MotoGP, Leitner: "Fermare Zarco è stata una decisione di KTM, era pericoloso"

"Non volevamo si facesse male. Per lui lo stop è stato uno shock. Non era allineato al 100% con il nostro progetto ed in sella rischiava troppo per spingere al limite. Abbiamo sviluppato di tutto per lui, ma non ha mai funzionato nulla. "

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Mike Leitner è l'anima tecnica del progetto KTM in MotoGP ed è probabilmente la persona che più di ogni altra è rimasta delusa dall'epilogo dell'avventura di Johann Zarco in sella alla moto austriaca. Leitner è stato uno dei principali fautori dell'approdo del francese alla corte di Mattighofen ed è probabilmente anche stato il più deluso quando Stefan Pierer, CEO di KTM, ha deciso di appiedare Johann quando mancano ancora sei gare da disputare per concludere questa stagione.

Il tecnico della KTM ha tenuto una conferenza stampa ad Aragon per rispondere alle tante domande rimaste in sospeso dopo l'asciutto comunicato in cui era stata resa nota la notizia che al posto di Zarco, sulla RC16 sarebbe salito Mika Kallio per le restanti gare del 2019. Il Leitner che ha affrontato i media non è di certo uno sconfitto, visto che la sua creatura nelle ultime gare ha mostrato inequivocabili segnali di crescita con Pol Espargarò alla guida. Ma di certo lo sguardo è quello di un uomo che ha dovuto prendere una decisione forte, per nulla facile da digerire.

"Come sapete KTM ha deciso di interrompere la collaborazione con Johann Zarco per il resto della stagione e di continuare con Mika Kallio. Tutti conoscete perfettamente la storia, ma sono qui per rispondere alle vostre domande".

La prima domanda riguarda proprio l'avvicendamento tra i due piloti. E' stata una decisione di KTM oppure di Zarco?

"Questa decisione è arrivata solo da parte della KTM. Fermare Johann e continuare con Kallio fino a fine anno è stata solo una nostra decisione".

Leitner: "La decisione di fermare Zarco adesso è stata nostra"

Come ha reagito Johann quando glielo avete comunicato?

"Naturalmente per Johann all’inizio è stato uno shock. Lui avrebbe voluto concludere la stagione con la nostra moto, arrivare fino alla fine.Tutti quelli che conoscono gli uomini di sport possono capirlo. Nessuno tra quelli coinvolti in questo progetto è stato contento di essere arrivato a questo punto.  Sappiamo tutti che è un ottimo pilota, veloce e ricco di talento, solo che dal primo momento non è stato in sintonia al 100% con il nostro progetto".

Una decisione maturata per voi già al Red Bull Ring, oppure dopo?

JOHANN ZARCO

"La decisione è stata presa molto velocemente dopo Misano, ma in realtà tutto è iniziato quando Johann è salito sulla nostra moto l’anno scorso per la prima volta a Valencia. Dal primo momento non è mai riuscito a costruire una buona confidenza con la nostra moto. Noi dal punto di vista tecnico abbiamo cercato di portare tante cose diverse per aumentare la sua confidenza con la nostra moto ed ha anche avuto qualche momento buono in sella, ma poi è sempre ripiombato giù. Poi nell’altra metà del box c’era anche un pilota che ha iniziato ad andare sempre più forte con il procedere della stagione".

Eppure non siete mai riusciti a dargli quello che voleva per fare un salto in avanti con la moto.

"Noi abbiamo sempre cercato di capire cosa potesse aiutarlo ad andare altrettanto forte rispetto a Pol, poi ad un certo punto ha chiesto di avere un incontro con me e con Pit Beirer,  Motorsports Director di KTM, ci ha detto che secondo lui non sarebbe mai riuscito a guidare utilizzando il suo stile sulla nostra moto e quindi voleva interrompere questo rapporto. Quando un pilota va dal proprio costruttore e gli dice che non riesce a guidare la moto, si pone anche una questione riguardo il pericolo e la sicurezza. Nessuno vuole che un pilota non si senta sicuro alla guida, perché non riesce ad adattare il proprio stile, e di conseguenza rischi troppo in sella".

Leitner: "Un pilota che non può guidare utilizzando il proprio stile pone anche una questione di sicurezza"

Quindi ci è voluto un po' prima di maturare la vostra decisione di fermarsi prima di fine stagione.

"Dopo quell'incontro ci sono state le gare di Silverstone e Misano, e subito dopo ne abbiamo parlato io, Pit Beier e mister Pierer, ed abbiamo pensato che non fosse questo il nostro futuro. Avevamo un pilota che non era felice in sella e che non avrebbe continuato con noi l’anno prossimo. Ha avuto un brutto incidente nel warmup di Misano e siamo stati anche tutti molto fortunati che non si sia fatto male. A quel punto abbiamo iniziato a ragionare sul fatto che fosse giusto o meno continuare in quel modo ed anche Johann ha capito che fosse meglio mettere la parola fine a questo progetto, che non era il caso di spingere per altre sei gare cercando di portare la moto al limite. Così abbiamo deciso di cambiare le cose e di mettere in sella Mika che era già il nostro pilota di riserva. Una cosa che ci permette di portare avanti il nostro progetto in questa stagione e per il futuro".

Quindi è pesato anche l'ipotesi che Johann in futuro potesse andare da un altro Costruttore?

