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MotoGP, Petrucci: "Con Ducati sono fra l'incudine e il martello"

Il rinnovo del contratto tarda ad arrivare: "non siamo d'accordo sui numeri e non posso prendere rischi con Dovizioso. La gara? Non ci sono motivi per sorridere"

MotoGP: Petrucci: "Con Ducati sono fra l'incudine e il martello"

“Sono fra l’incudine e il martello con queste parole Danilo Petrucci ha descritto la sua situazione. Dopo la gara di Assen, il sorriso degli ultimi Gran Premi è scomparso e il suo volto è una maschera di cera. Non è solo il risultato in gara a preoccuparlo (6° a quasi 15 secondi dal vincitore), ma la sua situazione contrattuale. Ducati lo sta tenendo sulle spine, facendogli sudare il rinnovo.

In queste condizioni, Danilo non riesce a essere sereno. In Olanda, più che alla sua posizione è sembrato pensare a quella di Dovizioso. “È difficile lottare contro il compagno di squadra” riflette.

Cosa intendi dire?
È una sfida complicata perché devo stare particolarmente attento nei suoi confronti, lui è secondo nel campionato. Non posso rischiare troppo per sorpassarlo, infatti nell’ultimo giro, per non attaccarlo, non mi sono coperto e Morbidelli mi ha passato”.

Lui è 2° in campionato, ma tu sei 3°. Non è abbastanza per puntare al massimo?

In questo momento sono in una posizione strana, perché nessuno si aspettava certi risultati da me. Io invece sono sempre stato consapevole del mio potenziale, anche quando facevo ultimo con la Ioda. Non ero mai stato così veloce perché non ero mai stato in una squadra ufficiale”.

Non sarebbe il caso di pensare solo a te stesso?

È una domanda a cui è difficile rispondere. In squadra per ora non c’è una strategia, mi hanno solo detto di non prendere azzardi per sorpassarlo. L’obiettivo è quello di vincere il Mondiale con Dovizioso”.

Tutto passa dal rinnovo del contratto?

Sono in una situazione difficile da gestire, fra l’incudine e il martello. Non conviene che io entri troppo nei dettagli riguardo ai termini del mio rinnovo”.

Non converrebbe chiarire le cose il prima possibile?

È quello che ho detto appena sono sceso dalla moto. Vorrei che ci confrontassimo per definire tutto per le prossime gare”.

Giovedì eri sembrato più ottimista, cosa è successo?

Come ho detto, non posso essere troppo specifico. Non siamo d’accordo sui numeri e per ottenere quelli che voglio devo fare determinati risultati.

Seguendo questa logica, le cose potrebbero andare per le lunghe…

“Cosa posso dire? Vedremo quando riusciremo a chiudere l’accordo”.

Gare come questa non aiutano…

È stato un fine settimana strano e una domenica molto complicata. Nei primi turni ero tra i più veloci, sabato mattina avevo girato addirittura sotto il record della pista. Poi le temperature si sono alzate e guidare la moto è diventato molto difficile. Oggi sono riuscito a tenere un buon passo a metà gara, ma gli ultimi 10 giri sono stati un incubo. Il lato positivo è essere 3° in  campionato, ma sono stato troppo lontano dai primi in gara. Non ci sono molte ragioni per sorridere”.

I problemi sono stati causati dalla mancanza di aderenza sulla pista?

Le condizioni erano uguali per tutti, ma quando accade noi perdiamo trazione e non riusciamo a essere veloci. Avere preso 14 secondi significa essere stati molto, molto lontani dai migliori”.

Che la Ducati soffra il caldo sembra essere una novità…

La cosa strana è che le temperature si sono alzate in mezzo al fine settimana. Quando arrivi a Sepang ti aspetti che sia caldo e ti prepari. Purtroppo a causa del sottosterzo soffriamo queste condizioni, non riusciamo a portare velocità dentro la curva e il risultato è che prendiamo un secondo al giro.

L’opposto della Suzuki con cui hai lottato.

Loro allungheranno il giro di un chilometro con le traiettorie che fanno, ma sono veloci. Ho lottato con Mir, gli manca logicamente ancora esperienza ma quando l’acquisterà diventerà un bel problema. Le Suzuki riescono a usare tutta la pista, noi se proviamo a entrare larghi in curva non arriviamo alla corda, quindi dobbiamo spigolare. È difficile lottare contro di loro in piste dove non ci sono rettilinei lunghi e accelerazioni da marce basse”.

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