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MotoGP, Valencia: il Bello, il Brutto e il Cattivo

La pioggia si porta via il 2018 con il trionfo di Dovizioso, la sorpresa di Oncu e tanti, troppi, errori

MotoGP: Valencia: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Il 2018 se lo porta via la pioggia e in tanti sperano che sul proprio 2019 brilli il sole. Dovizioso accende la luce sul suo finale di stagione, Rins lo copia mentre Pol Espargarò rimane quasi abbagliato dal podio con la KTM. Gli altri rimuginano dopo avere toccato l’asfalto: Marquez che cade (solo) quando non ha nulla da perdere e Valentino quando avrebbe tutto da guadagnare.

Poi c’è Can Oncu, che arriva dalla Turchia e trasforma il sogno in realtà in poco più di 20 giri. Valencia ha regalato le ultime emozioni dell’anno passato e farà lo stesso con le prime di quello futuro.

IL BELLO – Anche se dopo la gara di Valencia, Andrea Dovizioso parlava della vittoria con lo stesso trasporto riservato al racconto di un intervento dentistico, i complimenti sono comunque meritati. Sarà anche stato un trionfo fuori tempo massimo, ma mischiare lo champagne con l’acqua a volte può essere una buona idea. La Ducati ha finito la stagione come l’aveva iniziata, con una vittoria. Speriamo che sia di buon auspicio.

IL BRUTTO – È impossibile non volere bene a Dani Pedrosa, perché piloti si diventa ma signori si nasce e lui… lo nacque. Rimane il rimpianto di non averlo mai visto campione in MotoGp, ma questo non toglie nulla alla sua grandezza, nonostante la statura. È sempre stato corretto e sincero, purtroppo non si può dire lo stesso di chi lo ha scaricato senza troppi complimenti dopo una vita passata con il marchio della Honda. KTM ringrazia per il regalo. Il brutto è non vederlo più correre.

IL CATTIVO – Non è mai elegante sparare sulla croce bianca (considerata la nazionalità) ma è impossibile non notare come Tom Luthi non sia riuscito a portare a casa neppure un punto della sua stagione in MotoGP. Lo svizzero nelle classi inferiori era stato protagonista, in quella regina poco più di una comparsa. Ha deciso di retrocedersi d’ufficio in Moto2, speriamo che con un passo indietro possa fare due in avanti.

LA DELUSIONE – La vittoria è una ragazza che fa la ritrosa per Valentino Rossi. Accetta l’appuntamento ma lo disdice all’ultimo momento, per due volte consecutive. Il Dottore è troppo innamorato di lei per rinunciare, ma se ne parlerà l’anno prossimo. Rimane la soddisfazione di esserci andato vicino, ma in MotoGP chi si accontenta non gode.

LA CONFERMA  – Alex Rins rischia di passare inosservato con i suoi modi garbati e la gentilezza. Però in pista tira fuori il peggio di sé, che alla fine dei conti è anche il meglio. Più podi e punti di Iannone, non il primo arrivato, ma soprattutto una crescita costante. Suzuki cerca da tempo il suo nuovo Schwantz, che parli spagnolo?

L’ERRORE – In questo caso la lista è sconfinata, si parte da Bezzecchi, si passa da Arbolino e si finisce con sua maestà Marquez, in mezzo ci sono Petrucci, Miller, Vinales, Morbidelli, Marini e chi più ne ha più ne metta. L’errore è democratico, non guarda in faccia a nessuno.

LA SORPRESA  – Ora tutti a dire che Can Oncu è un predestinato, un talento cristallino, un campione in erba, ma fino a ieri non sapevano neppure come si pronunciasse il suo nome. Resta il fatto che il turco abbia riscritto la storia del motomondiale nel solo spazio di una gara (purtroppo per Redding, che in poche ora ha salutato la MotoGP e il suo unico record). Diamo tempo al tempo, ma teniamo anche un occhio sul ragazzo.

IL SORPASSO – Solo per avere tentato un sorpasso all’esterno su Marquez, Pol Espargarò meriterebbe una medaglia. Non ci è riuscito, ma ci è andato vicino. Invece sul podio ci è proprio salito, anche se non ci credeva. Bravo Polyccio e brava Ktm, tutti sono contenti.

LA CURIOSITA’ – Fino a qualche anno fa i caschi speciali erano una piacevole curiosità, ma il troppo stroppia. A Valencia fra caschi di addio, arrivederci, gara di casa, compleanno, anniversario, natività, Pasqua e Capodanno, chi tiene la stessa grafica per due GP viene messo in un angolo e bullizzato. Non pubblichiamo nessuna foto per ripicca.

IO L’AVEVO DETTO –Prendere rischi? No, i test sono più importanti della gara”. Ormai neppure lo stesso Marquez crede più a certe sue dichiarazioni.

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