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MotoGP, Brivo: "Ducati va contro lo spirito del regolamento"

Il team manager Suzuki chiarisce i motivi della protesta: "vogliamo dei chiarimenti su cosa sia lecito, li avevamo avvertiti della nostra azione"

MotoGP: Brivo: "Ducati va contro lo spirito del regolamento"

È una questione di principio”, così si potrebbe sintetizzare la posizione di Davide Brivio, team manager di Suzuki, interrogato sul perché abbia deciso di unirsi alla protesta contro Ducati e al suo, ormai famoso, ‘cucchiaio’ montato sulle Desmosedici GP19 in Qatar.

L’anno scorso, tutti i costruttori hanno discusso sul tema dell’aerodinamica e siamo stati tutti d’accordo nel porre alcune regole per limitare la crescita incontrollata dei costi per la ricerca e lo sviluppo in quest’aera - è la premessa del manager - La decisione, che alla fine è diventata il nuovo regolamento, è stata di imporre a ogni costruttore di omologare un set di carene prima dell'inizio del Campionato, con un solo aggiornamento consentito durante la stagione. È stato dichiarato che il resto della moto non deve avere ulteriori appendici aerodinamiche, con specifico riferimento a quelle che creano deportanza”.

La linea comune, quindi, era quella di limitare la ricerca sull’aerodinamica per limitare i costi. In un certo senso, si è applicata la stessa filosofia che sta dietro al congelamento dei motori. Secondo Brivio, però, Ducati avrebbe tradito lo spirito del regolamento.

Qualche settimana fa, Ducati ha presentato al Direttore Tecnico un'appendice per il forcellone posteriore e una copertura per la ruota anteriore, spiegando che il loro scopo era quello di raffreddare la gomma posteriore - continua Davide - Il Direttore Tecnico ha accettato e approvato questi nuovi componenti aggiuntivi ritenendoli dei sistemi raffreddamento degli pneumatici e ha emanato nuove linee guida per quanto riguarda il regolamento tecnico”.

Sono infatti arrivate ai costruttori due circolari di chiarimento: la prima il 2 marzo e la seconda 3 giorni più tardi. Danny Aldridge aveva quindi approvato le appendici sulla Ducati, ma questo non era bastato a convincere molte squadre.

“Gli ingegneri che lavorano per i quattro costruttori che hanno presentato il reclamo ritengono che tali appendici abbiano un effetto aerodinamico, generando deportanza e sono quindi contrarie ai principi del regolamento - chiarisce Davide - Abbiamo convocato un incontro con il Direttore Tecnico per chiedere spiegazioni e chiarimenti al riguardo e non siamo stati soddisfatti delle risposte fornite”.

Il secondo passo è stato parlare direttamente con Dall’Igna, avvertendolo di una protesta se avesse usato il ‘cucchiaio’ in gara. Quindi non solo Massimo Rivola, Ceo di Aprilia Racing, aveva contattato i vertici di Borgo Panigale, ma anche Brivio. Lo stesso Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati, ha confermato di avere ricevuto questi avvertimenti.

Ho poi parlato privatamente con Ducati, e anche con altri, per esprimere la nostra insoddisfazione per la loro interpretazione, anticipando un reclamo ufficiale nel caso in cui avessero deciso di utilizzare ancora i nuovi componenti aggiuntivi - racconta Brivio - Ciò nonostante questo è avvenuto: Ducati ha equipaggiate le moto di tre dei loro piloti con le nuove appendici e così abbiamo presentato la protesta. Lo abbiamo fatto per chiarire una volta per tutte la situazione”.

Il manager di Suzuki vuole quindi un chiarimento definitivo da parte della FIM e del Direttore Tecnico, in modo da uscire dalla zona grigia in cui sembra essere entrata la MotoGp.

Ci aspettiamo di ottenere una posizione chiara dalla FIM, dalla direzione tecnica e da tutte le autorità competenti - la richiesta - Presentando questa protesta li costringiamo a valutare, giudicare e chiarire i principi delle regole, dei regolamenti e delle linee guida. Come detto prima, questo è lo scopo principale delle nostre azioni: chiarire ciò che possiamo e non possiamo fare”.

Ora la palla è in mano alla Corte di Appello della FIM, che dovrà mettere la parola fine a questa storia.

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