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MotoGP, Ducati, l'unica missione è vincere

Phillip Morris e Audi ora sono in prima fila, Dovizioso e Petrucci dovranno mantenere le aspettative e stanno costruendo una squadra diversa da tutte le altre

MotoGP: Ducati, l'unica missione è vincere

Solitamente il paesaggio lacustre porta alla calma e alla meditazione, ma non è quello il motivo per cui la Ducati ha presentato in pompa magna la sua squadra specchiandosi sul lago di Neauchatel, in Svizzera. Semmai, togliere i veli alla GP19 nel Cube di Phillip Morris, suo storico sponsor, ha avuto un significato ben diverso. Dovizioso e Petrucci si sono presentati nel centro di ricerca della multinazionale, il luogo dove si pensa al futuro e a cosa riserverà.

È un segnale importante, con il principale sponsor che per una volta si è tolto da dietro le quinte per mettersi in prima linea a fianco di Ducati per l’unica missione possibile: vincere. E il logo ‘Mission Winnow’ (già comparso sulla Ferrari in Formula 1 nel 2018) riecheggia quel concetto e basta masticare pochissimo inglese per leggerlo anche come ‘win now’, cioè vincere ora.

Del resto, dopo due secondi posti consecutivi nel Mondiale, non si può iniziare l’anno se non pensando al titolo. Da grandi aspettative derivano grandi responsabilità e se Phillip Morris è pronta a dare il supporto necessario, anche la Casa madre della Rossa non si è tirata indietro. Il marchio Audi Sport fa infatti (per la prima volta) bella figura sulle carene della Desmosedici. Con due colossi del genere tatuati sulla pelle (e relativi investimenti), è logico che si debba puntare al massimo.

C’è poi un’altra nota che in qualche modo riporta alla vittoria, il rosso. Quello scelto per quest’anno è carico, quasi sanguigno, non disturbato dal bianco o dal grigio come in passato. Il primo colpo d’occhio riporta alla mente la livrea del 2007, quella di Stoner quando vinse il Mondiale con la Ducati.

Le premesse ci sono tutte, ma non bastano le buone intenzioni per laurearsi campioni. Soprattutto quando dall’altra parte della barricata ci sono due pesi massimi come Lorenzo e Marquez, cioè i piloti che hanno vinto tutti i Mondiali dal 2013 a oggi. Per di più guidano la Honda, per cui non occorre spendere molte parole.

Il primo passo è avere la moto migliore e, da questo punto di vista, Gigi Dall’Igna e i suoi uomini sono su un’ottima strada. Proprio per sottolineare la forza del gruppo, durante la presentazione sono stati fatti salire sul palco Davide Barano ed Edordo Lenoci. I loro nomi forse non vi dicono nulla, ma sono rispettivamente il direttore tecnico e il responsabile del reparto aerodinamica del progetto MotoGP. I classici uomini che lavorano nell’ombra, ma che hanno molto peso sui risultati finali.

La struttura è solida e non sembra mancare nulla per puntare in alto ma, alla fine dei conti, tutto è nelle mani dei piloti. Dovizioso rappresenta la certezza, costruita nei 6 anni con Ducati e soprattutto con i risultati delle ultime due stagioni. Petrucci è una scommessa, perché il ternano ha talento e grinta, ma non il curriculum da top rider.

La coppia è inedita e molto diversa da quella dell’ultimo biennio, in cui al fianco di Andrea c’era Lorenzo. Come diversi sono anche i rapporti fra i due, non più la ‘normale’ rivalità fra compagni di squadra (sfociata a volte in qualche frecciatina) ma un clima di collaborazione. Danilo, infatti, ha già lasciato la natia Terni per prendere casa a Forlì, il quartiere generale del Dovi.

I due hanno iniziato ad allenarsi e lavorare insieme, come fossero due colleghi più che due avversari. Una scelta inconsueta in MotoGP e diametralmente opposta da quando succede altrove, come in Honda e Yamaha dove le coppie lo sono solo nel nome.

Diversa è anche la strategia rispetto agli altri team, perché (è inutile nasconderselo) Ducati ha deciso di puntare tutto su Dovizioso. Ricorda quello che accade in Formula 1, dove spesso e volentieri c’è un caposquadra e un gregario, pronto a mettersi al servizio del primo pilota. Andrea ha sottolineato che i galloni da capitano non cambieranno la sua mentalità e che la pressione non sarà un problema, ma tanta fiducia dovrà essere ripagata.

Ducati ha spesso dimostrato che per arrivare al successo è meglio battere sentieri non tracciati, quest’anno ci riproverà. Rosso di sera… bella stagione si spera.

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