MotoGP, Marquez senza rivali a Jerez, 4° Dovizioso, 6° Rossi

Lo spagnolo ritrova in un solo colpo il successo e la vetta del Mondiale, sul podio Rins e Vinales, 5° Petrucci, 12° Lorenzo battuto dal suo collaudatore

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Altro che misteri e preoccupazioni, questo Marc Marquez è una sentenza a tutti gli effetti. Se la tappa di Jerez doveva essere l’occasione per rimediare al passo falso di Austin, il 93 ha risposto presente all’appello, rivelandosi profeta in patria come accaduto lo scorso anno. Una corsa decisa alla prima curva, quando il pilota Honda ha bruciato le Yamaha satellite di Morbidelli e Quartararo, conquistando la prima posizione per poi volare incontrastato verso la bandiera a scacchi.

C’era da immaginarselo che davanti al proprio pubblico Magic Marc sarebbe stato protagonista, ma forse non fino a questo punto. Il suo è stato infatti un dominio a tutti gli effetti, che oltre a regalargli la seconda vittoria stagionale, gli riconsegna la vetta iridata, scavalcando Andrea Dovizioso. Il suo è un messaggio ben chiaro diretto alla concorrenza, quasi a dire che questo Mondiale solo lui può perderlo. Forse sarà una frase troppo forte, il fatto è che senza la caduta di Austin il 93 sarebbe già in fuga dopo sole quattro gare. 

Da una parte la Honda, dall'altra una Ducati apparsa per certi versi in chiaroscuro, ben lontana da quelle che erano le aspettative iniziali. Già, perché nelle libere il forlivese aveva mostrato di poter tenere il passo del 93, invece in gara le cose si sono rivelate più complicate del previsto, tanto da essere quattro decimi più lento nella prima metà. Sia Dovi che Petrucci non sono mai stati in grado di rimanere incollati alla posizioni di testa, dovendo quindi accontentarsi di un quarto e quinto posto che lascia l’amaro in bocca. C’è poco da fare su una pista maledetta come quella  di Jerez, dove la moto tricolore manca l’appuntamento col gradino più alto del podio dal 2006.

Se in Moto2 e Moto3 abbiamo visto sventolare il tricolore, nella classe regina è stata tutta una sinfonia spagnola. Oltre a Marc Marquez giungono importanti conferme da parte di Alex Rins. L’iberico non avrà vinto come accaduto in Texas, ma ha fatto capire che la sua Suzuki è una moto che ha tutte le carte in regola per lottare con i migliori, tanto da essere a un solo punto di distacco da Magic Marc. E che dire poi di Maverick Vinales, finalmente ritrovato dopo un inizio di stagione da incubo. Questa volta l’alfiere Yamaha ha giocato di sciabola e fioretto, difendendo coi denti il terzo posto da un Dovizioso che nel finale si è fatto minaccioso.

Una vera e propria iniezione di fiducia per lo spagnolo, nel giorno in cui Valentino Rossi si è dovuto accontentare del sesto posto. Di più non ha potuto fare il 46, rimasto imbottigliato nel traffico nei primi giri, senza riuscire a mostrare quel passo evidenziato durante il weekend. Di sicuro il mancato accesso alla Q2 ha complicato non poco le cose per il nove volte iridato, che sul traguardo ha preceduto la M1 di Franco Morbidelli che nella seconda metà di gara ha perso contatto con le posizioni di vertice, accusando il ritmo gara.

C’è poi una Yamaha, partita dalla pole, che non ha nemmeno visto la bandiera a scacchi e che avrebbe meritato molto di pi: quella di Fabio Quartararo, uscito di scena al 13° giro mentre era in seconda posizione a causa della rottura alla pedana del cambio. Fuori dai giochi anche le Ducati Pramac di Bagnaia e Miller, mentre completano la top ten le Honda di Crutchlow Nakagami e Bradl. Fa specie vedere il collaudatore HRC arrivare davanti a Jorge Lorenzo, addirittura 12° dietro l’Aprilia di Aleix Espargarò.

Per il maiorchino Jerez doveva essere la gara della riscossa, invece il suo è stato un fine settimana anonimo. A quanto pare l’apprendistato con la Honda si sta rivelando più complicato del previsto.   

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