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MotoGP, Petrucci ai Ducatisti: "Aspettate prima di giudicarmi"

"Per la Rossa ho rinunciato alle vacanze. Dovizioso? Lavorando al suo fianco potrò essere il miglior Petrucci che ci sia mai stato in MotoGP"

MotoGP: Petrucci ai Ducatisti: "Aspettate prima di giudicarmi"

A casa Petrucci Babbo Natale è passato con qualche mese d’anticipo, per la precisione a giugno, quando gli ha consegnato la moto ufficiale per il 2019. Nei test di Valencia e in quelli di Jerez, il pilota ternano ha iniziato a scartare il proprio regalo, prendendo confidenza con la Rossa di Borgo Panigale. Con la Ducati Danilo ha realizzato un sogno che inseguiva da tempo, ma adesso inizia la sfida più difficile, ovvero essere protagonista e non far rimpiangere l’addio di Lorenzo.  

“Quest’anno diciamo che ho festeggiato in anticipo le feste – ha scherzato Danilo, in occasione della festa di Natale in casa Nolan – correre con la Ducati ufficiale era il mio obiettivo da quattro anni, ovvero quando iniziai la mia avventura con Pramac. Da quel momento ho sempre cercato di studiare e capire come si comportavano i piloti Factory per crescere ed essere più veloce”.

In queste ultime stagioni, anche se eri in Pramac, hai comunque avuto la moto degli ufficiali. Pensavi di essere così forte fin da subito nei test?

“Lo volevo e devo dire che è stata una piacevole conferma. Già a Valencia sono riuscito a essere competitivo, anche in gara avevo un buon ritmo, peccato poi per la caduta. Jerez rappresentava invece la cartina tornasole, dato che è una pista diversa e più volte complicata per la Ducati, invece fin dall’inizio siamo riusciti a essere davanti. Ovviamente il riscontro cronometrico conta fino ad un certo punto, ma andare in vacanza sereni era importante”.

Quanto è grande il salto da Pramac al team Factory?

Già nei test è stato positivo avere così tante persone al fianco, c’era davvero moltissima gente con cui parlare ed è una cosa che mi ha colpito. Quando rientro ai box, ad esempio, e faccio il meeting tecnico, non vedo nemmeno dall’altra parte per via delle tante persone”.

Il prossimo appuntamento sono i test di Sepang. Cosa hai chiesto alla Ducati?

“Non ho chiesto nulla di particolare alla squadra, anche perché la moto già la conoscevo e penso che il telaio abbia una buona base. Le richieste a livello di ergonomia sono inoltre state soddisfatte e non so cosa avremo di nuovo. In queste settimane sono stato in Ducati, ma più che altro per questioni di rappresentanza e non per meeting tecnici”.

Danilo Petrucci quanto dovrà ancora crescere per questa avventura con i colori Factory?

“Essere in Ducati è un onere e un onore alla stesso tempo, dato che la concorrenza è più agguerrita che mai. Mi aspetto infatti che la Honda sarà fortissima, così come le Suzuki e la Yamaha. Io devo crescere ancora un poco, ma quel poco  è veramente tanto. Forse è proprio questa la sfida più complicata, ovvero rimanere nei primi tre, dato che nei primi cinque non basta più. Al momento non so ancora se sarò capace o meno, personalmente credo di sì, ma di certo dovrò alzare il livello”.

Troverai al tuo fianco Dovizioso, che sarà il tuo punto di riferimento.

Andrea è un bravissimo ragazzo, ancora prima che un bravo pilota. Lavorando al suo fianco potrò essere il miglior Danilo che ci sia stato in MotoGP”.

Ai tifosi della Ducati invece cosa dici? Lo scorso anno molti sostenevano che meritavi la moto ufficiale, in questa stagione invece hanno storto invece il naso dopo l’addio di Lorenzo.

Direi di aspettare a giudicarmi, dato che vorrei avere alcune gare a disposizione per esprimere il mio potenziale e mettermi alla prova. So di avere un grande occasione e proprio per questo sono ancora più affamato, dato che c’è in ballo il rinnovo del contratto”.

Abbiamo citato Lorenzo. Come vi siete lasciati dopo la gara di Valencia e quale qualità gli ruberesti se avessi una bacchetta magica?

“Con Jorge abbiamo avuto modo di parlarci e allo stesso tempo ci siamo scambiati gli auguri per le rispettive nuove avventure. Cosa gli ruberei? Direi la sua meticolosità, ovvero trovare ancora di più il dettaglio e la precisione con la moto”.

La prima gara del Mondiale è in Qatar, una pista dove la Ducati è sempre stata competitiva. Cosa rinunceresti pur di vincere al debutto?

“Rinuncerei alla vacanza che comunque non farò, così come a tutti i dolci, da oggi fino al Qatar (sorride). Tra l’altro quest’anno nemmeno vado in vacanza, anche perché se dovessi andare non riuscirei nemmeno a rilassarmi, visto che la mia mente è focalizzata solo sulla moto”.

Un’ultima battuta: lo rivedi un po’ in te questo Pecco Bagnaia?

 “Già dai primi test ha dimostrato tutto il suo talento, lo vedo addirittura meglio rispetto a Petrucci quando è arrivato in Pramac. È anche vero che erano moto diverse, ma Pecco sarà uno dei prossimi top rider in MotoGP”.  

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