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MotoGP, Petrucci: "Volevo il podio, ma lì ci sono solo tre gradini"

Danilo quinto a Jerez: "Per salire su uno dei gradini devi fare tutto alla perfezione e qui non è andata così. Da Le Mans andrà diversamente"

MotoGP: Petrucci: "Volevo il podio, ma lì ci sono solo tre gradini"

Danilo Petrucci non ha forse ancora trovato il guizzo del bomber da quando è diventato pilota ufficiale della Ducati, ma ha senza dubbio trovato una costanza da vero mediano che in passato gli è a volte mancata. Il quinto posto raccolto a Jerez si aggiunge ai tre sesti posti conquistati finora, che rappresentano un bottino di punti non male per il pilota ternano, quinto anche in classifica generale.

Il grande venerdì di cui si era reso protagonista sul tracciato andaluso aveva forse illuso sul reale potenziale di Petrux a Jerez, ma una qualifica opaca ha probabilmente compromesso le sue possibilità di conquistare un risultato più prestigioso, come ha ammesso.

"L’obiettivo era salire sul podio e sfortunatamente l’ho mancato. Non posso essere felice al 100%. Volevo salirci, ma lì sopra ci sono solo tre posti e per esserci devi davvero mettere tutto assieme al meglio. Poi non mi aspettavo Rins così veloce. Ci aspettavamo di vedere Marquez così forte, ma Alex è stato veramente molto veloce, partiva anche dietro di me. Ieri in qualifica non sono stato perfetto, e forse senza quel problema avrei potuto lottare per qualcosa di meglio. Ma non credo fosse quell'episodio la chiave della brutta qualifica, perché ho avuto almeno due possibilità di fare un buon giro e non ci sono riuscito". 

Almeno hai messo in cascina altro fieno. Un quinto posto nella generale non è male.

"Di certo sono felice dei miei punti - ha dichiarato - della mia posizione in campionato. Ho usato la testa. Un pilota che si è ritirato, di cui adesso non dirò il nome, mi ha detto ‘la prima parte del campionato con la testa, la seconda col cuore’. Adesso secondo me non è il momento di rischiare e magari perdere fiducia. Già ad Austin siamo tornati sui livelli vicini al podio. Chiaro che un quarto e quinto posto non sono il massimo, però da Le Mans l’anno scorso abbiamo fatto molto meglio di qui".

Cosa vi è mancato a Jerez per salire sul podio?

"Per tutta la gara sia io che Andrea abbiamo avuto qualche difficoltà in più a passare gli altri piloti in frenata e per me il problema era soprattutto nella prima parte della pista, dove perdevo molto tempo. Nella zona veloce ero a posto, ma per passare Dovi avrei dovuto rischiare molto e magari portarlo fuori traiettoria, il che non sarebbe stato completamente corretto. Magari arrivando con lui all’ultimo giro e giocandoci il podio, poteva andare bene. Ma in questo momento avrei fatto casino".

Quindi restare alle spalle di Dovizioso è stata anche una scelta?

"All’inizio della gara avrei potuto passare Dovizioso, ma non sarebbe stata una mossa furba. Andrea ha una visione della gara molto intelligente e sapevo che se mi avesse trainato saremmo tornati davanti, e così è stato. Sapevo che Andrea sul finale poteva essere molto veloce e volevo farmi trainare da lui, magari tentando di tornare su Vinales, come abbiamo fatto. Siamo stati vicini per tutta la gara, ma nel finale lui è riuscito a fare quel piccolo gap. Devo dire che negli ultimi due giri ero molto a rischio, ed ho preferito mollare".

Credi che avresti potuto battere Dovizioso magari cercando di essere più aggressivo dall'inizio?

"Credo di aver fatto il mio meglio, ho recuperato qualche posizione in partenza. Il punto è che all’inizio ho gestito un po’ le gomme, mentre gli altri piloti hanno spinto molto creando un piccolo gap che è stato difficile da chiudere a fine gara. Sono stato in grado di essere veloce alla fine, ma non è stato abbastanza".

Cioè?

"Ho fatto tutta la gara dietro Devi, solo nei primi giri mi sono trovato alle spalle della Suzuki di Rins. Lì ho capito che il problema è che noi non possiamo frenare tardi come lui. Frenando nel suo stesso punto, noi andiamo larghi. Quando abbiamo grip alla gomma posteriore, riusciamo lo stesso a fare la curva. Ma quando il grip cala, non sai cosa può succedere in quelle situazioni.  Il fatto è che dobbiamo lavorare meglio sulla moto. Suzuki e Yamaha in questo momento sono messe meglio di noi da questo punto di vista, oggi almeno. Forse domani proveremo qualcosa di nuovo, ma la moto è buona. Dobbiamo lavorare sui dettagli, penso che abbiamo bisogno di migliorare la capacità di curvare. Dobbiamo mettere assieme la stabilità in frenata e la capacità di curvare, perché in accelerazione siamo messi davvero bene. Lo siamo anche in frenata, ma dobbiamo sempre scegliere il modo in cui guidare. Devi sempre trovare un compromesso".

Marquez e Rins sono davanti a Dovizioso in classifica adesso.

"Chiaro che Marquez è un bel problema per il campionato e anche Rins lo è. Se inizia anche lui a fare delle belle qualifiche, se la può giocare con Marc fino alla fine". 

INTERVISTA RACCOLTA DA MATTEO AGLIO A JEREZ

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