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MotoGP, Marquez: chi 'mal' comincia è a metà dell'opera

Nonostante il 4° posto in classifica Marc ha gli stessi punti del 2018 e ha avuto partenze peggiori, a preoccupare sono i problemi della Honda

MotoGP: Marquez: chi 'mal' comincia è a metà dell'opera

Mai fidarsi delle apparenze, soprattutto quando c’è Marquez di mezzo. Del resto l’ha sottolineato anche Valentino dopo la gara di Austin: “Marc resta il favorito per il titolo”. Certamente vederlo in 4ª posizione in campionato non è normale, ma si sono corsi solamente 3 GP e i 9 punti di svantaggio da Dovizioso sono poco più di un’inezia con 16 gare ancora da correre.

Bisogna subito mettere in chiaro un punto: questa non è la peggiore partenza di campionato di Marc, anzi è esattamente uguale a quella dello scorso anno, sia per modi che per sostanza. Anche nel 2018 lo spagnolo dopo 3 gare aveva 45 punti, due podi e una vittoria, con uno zero rimediato per errore suo (un anno fa in Argentina, questo in Texas). L’unica differenza è che la scorsa stagione era 2° in classifica, 4° in questa. Un segno che sono stati i suoi avversari a sbagliare di meno, ma non a metterlo maggiormente in difficoltà.

                                            I NUMERI DI MARC MARQUEZ DOPO 3 GP DALL'INIZIO DELLA STAGIONE

Nel grafico qui sopra vedete chiaramente l’andamento di Marc dopo le tre prime gare dell’anno dal 2013 a oggi. L’anno terribile, se così si può definire, è stato il 2015 (l’unico in cui non ha vinto il titolo) in cui riuscì a portare a casa 36 punti in 3 gare e si ritrovò addirittura 5° in classifica; poco meglio fece nel 2017 (38 punti e una sola vittoria) ma questo non gli impedì di laurearsi campione a fine anno.

Tralasciando il 2014 (la stagione delle 10 vittorie consecutive), Marquez è perfettamente in media con i suoi risultati abituali. Inoltre, è bene ricordarlo. ad Austin Marc è caduto quando comandava la corsa con più di 3 secondi di vantaggio sugli avversari: con un po’ più di attenzione (o di fortuna) saremmo qui a parlare di dominio.

L'INCOGNITA È LA HONDA, NON MARQUEZ

Quello che semmai deve fare riflettere è l’apparente debacle subita da Honda in Texas. Delle quattro RC213V partite solo una (quella di Nakagami) è arrivata al traguardo, Marc e Crutchlow sono caduti mentre Lorenzo è stato costretto a fermarsi per un non meglio specificato problema tecnico, ma per Marquez c’è un fil rouge che lega tutti questi ritiri.

Nei test invernali la Honda sembrava avere trovato un migliore equilibrio e il motore (più potente) era stato promosso a pieni voti. Le cose però sono cambiate in fretta. Cal ha iniziato a lamentarsi di un anteriore che non trasmette fiducia poi, ancora peggio, è spuntato il problema della catena.

In MotoGP non è spettacolo consueto vedere cadere la catena ed è successo due volte in due gare: a Marquez in Argentina e a Lorenzo in Texas. Jorge poi, come detto, è stato costretto al ritiro ad Austin per un guasto tecnico che, come ha dichiarato, non c’entra nulla con quello della catena.

Forse invece è legato a un altro problema a cui ha accennato Marc che si presenterebbe “nelle curve di prima marcia”. Elettronica? Cambio? Ogni ipotesi è valida perché i tecnici giapponesi si sono trincerati dietro al silenzio.

Le due settimane di pausa possono essere molto utili agli ingegneri per riuscire ad elimninare quei nei che potrebbero costare molti punti. Nonostante tutto Marquez rimane una certezza, è la tecnica che deve riuscire a rimanere al suo livello.

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