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MotoGP, Bradley Ray: "La Suzuki GSX-RR? È di un altro pianeta”

Dopo il test di Sepang: "È completamente diversa da tutto ció che ho provato nella mia carriera, ma non mi ha intimorito"

MotoGP: Bradley Ray: "La Suzuki GSX-RR? È di un altro pianeta”

La Suzuki non è impegnata nel mondiale SBK, ma può contare su una presenza molto consistente nel BSB grazie al team Hawk Racing, che nel 2018 ha schierato in pista una giovane promessa britannica. Stiamo parlando di Bradley Ray, che oltre a essersi reso protagonista di una ottima stagione nel British, ha partecipato nel Team Yoshimura alla 8 Ore di Suzuka, chiudendo la gara con un buon decimo posto assoluto in squadra con Guintoli e Tsuda.

Ray non aveva mai visto Sepang prima di questo test, per cui ha prima effettuato alcuni giri in sella alla GSX-R del Team Yoshimura, impegnata in pista anche con lo stesso Tsuda e Kagayama. Oggi Bradley ha invece avuto a disposizione due sessioni da 15 minuti per sperimentare le sensazioni della MotoGP, in quello che sembra essere una sorta di test premio. Evidentemente il talento del britannico non è sfuggito al management sportivo di Hamamatsu.

Abbiamo parlato con Bradley poco dopo la fine del suo test, raccogliendo le impressioni a caldo di un ragazzo che ha potuto coronare un suo sogno.

"Ovviamente guidare la MotoGP è stato per me come coronare un sogno che avevo sin da bambino e ancora faccio fatica a credere che sia successo davvero. Sono emozionato, è stato un qualcosa di molto più intenso di quanto potessi immaginare".

Come è andata, cosa hai trovato in questa MotoGP?

"Ieri ho fatto qualche giro con la GSX-R del Team Yoshimura, giusto per capire le linee di Sepang, trovare tutte le traiettorie. Poi sono salito sulla MotoGP e tutto è diventato diverso, una cosa assolutamente impressionante. Accelera con veemenza, hai difficoltà a tenere giù la ruota anteriore in rettilineo. Anche il cambio è velocissimo, metti le marce ad una velocità che non avevo sperimentato, passi dalla seconda alla sesta in un intervallo brevissimo. E' tutto un altro mondo rispetto alle derivate che sono abituato a guidare. Pensavo che almeno fosse più simile alla specifica che usiamo alla 8 Ore di Suzuka, ma anche se l'elettronica non è poi così distante, tutte le altre cose sembrano venire da un altro pianeta. Però devo ammettere che la guida è abbastanza dolce, molto di più di quanto temessi".

LA TUTA DI BRADLEY RAY DOPO IL TEST

Da quanto tempo era in programma questo test?

"Ne abbiamo parlato una prima volta durante la stagione scorsa, poi un paio di mesi fa mi hanno chiesto se volevo provare a Sepang e ovviamente ho accettato. L'esperienza non potevo perderla assolutamente".

Hai girato nella stessa configurazione di Guintoli e Tsuda?

"Si, la moto era la stessa, ma non ho potuto utilizzare le gomme della MotoGP, Sono contingentate, ne hanno poche e avendo anche i test della settimana prossima non potevano sprecarne troppe. Quindi ho girato con delle gomme production, ma la cosa non ha avuto molto peso. Sono rimasto lo stesso impressionato da ogni singolo aspetto della moto".

Adesso quali sono i programmi per la stagione 2019? Oltre al BSB ci sono altre cose, magari qualcosa legato alla MotoGP?

Per ora il mio impegno è di correre nel BSB, ma stiamo parlando di nuovo per fare la 8 Ore di Suzuka anche quest'anno. Per la MotoGP è ancora presto. In questo Paddock sono abituati a vedere piloti che passano attraverso Moto3, Moto2 e poi arrivano in MotoGP. Non ricordo se mai qualcuno ha fatto il passaggio diretto dal BSB. Non è impossibile, ma è una cosa molto difficile, ovviamente".

Suzuki non ha una squadra in SBK, un campionato che potrebbe essere lo sbocco naturale per la tua carriera in questo momento. Magari potresti pensare di ripercorrere i passi di Dixon, il tuo connazionale che quest'anno corre in Moto2?

"Per ora sono nella famiglia Suzuki e non conosco i piani a lungo termine sulla mia carriera. Di certo una esperienza in Moto2 potrebbe essere una strada, anche perché al momento non c'è una squadra nel mondiale SBK.  Mi piacerebbe restare nell'orbita Suzuki in ogni caso, ma ovviamente dovrò pensare alla mia carriera".

 

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