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MotoE, Casadei: "La frenata per ora resta un problema"

"Sia io che altri a Jerez abbiamo avuto delle difficoltà, nei primi giri occorrerà stare attenti. Ci sono ancora due o tre secondi di margine come tempo sul giro"

MotoE: Casadei: "La frenata per ora resta un problema"

Per il suo debutto nella nuova era elettrica Paolo Simoncelli non poteva che scegliere un suo pupillo, e cosiì ha fatto. Paolo ha infatti affidato la sua Energica a Mattia Casadei, riminese giunto ormai al settimo anno sotto l’ala protettiva di Simoncelli, e pronto ovviamente a ripagarne la fiducia. La curiosità verso questa nuova moto è tanta, e Mattia è tra i pochi a poterla raccontare visto il primo (ed unico sinora) test svolto a novembre a Jerez.

“La moto è molto stabile - apre -tra l’altro non avevo mai provato le gomme della MotoGP e mi hanno dato delle belle sensazioni. C’è tanto da capire ancora, anche perché sull’asciutto ho compiuto solo venti giri, ma posso dire che le prime impressioni sono buone. Speriamo di crescere noi insieme alla moto”.

La questione più spinosa è quella del peso. Cosa ne pensi a riguardo?

“Per quanto riguarda la frenata, in quei pochi giri sull’asciutto compiuti, io ed altri abbiamo riscontrato diversi problemi. Quindi nei primi giri quando si è tutti insieme ci sarà da stare attenti, come sempre d’altronde”.

I tempi fatti registrare a Jerez secondo te sono veritieri o il limite è ancora lontano?

“Penso che si possano ancora togliere due o tre secondi, ma non di più. La moto ha una grande accelerazione ma come velocità di punta è simile ad una Moto3, con un peso triplo però. Non andremo più veloci delle Moto3 tranne nelle piste con tante ripartenze, ma è comunque divertente”.

Cambiando discorso, il prossimo anno sarai impegnato anche nel CIV Supersport. Punti al titolo?

“L’obiettivo è quello. L’anno scorso da debuttante sono subito andato forte, salvo poi dovermi operare all’avanbraccio faticando nelle gare successive. Il team in cui sono rimasto secondo me è ottimo, vogliamo tutti vincere e speriamo di farlo”.

 

Photocredits: Marzio Bondi

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