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BMW R 1250 R: Il lusso di essere nuda

La Roadster tedesca si rinnova con il boxer a fasatura variabile che merita un applauso, tanta elettronica e possibilità di personalizzazione

Test: BMW R 1250 R: Il lusso di essere nuda

Il Chianti è un vino dal sapore armonico, che si affina col tempo al morbido vellutato (o almeno così sostiene Wikipedia). In un certo senso sono tutte caratteristiche che si adattano alla perfezione anche alla BMW R 1250 R. Sarà perché l’abbiamo guidata fra le colline intorno a Siena, ma il paragone con il nettare toscano non è poi così ramingo.

In fondo i suoi due pistoni sono grossi come fiaschi e, se si esagera, possono dare alla testa. Possono però anche essere sorseggiati con calma, godendosi tutte le sfumature che sanno dare. Ogni curva fa parte della degustazione, ogni frenata fa scoprire nuovi aromi e dopo un bicchiere se ne vuole subito un altro.

BMW R 1250 R: POCA APPARENZA, TANTA SOSTANZA

Le tre versioni della BMW R 1250 R

La storia della Roadster di Monaco è recente, nel 2014 al Concorso di eleganza di Villa D’Este viene presentato un concept che si trasformerà, solo un anno più tardi, nella R 1200 R. La nuda, rispetto alle precedenti versioni, perdeva la sua indole fin troppo seriosa e teutonica per diventare un po’ più tamarra, ma senza perdere eleganza.

In questa nuova versione sfoggia il boxer di 1250 cc con fasatura variabile Shift Cam e qualche modifica estetica di dettaglio, come nuovi convogliatori e spoiler e una strumentazione TFT che è gioia per gli occhi. Aumentano i cavalli, ora sono 136 (cioè 11 in più di prima) e la coppia (143 Nm contro 125), mentre diminuiscono i consumi del 4%, stando a quanto dichiara BMW.

La R 1250 R ha messo su anche qualche chilo, 8 in più, dovuti al nuovo motore, al catalizzatore (è già pronta per la normativa Euro 5 che entrerà in vigore nel 2020) e alla centralina della nuova strumentazione e ora sulla bilancia raggiunge quota 239 Kg.

Accessorio molto utile è l’Emergency Call, il che significa che in caso di incidente la moto avverte automaticamente il centro emergenza, con cui si può dialogare. È possibile anche chiamare manualmente (c’è un pulsante sul manubrio destro) in caso di guasto.

La R1250 R è disponibile in 4 versioni: la base (c’è poco da spiegare), la HP (quella sportiva), la Exclusice (quella fighetta) e la Option 719 (quella più ricercata stilisticamente).

BMW R 1250 R: INNAMORARSI DI UN BOXER

Dopo avere snocciolato tutte le caratteristiche salienti della nuova nuda tedesca, siamo pronti per partire. Giove Pluvio, però, ha deciso di tenerci compagnia e così ci troviamo ad avere a che fare con l’asfalto a tratti umidi. C’è la mappa Rain da scegliere (insieme alla Road, la più sportiva Dynamic e la Dyanamic Pro, completamente personalizzabile) ma scopriamo presto che la dolcezza del boxer non necessita di tanta castrazione.

In compenso, giocando con il menù, scopriamo quanto sia semplice navigare fra le varie opzioni, con pochi, semplici, tocchi. Non serve una laurea in ingegneria per prendere confidenza con il sistema che, gli inglesi, chiamerebbero user friendly.

Ok, pioviggina, la temperatura non è esattamente primaverile, ma il sole di sforza di spuntare fra le nuvole e le strade toscane sono un parco giochi troppo allettante. Prima, seconda, terza e senza toccare la frizione, perché sulle nostre moto c’è il quick shifter (optional) che non è per nulla un accessorio riservato ai pistaioli. Anche perché quello BMW funziona molto bene, accentando di buon grado anche cambiate sotto-coppia. Se poi schiaccerete la leva della frizione per sbaglio, scoprirete un burro sotto le vostre dita.

La R 1250 R non è esattamente un peso piuma, ma appena in movimento non si fa più caso. Anche le manovre a bassa velocità (come un’inversione) si fanno ad occhi chiusi e la sella permette proprio a tutti di mettere i piedi a terra (820 mm la sua altezza, 840 sulla HP ma cambia poco).

La posizione di guida è azzeccata, la sella è una poltrona (anche quella del passeggero) e così si inizia a danzare fra le curve, stando attenti alle chiazze di umido. L’anteriore non offre una sensazione di completa fiducia a bassissime velocità (avete presente il tornantino stretto, stretto ma proprio stretto?) ma si rifà alla grande non appena si accelera.

