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Bagnaia: "Non credo ci si possa abituare alla MotoGP"

"La prima cosa che ho pensato? Semplicemente impressionante. È una figata provare la vera potenza, la frenata la cosa più difficile"

MotoGP: Bagnaia: "Non credo ci si possa abituare alla MotoGP"

Sapete qual è la differenza tra la Moto2 e la MotoGP?” chiede Pecco Bagnaia al termine della prima giornata di test a Valencia. Poi apre le mani e mostra i calli freschi sui palmi: “è questa” sorride. Il dolore però è completamente sopraffatto dalla gioia per avere assaporato una minima parte del potenziale della Ducati e l’11° tempo finale, a meno di un secondo dal migliore, è un ulteriore soddisfazione.

Cosa ho detto quando sono tornato ai box dopo la prima uscita? Impressionante - rivela Francesco - Penso che non ci possa mai abituare a guidare una MotoGP. Per quanto vai forte, c’è sempre qualcosa in più”.

Pecco ha iniziato a capirlo oggi.

È stata una sensazione bellissima andare così forte in rettilineo, sentire la vera potenza è una figata! - cerca di tradurre le emozioni in parole - Mi è piaciuta la sincerità della connessione tra la manopola del gas e la potenza che arriva alla ruota posteriore. Forse è stato anche perché abbiamo deciso di iniziare usando poco i controlli elettronici, e io sono stato d’accordo con questa scelta. In questo modo ho potuto sentire le varie sensazioni con meno filtri, domani ci sarà tempo per aumentare i controlli”.

Anche perché Bagnaia è ben consapevole di essere solo all’inizio di una strada molto impegnativa.

Ho fatto appena 38 giri, ci sta che ci siano ancora tanti aspetti da migliorare - osserva - Per essere il primo giorno sono soddisfatto, dire che siamo in bolla” sorride.

Pecco sa anche qual è il punto principale su cui lavorare, almeno in questo primo periodo di adattamento alla classe regina.

La frenata, è veramente difficile capire quale sia il limite, continui a forzare e non sai se la ruota anteriore si bloccherà o se ti ribalterai - spiega - È una fase della guida molto diversa dalla Moto2, in cui devi essere aggressivo nel primo tocco ma poi lasciare i freni per portare velocità in curva. Invece, con la MotoGP, devi essere dolce nella prima parte della staccata e poi diventare sempre più aggressivo. Non è facile, oggi ho cercato di concentrarmi sul questo punto, ma ho molto margine di miglioramento dappertutto.

Anche perché il campione del mondo della Moto2 oggi non ha fatto grandi cambiamenti sulla moto.

Non ho ancora iniziato ad adattare la Ducati a me, prima devo imparare - sottolinea - Prima di salire sulla Desmosedici non mi ero messo nessuna idea in testa e, sinceramente, ricordo poco anche di quel breve test di due anni fa. Sicuramente la potenza è qualcosa di incredibile, come la stabilità in frenata. Inoltre, personalmente, non sono mai stato troppo forte in questa pista, ma questa moto gira tantissimo in curva, mi ha aiutato”.

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