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MotoGP, Argentina: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez soffre la solitudine della perfezione, Rossi conquista il primo podio da quarantenne, Baldassarri si scopre campione

MotoGP: Argentina: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marc Marquez ha aperto le braccia come a scusarsi per avere ucciso il GP di Argentina dopo appena un giro. Il regolamento lo giudica incolpevole, velocità e istinto predatorio a volte non vanno d’accordo con lo spettacolo se si uniscono alla perfezione. Gloria allora all’assassino, che non ha versato una goccia di sangue ma disegnato il suo capolavoro con lunghe strisce nere sull’asfalto.

A fare divertire gli spettatori ci hanno pensato comunque Rossi e Dovizioso, con la complicità nella prima parte di gara di Morbidelli. Sorpassi e stile che sono riusciti a fare dimenticare che la vittoria era già decisa.

L’Italia è grande nella classe regina, ma anche nelle altre categorie non si scherza. Lorenzo Baldassarri ha raggiunto la sua maturità, Tony Arbolino si è affacciato nelle posizioni che contano. Sono solo due punte di un iceberg bello grosso.

IL BELLO – Immaginiamo che Marquez abbia guidato attingendo al meglio del suo repertorio, il solito giocoliere sulla linea instabile che separa il trionfo della sconfitta. Non lo sappiamo, perché le telecamere avevano altro da inquadrare e la perfezione, anche quando è venata di follia, annoia. Dobbiamo accontentarci di osservare i suoi cronologici e dare a Marc il merito di avere trasformato dei numeri in poesia. Chapeau, dicono i francesi.

IL BRUTTO – Il sabato sembra (quasi) sempre potere lottare per la vittoria, il problema è che le gare si corrono la domenica. In serata, si ripetono una sequela di domande senza risposte. Maverick Vinales è un personaggio in cerca di autore e Valentino Rossi, splendido quarantenne, continua a mantenere il timone della nave Yamaha. Se non vuole finire a fare il mozzo, lo spagnolo deve cambiare rotta.

IL CATTIVO – La scienza non sbaglia, neppure sotto forma di sensori che verificano la regolarità della partenza. Crutchlow ha sbraitato contro Spencer e tirato in ballo (a sproposito) Marquez e Rossi. Il video qui sotto dà ragione alla Direzione Gara, anche se bisogna ammettere che Cal non si è avvantaggiato in alcun modo. Il risultato è stata un gara rovinata per una piccola distrazione, però in Moto3 i piloti continuano a farla franca inscenando trenini fuori luogo in qualifica.

LA DELUSIONE – Ultimo in qualifica, ultimo in gara, mentre il compagno di squadra è ancora una volta nei primi 10 (anche se grazie a qualche caduta). Nessuno si aspetta un podio da Andrea Iannone in questo momento, ma neanche di vederlo gironzolare per la pista con un passo da amatore. La squadra lo difende a spada tratta, dovrebbe iniziare a ripagarla della fiducia.

LA CONFERMA  – Due su due e chi vince ha sempre ragione. La scuola di Valentino punta al terzo titolo in Moto2 e Lorenzo Baldassarri non si preoccupa dell’eredità lasciata da Morbidelli e Bagnaia. La velocità c’è sempre stata, ma ora è unita da consapevolezza e lucidità. Il detto dice che non c’è due senza tre, confidiamo nella saggezza popolare.

L’ERRORE – Prima ha infilato Rossi, poi ha centrato Vinales. È la storia breve (e assolutamente incompleta) della gara di Franco Morbidelli. Il carioca di Tavullia ha dimostrato di mettersi al tavolo dei grandi, ma un piccolo errore ha vanificato tutto. È comunque un buon punto da cui ripartire.

LA SORPRESA  – Non è facile notarlo nel gruppo dei debuttanti, tutti con moto migliori della sua e più occasioni per mettersi in mostra. Vale però la pena di leggere tutta la classifica per trovare Miguel Oliveira all’11° posto, a una manciata di decimi da Pol Espargarò. Tutto con quella KTM che sta mandando ai matti Zarco.

IL SORPASSO – Il sabato aveva promesso che sarebbe stata una gara divertente per lui, sbirciando il 16° posto sullo schieramento la si sarebbe potuta prendere per una battuta. Invece Alex Rins aveva ragione e di sorpassi ne ha messi in fila tanti. Quantità e qualità.

LA CURIOSITA’ –  I 9”816 rifilati domenica a Rossi sono il più grande vantaggio con cui Marquez abbia mai vinto in MotoGP. La vera curiosità è che Marc è riuscito a tagliare il traguardo senza addormentarsi.

IO L’AVEVO DETTO –Andare in fuga? Non credo”. Mai fidarsi di Marc Marquez.

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