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MotoGP, Lorenzo: "Guardo i dati di Marquez e per ora sono lontano"

Jorge ha chiuso al 18° posto la seconda giornata di test: "Un piccolo passo in avanti per l'ergonomia, ma gli altri non hanno dormito in inverno e sarà dura"

MotoGP: Lorenzo: "Guardo i dati di Marquez e per ora sono lontano"

Jorge Lorenzo è andato decisamente più forte in questa seconda giornata di test in Qatar rispetto a ieri, al ritorno in sella dopo l'infortunio allo scafoide della mano sinistra. Lo spagnolo ha fermato il cronometro in 1'55.742, tempo che gli ha permesso di piazzarsi in 18a posizione nella classifica odierna davanti a Valentino Rossi. 

Una posizione che di certo potrà non entusiasmare, ma che ha in ogni caso consentito a Lorenzo di vedere il bicchiere mezzo pieno, consolandosi con la consapevolezza di aver migliorato il proprio riferimento di quasi 1,3 secondi. Non erano questi gli obiettivi che si era posto Jorge al momento della firma con Honda, ma l'infortunio ha senza dubbio scombussolato tutti i piani e come sempre lo spagnolo sembra determinato a lavorare duramente per venire a capo dei problemi, esattamente come fatto nei due anni in Ducati. 

"Oggi è stato un giorno abbastanza positivo - ha esordito Jorge - perché ho migliorato il mio tempo sul giro di circa un secondo e tre decimi rispetto a ieri e ho avuto sensazioni molto migliori. Abbiamo trovato qualche soluzione che ha aumentato la mia confidenza praticamente in tutte le curve del tracciato e fatto un primo passo nel cammino che renderà questa moto più adatta a me. La cosa importante è che non siamo lontanissimi da chi sta davanti".

Sei diciottesimo in classifica, eppure sembri abbastanza soddisfatto del lavoro di oggi. 

"Siamo indietro come posizione perché siamo quasi 20 piloti in un secondo, siamo tutti vicini. Se migliori di mezzo secondo sei molto più avanti in classifica - ha sottolineato lo spagnolo  però l’importante è il grande passo in avanti fatto rispetto a ieri per quanto riguarda la confidenza in sella, le mie sensazioni anche dal punto di vista fisico. Certo che l’asfalto oggi offriva più grip e la pista sta migliorando. Quindi sono soddisfatto e penso che domani mi avvicinerò ai primi posti. Ci resta solo un giorno di test per quest’inverno e magari la prima gara sarà difficile. Ma con un minimo di passione e lavoro in più, credo che ci arriveremo, ci avvicineremo ai migliori".

Nel processo di adattamento alla moto, ti sei servito magari anche dei dati di Marquez? Li hai visti, ci hai lavorato?

"Ho visto i dati di Marc, come anche quelli di Crutchlow. Si fa tutti i giorni, è una cosa normale. Ci sono molte differenze tra i nostri dati, per il momento io sono lontano ma piano piano mi avvicinerò. Questa moto è completamente differente da quella che avevo e devi guidarla in modo differente. Spero sia meglio questa per il mio stile, ma lo capiremo solo in futuro".

Hai parlato tanto di ergonomia in questi giorni. E' così fondamentale trovare quella giusta?

"Trovare la giusta ergonomia è molto importante, è stato molto importante per me farlo anche nei due anni scorsi. E’ una cosa che cambia il comportamento generale della moto. Abbiamo migliorato, ma ancora non mi sento perfetto sulla moto. Mi sento meglio, ma a fine giornata il polso mi faceva male, quindi mi sono fermato prima e non ho fatto molti giri nell’ultima ora. Mi sento meglio di ieri, ma ancora non sto benissimo". 

Quindi domani tentare un time attack oppure una simulazione di gara è fuori discussione?

"Il time attack non è importante - ha affermato Jorge - perché tanto qui non si prendono punti. Però è sempre importante fare esperienza con la moto con la gomma nuova. Sarà difficile fare una simulazione completa, perché non sono in condizioni fisiche abbastanza buone. Magari farò più giri di oggi, quello si".

Oltre ai problemi fisici, qual'è l'aspetto che più di altri ti frena su questa Honda, in cosa deve migliorare per te?

"In questo momento credo che il mio obiettivo principale sia migliorare l’ingresso in curva, perché non ho molta confidenza con il posteriore in ingresso e senza quello non posso preparare bene neanche l’uscita. Poi resta l'ergonomia da sistemare ancora.Oggi mi sentivo più comodo, avevo meno movimenti indesiderati sulla sella".

Non essendo al 100% con la mano sinistra, stai magari sforzando di più l'altra mano e la spalla destra per compensare la situazione? 

"Si cerca di fare di tutto per non sforzare un punto del corpo infortunato, magari stressando anche troppo altre parti del corpo mentre sei in sella. Grazie a questa sorta di compensazione, si riesce a sentirsi meglio in moto. Nella gara del Qatar, e magari anche in altre gare, non sarà così, non si potrà fare. Oggi sono potuto restare più tempo in sella, anche se nelle ultime due ore il polso mi faceva veramente male".

Pensi sempre che la Honda sia una delle migliori moto in pista?

"So che la nostra moto ha un potenziale elevato, ma anche che gli altri non sono rimasti a dormire quest’inverno. Sono tutti molto competitivi e dobbiamo lavorare duramente per restare al top".



 

 

 

 

 

 

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