Dovizioso: "Marquez? A nessuno piace lottare e perdere"

"Ho riguardato la gara dell'Austria più di cinque volte. Con l'asfalto nuovo in tanti saranno veloci, non faccio pronostici ma voglio vincere"

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Ci sono manovre che lasciano il segno più di altre, e Andrea Dovizioso lo sta piano piano scoprendo. Il forlivese infatti arriva a Silverstone forte della vittoria in Austria, conquistata con quel sorpasso all’ultima curva che nessuno ha minimamente dimenticato. Andrea ripensandoci è giustamente sorridente, e carico.

“Sono carico come se avessi corso ieri. La mia manovra è stata fluida e controllata come spesso accade – spiega - e dalla TV sembra un po’ più facile: non è stata facile perché la curva non è una vera e propria staccata, ma la vera difficoltà è stata entrare come sono entrato ed uscire come sono uscito, perché mettere insieme le due cose era molto complicato. Ho rivisto la gara più di cinque volte, per me è davvero troppo bella”.

Ad ogni modo è ora di voltare pagina e Andrea e ben felice di farlo, dato che pare impaziente di saggiare il nuovo asfalto di Silverstone.

“Sono contento di correre qui Silverstone: se troveremo un asfalto liscio sarà una fortuna girare perché il tracciato è molto bello. L’asfalto nuovo come sempre condizionerà il weekend – confessa - non so se in positivo o in negativo, in tanti saranno veloci quindi tutto può succedere, occorre lavorare al meglio. Difficile fare pronostici in queste condizioni, ma l’obiettivo è la vittoria”.

Che in Inghilterra possa esserci un nuovo round tra Dovi e Marquez? Possibile, ma il ducatista è consapevole di avere a che fare con un avversario di altissimo livello.

“Marc è intelligente ed è vero che guarda il campionato, sta dimostrando di avere qualcosa in più perché quando fatica si gioca la gara, ma certamente non è bello lottare in quella maniera se non vinci. Io dal canto mio vorrei replicare quanto fatto, ma sono consapevole che non sia facile”.

In conclusione Dovi si confronta con una statistica agrodolce. Il numero 04 infatti è il terzo pilota italiano con più vittorie in classe regina, ma è anche il secondo pilota più vincente a non aver vinto un titolo nella medesima categoria.

“La mia carriera credo sia stata un po’ strana: spesso sono stato veloce ma non abbastanza davanti, però lavorando si sono create delle situazioni che mi hanno permesso di giocarmi le gare ed il campionato. Il titolo purtroppo non è ancora arrivato – racconta - e vincerlo vorrebbe dire tanto, ma negli ultimi anni ho dimostrato di essere forte. È un peccato perché sto facendo bene, ma sono cresciuto molto. Per quanto riguarda l’altro dato non mi sarei aspettato di arrivare a questo risultato dopo i primi anni in MotoGP, e sicuramente molti se lo aspettavano molto meno di me”.

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