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MotoGP, Zarco: “Sono ancora abbastanza pazzo da credere in me”

“Ho rischiato senza avere la certezza di correre nel 2020. Mi sentivo triste e non dormivo la notte, ma ora ho ritrovato me stesso. Alla SBK non ci penso, o in MotoGP come tester o in Moto2”

MotoGP: Zarco: “Sono ancora abbastanza pazzo da credere in me”

Ci siamo lasciati al Red Bull Ring con la notizia della separazione tra Johann Zarco e la KTM. Adesso che il Motomondiale sbarca a Silverstone, il francese è al centro dei riflettori, dal momento che tutti sono curiosi di capire il perché della sua scelta e cosa lo aspetta nel futuro. In occasione dell’incontro coi media del giovedì, una folla di giornalisti ha accerchiato il transalpino.

“Ho trascorso una settimana serena – ha esordito Johann – a seguito di quella decisione sono consapevole di aver corso un rischio, dato che al momento non ho una sella per il 2020. Il fatto è che non mi sentivo più bene dentro di me ed ero triste. Arrivavo in circuito con grandi motivazioni, ma poi dopo pochi giri il mio morale era a terra. Come ho detto non ho la sicurezza di correre in MotoGP il prossimo anno, ma dentro di me avverto di sentirmi forte e anche il mio stomaco ora sta meglio”.

Cosa c’è di positivo in questa decisione?

“La cosa positiva è che sono ancora abbastanza pazzo da prendere una decisione che nessuno avrebbe preso. Forse è necessario se credi veramente in quello che vuoi”.

A fine stagione vi separerete, ma come proseguirà il rapporto con KTM da qui a Valencia?

“Non cambierà più di tanto, dato che sono un professionista e sono certo che darò il massimo. Questa decisione è stata dettata da quelle che erano le mie sensazioni, dato che non ho nulla contro la squadra e l'azienda. Farò di tutto per lavorare e dare tutto quello che ho dentro per aiutare la KTM. Di sicuro non è stata una scelta semplice, ma non potevo più continuare in quel modo, con dubbi e perplessità. Dentro di me non ero più sereno, avevo un peso, mentre ora ho la possibilità di ritrovare prima di tutto me stesso, cercando di ottenere nuovi risultati”.

In molti si chiedono cosa ci sarà ad attenderti nel futuro?

“Ancora non so, il mio sogno è rimanere in MotoGP, ma questa opzione è impossibile, dato che i contratti sono ormai tutti fatti. La seconda opzione potrebbe essere quella di diventare tester di un team ufficiale, in questo modo avrei l’occasione di essere pronto nel 2021, aiutando una Casa a sviluppare una moto e di conseguenza tornando più forte di prima. L’unica cosa che mi mancherebbe sarebbe la disputa delle 20 gare stagionali. Al momento però non ho offerte, ma sono aperto a qualunque tipo di discorso”.

Quando hai maturato questa scelta?

“Stavo pensando a questa decisione da diversi mesi e quando è arrivata la seconda parte di stagione ho capito che le sensazioni non sarebbero cambiate in sella alla RC16. Ho quindi spiegato alla squadra quello che era il mio punto di vista e quindi ho preso questa strada”.

Hai pensato magari a una seconda vita nella Moto2?

“Questa è una possibilità, non ho ancora avuto modo di parlare riguardo un eventuale ritorno in Moto2. Sono trascorsi solo dieci giorni e di conseguenza voglio prendere il tempo per parlare e confrontarmi prima di tutto con coloro che lavorano in MotoGP. La Moto2 non è più di tanto una buona possibilità per me, dato che servirebbe una moto e un team che mi aiutino a puntare al Mondiale, rimanendo ad alto livello”.

Hai sottolineato il malessere interiore.

Non riuscivo più a guidare come volevo, mi sentivo triste  e non ero felice di guidare come ero abituato in passato. Ora sono sereno e vado a letto tranquillo”.

Pierer ha detto che sei debole psicologicamente. Cosa ne pensi?

“Non sono sicuro che lui abbia detto queste parole, dato che potrebbero essere state manipolate dai giornalisti. Abbiamo parlato più volte e lo conosco bene”.

Quando hai comunicato la decisione alla squadra?

Sabato in Austria, ho incontrato il team e ho reso nota la mia scelta. Sulla MotoGP devi cercare di essere sempre al massimo, sia come competitività che motivazione e quest’ultima era venuta a  mancare. Personalmente mi considero un professionista e dentro di me ho la consapevolezza di poter dare ancora tanto a questo sport”.

Un’ultima battuta: hai valutato la possibilità della Superbike?

“Non ancora, ma potrebbe anche essere. Ma la miglior cosa per me è quella di rimanere nel mondo della MotoGP. Vorrei rimanere in questo paddock, anche nel caso in cui dovessi tornare in Moto2”

 

Audio raccolto da Matteo Aglio

 

 

 

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