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MotoGP, Mir: “Dopo l’incidente mi sentivo come RoboCop”

Joan: “La Suzuki ha una buona base, mi sto concentrando più sulla componente tecnica che lo stile di guida”

MotoGP: Mir: “Dopo l’incidente mi sentivo come RoboCop”


I test di Jerez hanno messo a dura prova Joan Mir, ma alla fine il rookie della classe regina ha archiviato il giovedì con il 14° crono davanti alla KTM di Pol Espargarò. Tanto lavoro per il portacolori Suzuki, impegnato a provare il materiale portato dalla Casa giapponese.

“Insieme al team abbiamo valutato diverse cose e credo sia normale quando lavori per una Casa importante come la Suzuki. Sono molto contento, dato che dovevamo fare alcune comparazioni tra le novità e il materiale della scorsa stagione e le idee sono più chiare. Ovviamente alcune cose mi sono piaciute mentre altre no. In questi casi bisogna essere convinti e certi del materiale che si va ad escludere”.

Stamani lo spagnolo si è presentato in pista dopo la caduta rimediata mercoledì.

“Appena svegliato mi sentivo come RoboCop – ha scherzato – avvertivo infatti diversi dolori, soprattutto alla guida, però questo non si è rivelato un ostacolo nel salire in sella alla Suzuki. Sono felice di come è andata questa due giorni, anche perché ho avuto modo di confrontarmi con Rins e valutare le sensazioni che avevamo”.

Mir entra poi nel dettaglio del lavoro.

Ci siamo concentrati sul telaio e il motore, ma al momento non abbiamo ancora idea di quale sia il migliore e possa fare la differenza. Abbiamo comunque fatto tutte le valutazioni necessarie ed in seguito comunicate ai nostri ingegneri che le analizzeranno in Giappone”.

Dal volto dello spagnolo trapela quindi una certa fiducia.

“La base della Suzuki è buona e competitiva e sono convinto di poter essere veloce. In questi test mi sono più che altro concentrato sull’aspetto tecnico, anziché lo stile di guida. Ho avuto modo di imparare ulteriormente e penso che il bilancio sia positivo”.  

 

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