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“Il Monza Rally Show non è Rossi dipendente”

Parla il direttore dell’Autodromo: “Questa corsa esiste da 40 anni, per il 2019 puntiamo ad avere le Case ufficiali e valutiamo lo sterrato”

News: “Il Monza Rally Show non è Rossi dipendente”

È stata una delle edizioni più discusse di sempre. Già, perché c’è chi ha detto non fosse giusto autorizzare la presenza delle WRC Plus, chi invece sostenuto che la gara fosse fatta su misura per fare vincere Rossi e chi dell’idea che l’attuale format abbia stufato e di conseguenza sia necessario un ritorno al passato con la gara spostata anche nel parco.

Di cosa stiamo parlando? Facile intuirlo, del “Monza Rally Show”, l’evento che chiude la stagione agonistica dell’autodromo brianzolo e ha visto nell’ultimo weekend ben 58 mila presenze in Autodromo, tremila in più rispetto al 2017.

Per l’organizzazione i numeri confermano ancora una volta l’appeal della kermesse brianzola, anche se gli sforzi sono già focalizzati sull’edizione 2019. Ne abbiamo quindi parlato con Pietro Benvenuti, neodirettore dell’Autodromo.      

Benvenuti, questo è stato il suo primo Monza Rally Show da diretto. Qual è il bilancio?

“Sicuramente è stato positivo. Inizialmente avevamo il dubbio della data, dato che era la prima volta che la gara si disputava in occasione del ponte dell’Immacolata. Il meteo ci ha sicuramente dato una mano e credo che alla fine i 58 mila appassionati siano stati entusiasti dello spettacolo, come tutti noi”.

Tra i piloti più attesi del Monza Rally Show c’è Valentino Rossi. Questo è l’unico appuntamento dove un appassionato può avvicinarsi al Dottore acquistando un biglietto semplice, dal momento che nel Motomondiale nel paddock non si entra.  

Questa è la nostra logica, il nostro obiettivo è proprio quello di portare il pubblico al centro del paddock e consentire che abbia il contatto diretto con il proprio beniamino, che sia Rossi o un pilota di rally o un personaggio dello spettacolo. Vogliamo infatti avvicinare i piloti alla gente e questa è la nostra idea anche per le altre competizioni in calendario”.

È vero che il Monza Rally Show è Rossi dipendente?

“Agli occhi di tutti forse può sembrare, dato che Rossi è un personaggio che muove tantissime persone. Io credo però che il rally debba avere una vena rivolta al Motorsport in continua evoluzione. Quando il Rally di Monza è iniziato 40 anni fa, Valentino non c’era, mentre il pubblico si, perché questa gara è sempre stata una manifestazione di richiamo e divertimento. C’è poi un altro dato interessante, secondo un sondaggio il 31% delle persone viene in circuito per le macchine e la gara, il 21% per i piloti. Detto questo, a noi organizzatori tocca il compito di proporre sempre qualcosa di nuovo per catturare l’interesse della gente, dato che se Rossi dovesse saltare un’edizione non possiamo annullare la corsa. Quest’anno abbiamo deciso di aprire la manifestazione alle Plus, inoltre c’era il salto davanti ai box”.

Lei ha citato le Plus. C’erano 4 Fiesta a questa edizione. Forse è mancata la giusta controparte per aumentare lo spettacolo. Magari delle Hyundai o delle Toyota?

“Sono d’accordo con questa sua idea ed è proprio l’obiettivo del 2019. L’evento organizzato a Milano, dove abbiamo portato le WRC Plus in piazza Duomo, aveva lo scopo di avvicinare il pubblico e di aprire una strada con il l’organizzatore del Mondiale Rally per una futura collaborazione con loro al Monza Rally Show. Questo significa accogliere le Case ufficiali al via della gara, andando ad aumentare lo spettacolo”.

A fine gara Rossi e Cairoli hanno avanzato due proposte per il 2019. Il primo di tornare nel parco, il secondo di portare la terra in alcuni tratti del circuito come fanno già nella MXGP.

“Queste indicazioni sono sicuramente da prendere in esame, anche se poi bisogna confrontarsi con il contesto di Monza, dal momento che la pista si trova all’interno di un parco. Forse tornare a correre nel bosco è complicato, ma l’idea di portare la terra in alcuni tratti della pista potrebbe essere la più ragionevole e realistica. Bisogna iniziare a lavorarci da subito”.

Qual è il suo sogno per la prossima edizione?

“Vorrei vedere i quattro piloti ufficiali delle quattro Case in griglia”.

Qualche anticipazione per il 2019?

“Non l’abbiamo ancora, anche se tra le proposte si sta valutando di riportare la data all’ultimo weekend di novembre come in passato. Noi però dobbiamo anche tenere in considerazione gli appuntamenti del Mondiale Rally, così come quelli della MotoGP, dato che a fine novembre c’erano i test quest’anno”.

Un’ultima domanda: quest’anno c’era un solo motociclista. Tornando indietro nel tempo abbiamo visto Dovizioso, Lorenzo, Pasini e molti altri.  Li ritroveremo in futuro?

“Anche quello è uno degli obiettivi, purtroppo qust’anno i tanti impegni di fine stagione hanno infatti visto alcuni piloti assenti, ma li rivedremo”.  

   

   

 

 

 

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