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MotoGP, Zarco: "Cosa serve a KTM? La pazienza"

"Non si può tornare indietro nel tempo ed il lavoro da fare è tanto. A centro curva faticiamo, in Qatar punto a un posto nei 10"

MotoGP: Zarco: "Cosa serve a KTM? La pazienza"

Il 2019 di KTM è già iniziato in pista, ma il vero battesimo per la stagione alle porte è avvenuto oggi durante la presentazione di tutte le squadre che la squadra austriaca porterà in pista. A partire ovviamente dalla MotoGP, dove la punta di diamante è senza dubbio Johann Zarco. Il francese ha compiuto un passo importante, lasciando la Yamaha che lo ha portato in classe regina e sposando la causa KTM, che lo ha accolto da re ma che fatica (per ora) a condurlo verso le zone nobili della classifica. Tutto ciò comunque è acqua passare per il momento, perché oggi è sicuramente una giornata di festa e si cerca di scacciare i brutti pensieri.

“Essere alla presentazione ti fa capire che siamo oramai vicini alla partenza – apre il francese – ed è bello. Non sento pressione: abbiamo fatto un buon test a Sepang e, anche se c’è del lavoro da fare, ho fatto dei passi avanti e questo mi ha regalato il sorriso nonché la voglia di continuare su questa strada”.

Johann è consapevole della voglia di emergere di KTM e del lavoro che lo aspetta, ma non si scompone.

“Io cercherò di essere me stesso. In un team ufficiale ci sono tante cose da provare ma ad un certo punto occorre avere le idee chiare per andare forte e dare indicazioni. KTM ha grandi potenzialità per eccellere ma non si può tornare indietro nel tempo, quindi serve pazienza. Abbiamo anche Pedrosa dalla nostra parte ed è un peccato che l’infortunio alla clavicola gli abbia impedito di essere ai test”.

Ora la prossima fermata sono gli ultimi test in Qatar, ai quali seguirà immediatamente il primo vero ballo della stagione.

“Sarei contento di lottare nei primi dieci confessa il numero 5 – e credo sia un obiettivo plausibile. È difficile dire ora su cosa lavoreremo in Qatar: sono contento di avere tre giorni di test prima della gara, anche se negli Gran Premi successivi sarà tutto diverso dato che dovremo iniziare da una buona base e dovrà già essere quasi tutto a posto. Iniziare con il piede giusto dal venerdì potrebbe essere il nostro punto debole per la stagione, vista la mancanza di riferimento”.

Le cose su cui lavorare come detto non mancano, ma ci sono ovviamente anche aspetti per cui sorridere

“Sono più tranquillo di prima per quanto riguarda la fase di frenata e dunque il fermare la moto, cosa che a novembre faticavo a fare. Il motore ha la giusta spinta in uscita – prosegue – ma tra entrata ed uscita c’è la curva (ride ndr) ed è lì che devo migliorare, devo guadagnare più tranquillità”.

Il primo ad aiutare Johann nello sviluppo sarà il suo compagno di box Pol Espargarò, con il quale il rapporto sembra già buono

“Pol è un bravo ragazzo – racconta – che negli ultimi due anni ha fatto un grande lavoro. Me ne sono vedendo la mole di lavoro che ho avuto in questi mesi, non posso immaginare la sua in due anni. Lui era contento dopo i test per essere riuscito a scendere sotto i due minuti, che è importante anche se alcuni sono scesi sotto l’1’59. Non condividiamo tanto sull’aspetto tecnico, abbiamo due stili diversi e ognuno fa il suo lavoroconclude - ma è una persona piacevole con cui stare”.

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