"Ovviamente avere un pilota che nel futuro avrebbe potuto portare informazioni altrove è stato uno dei punti di discussione. La nostra moto sta crescendo, arrivano continuamente pezzi nuovi ed anche per questo abbiamo preferito portare Mika in sella in gara per continuare lo sviluppo in un certo modo. Lui è stato con noi dall’inizio, sappiamo che conosce la moto meglio di chiunque, ne conosce la storia ed è coinvolto al 100% nel progetto". 

Ma se Zarco dovesse trovare una sella, voi gli impedireste di guidare prima della fine del 2019?

"Ovviamente lui ha una clausola nel contratto, ma siamo molto aperti a discuterne se dovesse avere un’opportunità. Voglio che sia chiaro che nessuno di noi vuole assolutamente bloccare la sua carriera, non è assolutamente nostra intenzione. Noi abbiamo avuto delle discussioni, è normale in questa situazione, ma lo rispettiamo come pilota e come uomo".

Come responsabile tecnico, senti di aver fatto tutto il possibile per aiutare Zarco a trovare confidenza con la moto?

"Per Johann abbiamo sviluppato diversi telai, diversi assetti e tante altre cose. Ma alla fine non abbiamo mai trovato niente che lo aiutasse davvero. Non è mai stato abbastanza e questo ci ha portato alla sua decisione. Sappiamo tutti perfettamente che Johann non è un pilota lento, ma in qualche modo non è mai riuscito a trovare confidenza con la RC16 e questa è la cosa più importante, perché senza quella non è possibile spingere al limite una MotoGP. Se guardiamo alle qualifiche ed alla gara di Misano, non è neanche andata male, ma in definitiva non è mai stato abbastanza competitivo, non in modo sufficiente almeno". 

Leitner: "Per Johann abbiamo sviluppato di tutto, non è mai andato bene niente"

JOHANN ZARCO

Come hai vissuto questa storia d'amore mai sbocciata tra Zarco e la KTM?

"Tutti sanno perfettamente che avere un pilota che non è contento di salire sulla moto non è una cosa divertente. Non è una cosa bella da vivere per un Costruttore. Da un lato c’è un pilota che quando era in Yamaha era abituato a lottare stabilmente per le prime cinque posizioni, mentre dall’altra parte c’è un progetto ancora giovane che secondo me in questa seconda parte della stagione non sta andando affatto male. Probabilmente Johann non era felice perché le sue aspettative erano molto più alte e naturalmente passare due anni pensando che la moto non fosse buona sarebbe stato complicato. Così ha detto basta al Red Bull Ring, e vedremo cosa accadrà in futuro. Di certo in questo progetto sono investite moltissime risorse, sono coinvolte tante persone. Era giusto fermarsi a queste condizioni". 

Avresti mai pensato che sarebbe successa una cosa simile prima del vostro incontro in Austria?

"Prima dell’Austria non pensavo che potesse succedere. Certo sapevamo che stavamo vivendo una stagione difficile, ma sapevamo anche quanto stavamo lavorando per il futuro, con tutti gli sviluppi realizzati per l'anno prossimo. Abbiamo lavorato molto per aiutarlo, ma non è bastato. In un progetto del genere la cosa più importante è il pilota e averne uno non motivato, non serve a nulla". 

Adesso che avete avuto quest'esperienza, cambierete metodo nel valutare un potenziale pilota per il futuro, per capire chi possa essere adatto alla vostra moto e chi no?

"Penso che sia possibile capirlo solo quando un pilota sale sulla moto. Non siamo gli unici ad avere un simile problema, nella storia recente ci sono sempre stati casi di questo tipo. Alcuni piloti non vanno d’accordo con alcuni progetti, succede anche in questa stagione ad alcuni nostri rivali. Non c’è una vera soluzione a questo problema che puoi adottare prima, l’unica cosa che puoi fare è scegliere un pilota ed andare avanti con quello". 

Per il futuro su chi puntate?

"Al momento non voglio mettere nomi sul tavolo, ma è chiaro che pensiamo a qualcuno che possa adattarsi bene allo stile di guida richiesto dalla nostra moto. Dal termine della prossima stagione si chiuderanno tutti i contratti dei top rider e si apriranno tante opportunità per noi, quindi vedremo".

Leitner: "Non credo che Dani Pedrosa voglia tornare a correre in futuro"

Dani Pedrosa è una delle ipotesi, anche solo per qualche gara come wild card?

"Al momento non penso proprio che Dani voglia tornare in gara".

C'è invece la possibilità per Kallio di guadagnarsi una sella da ufficiale per il 2020?

"Mika è di certo uno dei candidati a correre con noi nel 2020. In questo momento di certo non sarà facile per lui montare in sella, tornare in gara ed andare subito molto forte. Abbiamo bisogno di tempo e pazienza, ma conosciamo già bene il suo potenziale e questo di certo ci aiuta nel prendere una eventuale decisione per il futuro".

Gli farete anche usare dei pezzi in funzione del 2020 in queste gare?

"Daremo a Mika dei pezzi da provare, ma per ora vogliamo prima che ritrovi confidenza con il ritmo di gara. Sappiamo già che qui ad Aragon ed in Thailandia potrebbe essere dura per lui, ma ha l’esperienza per essere veloce presto. Dopo gli chiederemo di provare in gara alcune cose".

Audio raccolto da Paolo Scalera

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