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MotoGP, Beirer, KTM: non vogliamo la vittoria di Dovi, solo chiarezza

"Date un'occhiata al parafango anteriore della Formula 1 e vedrete quante singole parti lo compongono. Non vogliamo che la MotoGP arrivi a quel punto"

MotoGP: Beirer, KTM: non vogliamo la vittoria di Dovi, solo chiarezza

Continua l'onda lunga delle spiegazioni dopo il caso-Ducati in Qatar.

Honda, Suzuki, KTM e Aprilia non vogliono essere ritratti come cattivi perdenti dopo aver protestato contro il controverso alettone posteriore della Ducati GP19 dopo il GP del Qatar. Così dopo Massimo Rivola di Aprilia e Davide Brivio di Suzuki, ecco parlare direttore di KTM Motorsport Pit Beirer.

"Il team manager Mike Leitner e il sottoscritto siamo andati da Tardozzi domenica pomeriggio al pit-walk per dirgli che avremmo protestato se avessero utilizzato l'ala in gara - ha sottolineato  Pit Beirer in un'intervista con Speedweek- Davide ha sorriso e ci ha detto che sono convinti che la parte è conforme alle norme. Gli abbiamo spiegato che quattro produttori hanno un punto di vista diverso. Ed è per questo che la protesta è avvenuta".

Beirer ha poi spiegato ulteriormente quanto accaduto.

"Siamo stati accusati di averne parlato al test del Qatar. Ma lì si vedono 1000 nuovi pezzi nuovi presso tutti i possibili costruttori, gli si dà un'occhiata più da vicino e poi si pensa per cosa è stato fabbricato e cosa significa. Così abbiamo incontrato gli altri costruttori al GP del Qatar e abbiamo parlato del 'water deflettore'. Noi non pensiamo che questa 'vela' sia ciò che intendiamo per raffreddamento dei pneumatici. Quattro costruttori hanno supposto che questa parte fa la differenza aerodinamicamente. Lo abbiamo detto al Direttore Tecnico Danny Aldridge e gli abbiamo chiesto di farlo sapere a Ducati. Non volevamo che questa parte fosse usata. Ma il punto di vista di Ducati era chiaro: sono convinti di essere all'interno del regolamento. Gli altri produttori lo negano. Ma una protesta può essere fatta solo in gara, non in un test o in una sessione di allenamento. Cosi' abbiamo protestato".

Inizialmente si era sparsa la voce che fosse stato un colpo sparato a freddo, che cioè gli avversari avessero aspettato la vittoria di Dovizioso per colpire, ma poi è emersa la verità.

"Non dovremmo essere accusati di non aver detto nulla, abbiamo lasciato che Ducati si gettasse sulla spada. Non si tratta di negare a Ducati la vittoria di Dovi. Speriamo che Dovi non perda questa vittoria perché merita di vincere, e Ducati merita di vincere anche con le loro prestazioni tecniche. Ma vogliamo chiarezza per il futuro. Altrimenti l'ala posteriore sarà solo l'inizio... Il nostro obiettivo è quello di contenere tali eccessi aerodinamici in futuro. Questo è ciò che vogliono i quattro costruttori. A nessuno di noi interessa che a Dovi venga negata questa meritata vittoria. Questa vittoria non è certamente avvenuta perché c'è una nuova parte in carbonio appesa al forcellone. Basta inserire una cosa del genere in un modello di calcolo, poi si può vedere dove soffia il vento. Se il vento può creare superfici di pressione verso il basso, si ha la forza di deportanza, senza dubbio. Anche le ali intere, che ora sono ai lati della carenatura, causano qualcosa, anche se sono solo piccole parti in carbonio. Date un'occhiata al parafango anteriore della Formula 1 e vedrete quante singole parti lo compongono, e hanno un'influenza. Ma non vogliamo davvero che il motociclismo arrivi a quel punto".

 

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