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MotoGP, Doohan: "Lorenzo? Anche per me la Honda fu una esperienza spaventosa"

"Nel 1989 Eddie Lawson cambiò ben undici telai, io quattro. La prima NSR era un animale, non piegava, non frenava. In casi così non serve piangere, ma alzare l'asticella e guidare la moto oltre il suo limite" 

MotoGP: Doohan: "Lorenzo? Anche per me la Honda fu una esperienza spaventosa"

In Olanda la Honda ha celebrato i 60 anni di presenza nel Motomondiale. All’appuntamento di Assen non poteva mancare uno dei piloti simbolo della Casa giapponese: Mick Doohan. L’australiano è stato senza dubbio tra gli ospiti più attesi assieme a Freddie Spencer ed al primo pilota giapponese vincitore di un Gran Premio, in Germania, Kunimitsu Takahashi.

Mighty Mick ha seguito da vicino Marquez e specialmente Lorenzo, quest’ultimo vittima di un brutto incidente nel corso della FP1. Proprio sulle difficoltà dello spagnolo, Mick si è voluto concentrare.

Questa moto non è semplice da guidare e Marc ha sviluppato uno stile tutto suo  - ha esordito Doohan - ed è totalmente concentrato per guidarla, mentre al momento Jorge non sta trovando quella confidenza che serve per consentirgli di essere al 100%. Purtroppo lo scorso weekend ha dovuto fare i conti con un incidente, un semplice incidente di gara. Lui sta lavorando per cercare le giuste sensazioni come ha fatto in passato con la Yamaha. Anche io all'inizio ho guidato una Yamaha, e so cosa prova".

Prova a spiegarcelo.

La Honda è una moto difficile, devi guidarla in modo aggressivo. La Yamaha è più 'umana'

"Beh la Yamaha è sempre stata una moto che si guida bene, ma la Honda è tradizionalmente una moto più difficile. Con la Honda devi essere aggressivo per fare le curve, come Marquez, la M1 è più 'umana' e basta vedere guidare Quartararo per rendersene conto. Jorge ci sta mettendo solo un po' di più per capirla, ma se troverà il bilanciamento giusto la guiderà come sa guidare. Spero che ci riesca presto, perché ovviamente è meglio per lui, per la Honda e per il campionato".

Continua...non sei mai stato così esplicito ai tuoi tempi.

La prima NSR500 che guidai era un animale. massima stima per Lawson e per il suo talento

Mighty Mick accanto alla NSR 500 iridata con Eddie Lawson

"Guidai la Yamaha in un test, ma quando passai alla Honda mi trovai di fronte ad un animale completamente diverso da quello che conoscevo. La Honda aveva tanti giri, ma non si inseriva in curva, non si fermava, perché scuoteva talmente tanto l'avantreno e le pasticche si allontavano dal disco, così bisogna tirare due o tre volte la leva per rallentarla. Quando Eddie Lawson ci ha vinto il mondiale nel 1989, credetemi, fu un grande risultato. per questo motivo io ho il massimo rispetto per lui e per il suo talento. Pensate che quell'anno la Honda fece ben 11 telai. Io mi fermai a 4. Alla fine di quella stagione la moto era cambiata completamente. Era migliorata. Ma fu una esperienza spaventosa. Contemporaneamente mi fece crescere come pilota. Come nel caso di Marc, non puoi lamentarti e mettere a piangere, devi invece alzare l'asticella e diventare un pilota migliore, portarti al suo livello. Questo è ciò che fanno i bravi piloti. Devi spingere la moto oltre il suo limitre, oltre quello che la moto stessa accetta di fare".

In ottica 2021 Marc sarà uno dei pezzi pregiati del mercato e qualcuno si aspetta che cambi marca. E' successo anche a te in passato.

Mai avuto l'ego di voler dimostrare di essere vincente con un'altra moto: volevo vincere non partecipare

C’era la Yamaha, erano molto forti, lo stesso discorso valeva per la Suzuki, dato che pure loro si fecero avanti. Io però non volevo una moto tanto per correre, volevo vincere. Avevo bisogno dell'impegno totale della casa. Cadalora ad esempio lasciò la Yamaha per la Honda...disse che gli mancava l'1% per vincere il mondiale, ma alla fine non ci è riuscito. Peccato che quell'1% fossi io...Arrivò anche l'offerta di Kenny Roberts, che sicuramente era molto motivato. peccato che quell'anno da offrirmi aveva solo la sua Modenas.. Nella sua offerta mancava un piccolo dettaglio: una moto ufficiale...".

Il risultato è che non hai mai cambiato.

“Come nel caso di Marquez, non credo di aver avuto bisogno di dimostrare di poter vincere con un'altra moto. Non ho mai avuto quell'ego. Dal punto di vista economico avevo un buon trattamento, ma soprattutto quando la Yamaha si rivolse a me non non era concentrata per vincere".

Valentino Rossi però ci ha provato.

Solo con Valentino Rossi la Yamaha si decise non solo a competere, ma a dedicarsi a vincere

"Solo quando presero Valentino finalmente la Yamaha decise di voler non solo competere, ma vincere. Ecco, in quel caso la Yamaha ha fatto quel cambiamento di passo che non sembrava disposta a voler fare all'epoca. Infatti per Vale fu costruita una moto nuova e fu ingaggiato tutto il gruppo di tecnici che prima era stato il mio team, Jeremy Burgess e soci".

Si formò una coppia come quella oggi fra Marquez e la Honda.

"Marc è sempre più forte e sua confidenza cresce continuamente tanto che è difficile per gli altri piloti arrivare al suo livello. E poiché Marc continua a vincere ,tutta la tecnologia lo segue, gomme, sospensioni, telaio, tutto si adatta al suo stile di guida. Tutte le informazioni dello sviluppo seguono il pilota vincente".

Nel caso in cui Marc dovesse salutare sarebbe un grave problema?

“Marc è un pilota di grande talento, che ha saputo far crescere e sviluppare la moto, e la Honda fa bene a seguirlo, dato che è il campione. In passato la Honda ha perso Rossi, ma nonostante il suo addio ha comunque trovato delle alternative vincendo altri Mondiali. Sono convinto che non si farebbero trovare impreparati nel caso. I piloti vanno e vengono”.

 

Ha collaborato Riccardo Guglielmetti

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