Tutto sembra essere sotto controllo, la moto fila fra le curve dando sicurezza e gusto. Le sospensione semi-attive (Dymanic ESA Next Generation, sono un optional) copiano ogni asperità, con la forcella che dà sostegno quando ci attacca ai freni (Brembo, modulabili nel primo intervento e pronti a fare sul serio quando lo si chiede loro). Tutto procede per il meglio e l’unica pecca è non avere trovato una giornata di sole.

Rimpianti a parte, abbiamo lasciato per ultimo il piatto forte: il motore. Il boxer fa la parte del leone sulla nuda bavarese. È dolce ai bassi, sale con verve e mette una pezza agli errori del pilota. Volente fare un tornate stretto in 3ª? Nessun problema (per intenderci: si può scendere sotto i 2mila giri e riprendere senza problemi). Volete continuare a tenere la stessa marcia mentre vi state godendo il paesaggio? Fate Pure. Avete voglio di qualche emozione? Aprite il gas, perché ci sono pur sempre più di 130 CV che vi faranno arrivare molto velocemente nella zona del ritiro della patente. Il tutto accompagnato da un piacevole tonalità di scarico (soprattutto con lo scarico Akrapovic, naturalmente optional) che rimane però sempre educata.

Una buona meccanica però ormai non basta e in BMW hanno saputo accoppiarla ad un’ottima elettronica. Il boxer è così gentile da fare pensare che neanche l’asfalto umido possa metterlo in crisi. Sulla HP, però, c’è un’opzione tanto inutile da diventare irrinunciabile: il cruscotto in modalità sport. Oltre a una grafica dedicata, fa vedere i gradi di inclinazione raggiunti. la decelerazione massima in m/s e l’intervento del controllo di trazione. Fermandoci per un caffè pensavamo di trovare quest’ultimo valore a 0, invece scopriamo che era intervenuto.

L'elettronica serve proprio a questo, a farci da angelo custode senza rovinarci il piacere della guida e BMW ha fatto centro. Sospensioni adattive, ABS e tutti gli altri controlli dalle sigle esoteriche fanno al meglio il loro lavoro, mettendo a proprio agio anche i meno esperti.

Arriviamo alla nota dolente, il prezzo. La BMW R 1250 R è un prodotto di alta gamma e per potervi portare a casa la versione base dovrete firmare un assegno di 14.950 euro (chiavi in mano, con primo tagliando compreso, garanzia di 4 anni e 5 anni di assistenza stradale) per una delle versioni (full optional) che abbiamo provato la cifra si alza fino a circa 18.000 euro.

Per affrontare le intemperie abbiamo utilizzato il seguente abbigliamento Dainese:

AGV AX-8 Dual Carbon è il nuovo top di gamma di Agv per sicurezza, comodità e leggerezza per il touring. È costituito da una calotta Super Super Light con l’ultimo strato in carbonio 3k a vista, che permette performance di leggerezza ancora più elevate. L’ampia visiera, la presa d’aria muso apribile, la ventilazione e l’aerodinamica ottimizzate con software di simulazione lo rendono perfetto e confortevole per il turismo su strada; il design con il tettuccio regolabile e la possibilità di utilizzo con la maschera ne fanno un casco adatto a percorsi sterrati.

Dainese D-Explorer Gore-Tex. Giacca modulare in Gore-Tex che si pone al vertice della categoria grazie alle innovative soluzioni tecniche e ai pregiati materiali. Confezionata in resistente tessuto elastico Mugello e Quick Dry uniti ad inserti elasticizzati localizzati. Le numerose regolazioni permettono alla giacca di aderire al meglio al corpo lasciando comunque ampia libertà di movimento. D-Explorer è dotata di fodera removibile Gore-Tex impermeabile e traspirante e di fodera termica removibile che, uniti all’innovativo e modulare sistema di areazione “Dainese modular flap system” su petto e schiena, permettono di affrontare qualsiasi condizione metereologica e climatica. La predisposizione per il Double Chest, il paraschiena G1 e G2 incluso, e le numerose tasche interne ed esterne completano la dotazione di questo capo.

Dainese Pantaloni D-Explorer Gore-Tex. Pantalone confezionato in resistente ed elastico tessuto Mugello e Quickdry, il P. D-Explorer GORE-TEX è l'ideale per lunghi tragitti in sella alla moto. La presenza del tessuto elastico unito agli inserti elastici su fondoschiena e ginocchia garantiscono una comfort eccezionale durante la guida, mentre l’impermeabilità ed il controllo della temperatura sono affidati alla fodera termica removile, all’innovativo sistema di areazione “Modular Flap System” sulle cosce e alla fodera GORE-TEX® impermeabile e traspirante removibile. Abbinabile alla Giacca D-Explorer, P. D-Explorer è inoltre fornito di protezioni morbide Pro-Shape certificate, di inserti rifrangenti, e della predisposizione per la connessione del kit bretelle-pantaloni.

Dainese Guanti Universe Gore-Tex con Gore Grip Technology


 

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