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MotoGP, Pernat: "Il 10° titolo di Rossi è nella mani di Yamaha"

LE SFIDE DEL 2019, 1ª PARTE - "Ducati non ha più alibi, è tutto sulle spalle di Dovizioso. La lotta in Honda? Marquez favorito su Lorenzo"

MotoGP: Pernat: "Il 10° titolo di Rossi è nella mani di Yamaha"

Tutti gli sport, e il motociclismo non fa certo eccezione, è basato sulle sfide. Il 2019 della MotoGP ne è ricco, forse ancora più del solito. Ora che è iniziato il conto alla rovescia per i primi test di febbraio a Sepang, abbiamo chiesto a Carlo Pernat quali saranno i temi di questa stagione che sta per presentarsi ai blocchi di partenza.

Carlo, qual è la sfida più attesa dai tifosi secondo te?
Quella di Valentino alla caccia del suo 10° titolo, che è quasi una creatura mitologica (sorride). È una ‘mission impossibile’ alla Tom Cruise, ma nei film diventa possibile”.

Rossi può farcela?
Secondo me il successo dipenderà più da Yamaha che da lui. Rossi è preparatissimo, anche l’anno scorso quando la M1 è stata competitiva, come in Malesia, è stato nelle prime posizioni. Valentino è un animale da gara e sarà lì, ma chiaramente a 40 anni non si hanno più margini di miglioramento e bisogna tenerne conto. Non si può ignorare la differenza di età rispetto ai suoi avversari, alcuni rischi, in determinate condizioni, potrebbe non prenderli mentre gli altri sì. Sono convinto che comunque lui ci sarà, poi molto dipenderà dalla Yamaha”.

Ci sarà una sfida anche all’interno del team per i galloni di capitano?
Sicuramente, tra Valentino e Vinales, ma sarà molto diversa da quella in casa Honda con Marquez e Lorenzo. Da una parte c’è Rossi, che è un pilota molto carismatico, e dall’altra Maverick, che secondo me patisce la pressione del suo compagno di squadra. A mio parere, questa sfida Valentino l’ha già vinta”.

Parlavi di Honda, come descriveresti il confronto fra i due spagnoli?
È la sfida principale dell’anno ed è doppia: esterna, per vincere il Mondiale, ed interna, perché si trovano nella stessa squadra. Questa sarà la sfida numero 1 perché si affrontano due piloti che vogliono vincere e con due personalità diverse: Marc è uno che sorride sempre anche quando tira qualche colpo gobbo, Jorge invece è fumantino, è più difficile per lui trovare un equilibrio ma quando lo raggiunge è il pilota più completo di tutti. Quando invece non ci riesce ha alti e bassi e può fare errori sia in moto sia nelle dichiarazioni”.

Quale sarà la qualità fondamentale per vincerla?
Sarà una sfida dettata oltre che dalla forza anche dall’equilibrio mentale e vedo abbastanza avvantaggiato Marquez. Però Marc si è operato alla spalla e Jorge ha dalla sua parte le motivazioni di una nuova avventura, quindi potrà succedere di tutto”.

In Ducati, invece, ci sono Dovizioso e Petrucci e i due hanno detto di volere collaborare non di lottare..
In Ducati la sfida interna è più labile, fra due piloti che sono molto tranquilli psicologicamente e non credo che creerà grandissimi problemi. Sicuramente Petrucci ha l’occasione della vita e cercherà di sfruttarla. Danilo si è costruito da sé, bisogna rendergliene merito, non avendo fatto il percorso classico delle classi minori, non è un talento naturale come possono esserlo Valentino e Marquez, è arrivato nella squadra ufficiale con i sacrifici e meritandoselo. Ora ha questa possibilità e vedremo come se la giocherà. È evidente che nell’uno contro uno è più debole dei suoi avversari”.

La Rossa arriva da due sconfitte consecutive, c’è il rischio che venga bollata come eterna seconda?
La Ducati oggi è la moto di riferimento ed è stato Dall’Igna a farla diventare ciò che è. Fino a 3 anni fa tutti volevano una Yamaha, e infatti a Borgo Panigale per avere Lorenzo dovettero spendere tantissimi soldi, ora le cose sono cambiate. Quindi ora è tutto sulle spalle di Dovizioso perché non ci sono più abili sulla competitività della moto”.

Quindi Ducati ha, in certo senso, già vinto?
Dall’Igna è stato intelligente a non sfidare i giapponesi sul loro campo. Gigi è stato abile, furbo e capace a combatterli sull’aerodinamica, un settore in cui loro non sapevano nulla, infatti hanno cercato di boicottarlo. Siamo arrivati a oggi in cui i giapponesi devono inseguire la Ducati e questa è stata la sfida più importante che ha vinto Dall’Igna”.

Però manca il titolo, Dovizioso riuscirà a conquistarlo?
Credo che Dovizioso abbia già fatto il salto di qualità, se chiamiamo Marquez fenomeno lui è un quasi-fenomeno perché è riuscito a batterlo e così facendo ha acquisito quell’ultimo guizzo che gli mancava. Ora è tutto nelle sue mani.

Dall’altra parte ci sono Marquez e Lorenzo…
Sulla carta, non c’è storia fra la squadra messa in campo da Honda con Marquez e Lorenzo e quella da Ducati con Dovizioso e Petrucci. Però ci sono una moto di riferimento, un Dovizioso che ha fatto il salto e un Petrucci che ha l’occasione della sua vita, tante motivazioni che possono influire sul risultato finale”.

Può essere questa l’arma segreta del Dovi?
“Il pilota vive di motivazioni, al di là del talento, e se non le hai te le devi creare, anche i piloti che vincono devono farlo. A Biaggi dicevo: devi crearti un nemico, se sei da solo guarda la tua ombra, è quello il tuo nemico”.

Le sfide che ci attendono nel 2019 non sono certo finite, ne parleremo ancora con Carlo Pernat nei prossimi giorni. Stay tuned!

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