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MotoGP, Assen: le curve sono 18, ma solo in 10 si frena

Il tracciato del TT è considerato scarsamente impegnativo per le staccate alla pari di Phillip Island, occhio però alla prima curva

MotoGP: Assen: le curve sono 18, ma solo in 10 si frena

Le scuole sono finite, ma non per i piloti nel Motomondiale, chiamati a un esame di quelli ad alto coefficiente di difficoltà, ovvero Assen. Sorta nel 1925, la pista ha cambiato numerose volte configurazione e lunghezza. Nel 1992 Assen rischiava di costare l’amputazione della gamba destra a Mick Doohan, caduto in qualifica e rimasto incastrato sotto la sua Honda.​ L’arto gli fu salvato dal dottor Costa ma per tornare a vincere fu fondamentale la pompa a pollice appositamente progettata dagli ingegneri Brembo per dar modo al pilota di azionare il freno posteriore senza utilizzare il pedale.​

Pur avendo 18 curve, il TT Circuit Assen è molto guidato, con parecchi curvoni veloci e una sola curva secca, peraltro contraddistinta da una decelerazione minore a quella di altri tracciati.​ La velocità massima non supera i 310 km/h ma le numerose curve veloci garantiscono un ottimo raffreddamento degli impianti frenanti. Uno dei pochi problemi potrebbe essere rappresentato dalle condizioni meteorologiche.

Secondo i tecnici Brembo che assistono il 100 per cento dei piloti della MotoGP 2019, il TT Circuit Assen rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 1, valore eguagliato solo da Phillip Island. ​​

L’impegno dei freni durante il GP

Le 18 curve del tracciato prevedono solo 10 punti in cui i piloti della MotoGP fanno ricorso ai freni e solo in un paio di questi la frenata si protrae per più di 170 metri.​ Ogni giro i freni vengono utilizzati in media per 30 secondi mentre le Superbike li impiegano per 28 secondi e mezzo.​ In tutta la gara della MotoGP i freni sono usati per 13 minuti, pari al 33 per cento del tempo totale.

La media delle decelerazioni massime della MotoGP su questa pista è di 1,04 g, a fronte degli 1,03 g della Superbike che però utilizza freni in acciaio.​ Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva Brembo del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore sfiora i 9 quintali, mezzo quintale in più rispetto allo sforzo richiesto ai piloti Superbike.​

Ogni giro i piloti MotoGP sono chiamati ad uno sforzo di oltre 34 kg, non pochi per quei piloti che dovessero presentarsi in non perfette condizioni fisiche. ​

Le frenate più impegnative  

Delle 10 frenate del TT Circuit Assen solo una è considerata altamente impegnativa per i freni mentre una è di media difficoltà e le restanti 8 sono light.​ La frenata in discesa a destra della curva Haarbocht (curva 1) è quella che comporta il maggior sforzo per i piloti e gli impianti frenanti: le moto ci arrivano a 285 km/h e i piloti frenano per 4,2 secondi in cui percorrono 219 metri.​

Per raggiungere i 115 km/h necessari per impostare la curva i piloti esercitano un carico di 5,2 kg sulla leva e subiscono una decelerazione di 1,5 g mentre la pressione esercitata tramite il liquido freno Brembo HTC 64T arriva a 11,1 bar. ​

Alla curva 9 (De Bult) la velocità crolla da 234 km/h a 114 km/h in 3,6 secondi durante i quali le MotoGP percorrono 169 metri. Il carico sulla leva necessario è di 4,9 kg e la decelerazione massima di 1,1 g.​

La curva 6 (Ruskenhoek) è invece l’unica in cui la frenata avviene ad oltre 300 km/h. Per restare in pista ai piloti basta usare i freni per 1,9 secondi, giusto il tempo di scendere a 237 km/h. Di conseguenza il carico sulla leva è di soli 2,8 kg e la pressione non supera i 6 bar. ​

Prestazioni Brembo

Le moto con freni Brembo hanno vinto 29 gare della 500-MotoGP disputate sul TT Circuit Assen, di cui le ultime 25 consecutive. ​

Su questa pista, nel 1979, Brembo ha ottenuto la sua seconda vittoria nel Mondiale della classe regina grazie a Virginio Ferrari con la Suzuki. Valentino Rossi ha qui trionfato 8 volte in 500-MotoGP, le ultime 6 in anni dispari. Una sola la vittoria Ducati, nel 2008 con Casey Stoner. ​

 

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