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MotoGP, Meregalli: "L'opzione Zarco ha convinto Galbusera al sì al test team"

"In Giappone hanno compreso l'importanza di avere un team sviluppo competitivo. Con Silvano la scelta è stata condivisa, il discorso è nato in modo spontaneo"

MotoGP: Meregalli: "L'opzione Zarco ha convinto Galbusera al sì al test team"

Valentino Rossi saluterà a fine stagione Silvano Galbusera, cambiando in modo leggermente inatteso il volto del suo uomo di fiducia nel box, quella persona incaricata di gestire e tradurre al meglio le sensazioni del pilota quando è il momento di risolvere problemi di assetto o magari inventarsi soluzioni che possano regalare decimi preziosissimi. Un cambiamento che ovviamente ha coinvolto anche Maio Meregalli, Team Manager della squadra Factory Yamaha che tra l'altro ha collaborato la prima volta con Galbusera per la prima volta nel lontanissimo 2001 in SBK. 

Oggi si è chiusa da un certo punto di vista un'epoca e questo cambiamento potrebbe aprirne un'altra per Valentino e la Yamaha, chiamati a tornare stabilmente a lottare al top. Abbiamo intervistato Meregalli dopo la conferenza in cui Rossi ha confermato l'anticipazione del mattino (leggi QUI)  raccogliendo il suo punto di vista sulla vicenda che ha animato il paddock in questa giornata che ha aperto il fine settimana di Buriram. 

"E’ stata una scelta condivisa, dovuta a diversi fattori - ha dichiarato Meregalli - alla fine abbiamo cercato di portare più esperienza al test team, che è un progetto che sta prendendo una certa forma anche rispetto a quello che era anche già quest’anno. Dall’altra parte volevamo anche portare idee nuove all’interno del team e diciamo che secondo me si è tutto amalgamato alla perfezione nel momento giusto".

Il test team sta ricoprendo un ruolo sempre più importante. Jarvis ha parlato di Zarco, ed il francese si era reso disponibile a ricoprire il ruolo di test rider. Un incastro perfetto. 

"Il passaggio di Galbusera lì fa parte di questa ristrutturazione che è iniziata alla fine della scorsa stagione. Il test team in Europa all’inizio non era proprio ben visto, ma poi anche in Giappone hanno capito che portava dei benefici per diversi fattori. Ci permette di girare su piste su cui poi andiamo a correre, le condizioni di grip delle piste sono diverse in Giappone rispetto a quelle che si trovano in Europa. Anche l’opzione Zarco ha dirottato tutto il lavoro che veniva fatto a Iwata anche in Europa".

Sembra un'esigenze sempre più importante quella di avere dei test rider molto veloci. 

"Se non porti la moto al limite, girando entro due o tre decimi dai piloti ufficiali, spesso alcune cose non le capisci. Ci siamo trovati approvati dei pezzi dai tester, che poi una volta arrivati a noi non davano quei riscontri che avevamo ricevuto dal Giappone. Poi dobbiamo anche ricordare che in futuro si tenderà a provare sempre meno, quindi  sarà più importante provare durante le gare e quindi magari lavorare come hanno fatto quest’anno Honda o Suzuki, che hanno portato spesso il pilota tester come wild card alle gare, per poi magari restare sulla pista e provare al lunedì. Sono tutti aspetti che saranno sempre più importanti. La tendenza è di diminuire il numero di test durante la stagione ed anche durante il periodo invernale, quindi tutte le informazioni che si raccolgono nei momenti in cui si gira saranno sempre più importanti".

Tu conosci Galbusera da tanti anni ed hai lavorato anche con Burgess. Due situazioni simili?

"E’ una cosa completamente diversa rispetto a quanto successo con Burgess. Io lavoro con Silvano dal 2001, abbiamo lavorato assieme in SBK per tanto tempo. Diciamo che come ha detto Vale si è amalgamato tutto alla perfezione. Silvano era stanco, ma allo stesso tempo voleva andare avanti nel lavoro con Yamaha. Dopo Misano ci siamo seduti ad un tavolo, il discorso è nato davvero in modo spontaneo e tutte le tessere sono andate perfettamente al loro posto". 

Come mai la scelta è ricaduta proprio su Munoz, un tecnico che non ha esperienza in MotoGP? 

"Non conoscevo bene David. Abbiamo avuto un colloquio con lui e le sensazioni che abbiamo avuto sono state dal primo istante buone. Anche se non ha esperienza in MotoGP, è da tantissimi anni in questo paddock. Ha lavorato anche sui due tempi, sulle Moto3 e sulle Moto2. Gli manca la MotoGP, ma questa cosa non mi preoccupa per come è strutturato il team, è solo questione di tempo. Anche Galbusera arrivava da un altro mondo, la SBK, e non ha avuto problemi. Per questo sono tranquillo, ho già visto in passato situazioni di questo tipo. Inizieremo a fare i test a Valencia, poi Jerez, Sepang e dopo arriverà il Qatar. Secondo me sarà pronto per la prima gara". 

Facendo questo tipo di salto di categoria, andrà anche in Giappone in Yamaha oppure è un tipo di passaggio che non viene effettuato?

"Non andrà a fare alcun corso in Giappone, il lavoro viene svolto solo sulla moto sul campo di gara. Lo stesso è successo con Esteban quando c’è stato l’avvicendamento al fianco di Vinales al posto di Forcada. Anche lui ha iniziato a Jerez perché a Valencia non aveva ancora avuto l’ok, ma per come è strutturato il nostro team questo è un aspetto che non mi preoccupa più di tanto. Il lavoro è ben organizzato, è solo una questione di tempo, basta comprendere come funziona la moto, come si lavora nel box, ma sono tutti aspetti che arriveranno in modo naturale, sono assolutamente tranquillo".

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