio la Honda dopo due stagioni in Ducati, ma nessuno avrebbe pensato che la definizione di Dream Team, utilizzata da quando si è saputo della sua firma per diventare compagno di Marquez, sarebbe diventata presto inadeguata.

L'infortunio di gennaio che l'ha tenuto lontano dai fondamentali test in Malesia ha complicato le cose per Lorenzo, che poi ha visto la situazione peggiorare sempre di più fino al terribile volo di Assen, in cui ha rischiato ben altro che il semplice fatto di dover saltare qualche gara. Un episodio che l'ha di certo segnato, eppure chiunque conoscendo la tempra di Lorenzo era certo che sarebbe tornato presto ai livelli più alti. Questo non sta però avvenendo ed i quasi 55 secondi incassati da Marc Marquez a Buriram rappresentano il punto più basso di una stagione che sta diventando quasi imbarazzante per un cinque volte campione del mondo.

A prendere la parola riguardo questo argomento è stato Stefan Bradl, intervenuto in trasmissione su Servus TV durante un talk show presentato da Andreas Gröbl e riportata da Speedwek.com. Il tedesco, che da questa stagione ricopre il ruolo di test rider per Honda HRC e spesso è stato chiamato in causa per sostituire Jorge in gara nel 2019, ha riferito di una situazione davvero molto difficile per lo spagnolo.

"I risultati indicano che c'è davvero qualcosa di cui preoccuparsi. Ho osservato la situazione da molto vicino ad Aragon. Per fare un esempio, ero presente durante il briefing tecnico del venerdì di Jorge e sono davvero dispiaciuto di questo, ma lui in questo momento è totalmente perso. Non sa da dove iniziare con la moto".

Secondo Bradl, c'è anche un altro aspetto che starebbe pesantemente condizionando la stagione di Lorenzo in Honda.

"Inoltre, ha Marc Marquez che è il suo compagno di squadra ed è lì a meno di 20 metri nel box e mentalmente lo sta demoralizzando. Il problema è che Jorge al momento non si fida della moto, mentre allo stesso tempo Marc riesce a fare di tutto con la stessa moto. Poi si devono anche aggiungere gli infortuni di Jorge, tra cui quello brutto di Assen.  Attualmente è in un vortice dal quale sarà molto difficile uscire". 

Il pilota tedesco ha poi anche parlato del proprio futuro, confermando la continuità del progetto Honda.

"Sembra tutto ok per il mio futuro, sarò ancora il tester di Honda. Sto anche facendo una trattativa con Servus TV, dove potrei lavorare in qualità di esperto. Non so quanto di mio ci sia nei risultati di Marquez, ma di certo un minimo c'è. Sviluppiamo la moto assieme per poi portare i frutti del nostro lavoro in gara. Quest'anno Marc è stato davvero impressionante e la stagione non è ancora finita". 

Bradl ha anche commentato la terribile caduta di Marquez al venerdì di Buriram e soprattutto la facilità con cui si è rialzato. 

"E' stato un tipico weekend di gara alla Marquez. Di certo non era prevista la caduta del venerdì e si è fatto davvero male in quell'high side, ma ne è uscito velocemente con qualche graffio. E' andato in ospedale e neanche 4 ore dopo era già in pista per la FP2 dove è stato al top di nuovo. Marc al momento è il pilota più in forma della MotoGP, può sopportare queste battute di arresto. La realtà è che vincendo il campionato questa settimana ha fatto qualcosa di spettacolare". 

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