MotoGP, Michelin: In Argentina non vedremo una gara di 'endurance'

Taramasso rassicura sulle gomme: "i piloti potranno spingere dall'inizio alla fine e battere i precedenti record"

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La prima gara in Qatar della MotoGP ha lasciato a tanti un po’ di amaro in bocca. Non per il risultato finale o per lo spettacolo negli ultimi giri ma perché i piloti, per la maggior parte del tempo, erano più preoccupati di non rovinare le gomme che non di aprire il gas.

Forse abbiamo esagerato nel riassunto, ma a Losail in certi momenti è sembrato di assistere a una gara di endurance seguita da una sprint nelle ultimissime tornate.

Piero Taramasso, responsabile di Michelin, promette a chiare lettere che questo non succederà in Argentina.

I piloti, se vorranno, potranno spingere dall’inizio alla fine. Starà a loro decidere la strategia” ha dichiarato.

In verità, il manager italiano spera proprio che lo facciano perché i due giorni di prove sono andati alla perfezione.

“Questa è una pista difficile per noi, perché non possiamo mai organizzare dei test qui - spiega - ma in questi due giorni abbiamo raccolto molte informazioni. Direi che abbiamo le idee chiare su quale siano le migliori gomma per la gara: all’anteriore praticamente tutti i piloti sono indirizzati sulla dura, perché offre maggiore supporto in franata e un grip molto buono; al posteriore, invece, sono equamente divisi tra morbida e media.

Taramasso ha anche incrociato le dita per scongiurare la pioggia.

Sarebbe un peccato, da quanto abbiamo visto nelle prove, in caso di asciutto in gara si potrebbero battere i record sul giro secco e sulla distanza ha sottolineato.

Infine, ha espresso la sua soddisfazione per la scelta delle gomme fatta per il GP di Argentina.

“In passato avevamo portato anche le asimmetriche al posteriore, ma avevamo visto che non era un vantaggio averle, per questo non le abbiamo più messe fra le opzioni - ha spiegato - Sono anche contento che tutti i piloti abbiano apprezzato la nuova dura all’anteriore, che è leggermente più soffice rispetto a quella dello scorso anno. Per alcuni un po’ troppo, Marquez, ad esempio, la preferirebbe più rigida”.

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