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MotoGP, Petrucci: non ho pensato al tempo, eppure sono primo!

"Contento soprattutto del passo con gomme usate. Con le novità la moto ti permette di fare sempre le stesse cose, ed più stabile sull'anteriore"

MotoGP: Petrucci: non ho pensato al tempo, eppure sono primo!

Non sarà una vittoria o una pole position, ma questo giorno Danilo Petrucci probabilmente lo ricorderà per un po’ di tempo. Chiudere per la prima volta in cima alla classifica in sella alla Ducati ufficiale non è certo qualcosa da tutti, e nel caso del ternano può essere già una piccola ricompensa dei tanti di anni duro lavoro “Da mediano”, per usare le parole di Ligabue.

“Dà soddisfazione essere davanti anche se oggi conta poco dato che non danno punti apre Danilo – ma quando sei stato il più veloce è oggettivo, anche se nei test non tutti si concentrano sul tempo ma nemmeno noi. Siamo comunque stati davanti da stamattina e come a Valencia mi sono sentito bene, soprattutto sono contento del passo avuto con le gomme usate. In ogni caso c’è da prenderlo con le pinze questo fatto essendo inverno, e considerando che i maggiori problemi li ho avuti con il caldo”.

Danilo sottolinea anche il tanto lavoro svolto come tester, che avvalora la sua prestazione

“Non abbiamo fatto particolari modifiche all’assetto ed abbiamo provato tanti pezzi, cosa che richiede tempo dato che una volta provata la novità devi tornare indietro per capire. Oggi abbiamo avuto anche un problema che ci ha costretto a restare fermi, ma sono contento delle sensazioni in sella e dell’armonia che c’è con la squadra”.

A proposito del team, il numero 9 sta provando l’ebrezza di essere per la prima volta in un team ufficiale

“Ero curioso dato che è la mia prima volta con un team ufficiale. Abbiamo gli ingegneri che lavorano anche a casa ed in generale ti puoi spiegare molto meglio, loro fanno domande molto precise e ognuno guarda la propria area, inoltre hai tante più persone con cui parlare e che ti danno indicazioni sul fatto che qualcosa vada o meno. Sinceramente mi sono trovato molto bene, sia da parte mia che della squadra c’è voglia di fare bene e questo mi piace molto”.

Petrux scende poi nei dettagli, parlando delle novità provate

“La nuova moto l’abbiamo già provata a Valencia, anche se in realtà si parla ancora di un ibrido dato che non è ancora la moto che avremo l’anno prossimo. Non so ancora in che direzione andremo, io provo dei componenti ma per una questione di sensazioni non mi dicono cosa hanno cambiato, preferiscono che sia io ad accorgermene per capire se funziona o meno. Al momento meno cose mi dicono meglio è (ride), comunque la moto ora funziona e stiamo scegliendo le cose per capire la direzione da prendere. Con Dovi ci stiamo dividendo il lavoro, ma non so se stiamo facendo lo stesso”.

Il lavoro sta già pagando, dato che si avvertono i primi progressi rispetto alla GP18

“Il mio problema è sempre stato quello della temperatura delle gomme eccessivamente alta, cosa che nelle ultime due uscite sembra non ci sia stato. Vedo una moto che mi permette di fare le stesse cose anche se le gomme calano e questo mi piace: questo ti permette di dare indicazioni più precise, dato che quando non le riesci più a fare individui subito il problema. È migliorata anche la stabilità sull’anteriore, ed essendo la moto un oggetto che va avanti direi che è importante”.

Danilo tra l’altro sta lavorando anche su sé stesso, ossia sul suo stile di guida

“Gli ingegneri mi hanno detto che facendo certe cose si va più forte: in particolare devo mettere da parte l’istinto quando guido, perché per un giro puoi essere veloce ma qui la gara è di 27 giri, quindi puoi fare tre giri veloce ma poi scaldi le gomme. Nei test ovviamente c’è più calma quindi posso lavorare di più sullo stile di guida, sto lavorando ma vedremo a Sepang se sto facendo bene”.   

Dall’esterno c’è già l’impressione che le Ducati facciano paura, ma Danilo non perde la calma

“Sono contento che lo dicano, io penso che siamo andati forte sin dalla prima uscita ma c’è da dire che sono test, quindi Marquez non ha fatto il matto mentre Dovi è stato sfortunato ed è caduto davanti a me. In quel punto lui era molto veloce, entrava molto più forte di me, solo che l’ho visto perdere l’anteriore ed è ruzzolato un po’, ma stava comunque migliorando il mio tempo. In ogni caso siamo stati veloci, e soprattutto con la gomma usata ho girato tre o quattro decimi più lento del mio miglior tempo”.

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