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MotoGP, Dovizioso: "Ho imparato a ridare gli schiaffi dopo averli presi"

"In passato non riuscivo a riprendermi. Vincere a Valencia è una senzazione strana, ma so che contro Marquez serve di più"

MotoGP: Dovizioso: "Ho imparato a ridare gli schiaffi dopo averli presi"

Vincere a Valencia, riportando la Ducati davanti a tutti dopo 10 anni su una pista mai digerita, non è certamente il finale di stagione su cui Dovizioso avrebbe scommesso. “Io di solito fatico su questo circuito fatico già dal mercoledì, quando inizio a pensare che dovrò venire a correre qui” scherza Andrea dopo l’impresa. Invece questa domenica tutto è andato per il verso giusto e il Dovi è riuscito a trovare la rotta in un tracciato che sembra un lago tanta era l’acqua.

Qual è la sensazione dopo essere riuscito a sconfiggere questo tabù?
Strana, come sono state strane questa gara e tutta la stagione. Però voglio guardare a quest’annata in modo positivo perché tutto quello che è successo ci ha permesso di diventare ancora più competitivi”.

Anche questa vittoria ti lascia qualcosa?
Fa certamente bene all’umore, perché questo successo lo porterò con me a lungo durante l’inverno. Dall’altra parte è stata la conferma di essere capaci ad adottare la giusta strategia, a sistemare la moto anche quando non iniziamo il fine settimana nel migliore dei modi, a fare le mosse giuste, tutto ciò è sintomo di tranquillità. Ma erano cose che sapevamo già, non sono una sorpresa”.

Cosa vuoi dire?
Che sono contento, ma questa vittoria non ha effetti su quello che dobbiamo migliorare. Abbiamo vinto lavorando bene, ma ci eravamo già riusciti in passato. Dobbiamo concentrarci su quello che ci manca, non su quello in cui sappiamo di essere bravi”.

Non sembri così entusiasta…
Per come sono fatto io, questa vittoria non cambia nulla. Forse perché quando vinci facendo troppi giri in testa hai tempo per pensare e per metabolizzare le emozioni (ride). Io guardo in faccia alla realtà e Marquez ieri si è fatto male a una spalla, è partito dalla seconda fila e oggi ha lottato nelle prime posizione. So contro chi sto giocando”.

In un certo senso questa vittoria aumenta i rimpianti?
Io penso che se anche avessimo commesso pochissimi errori, sarebbe stato comunque difficile vincere il titolo. Honda e Marquez sono stati più forti e bisogna riconoscerlo, io non ho problemi a farlo. Come riconosco che gli errori ci hanno aiutato a migliorare, ci hanno dato la botta giusta per cambiare strada. I rimpianti ci sono sempre, ma non ha senso parlarne”.

La Ducati è migliorata e tu?
In passato mi era già capitato, purtroppo più di una volta, di prendere schiaffi dal mio compagno di squadra e non riuscivo a riprendermi. In questa stagione è stato l’opposto, quando li ho presi poi li ho restituiti più forte, lo ho fatto velocemente e ho finito l’anno senza ematomi (ride)”.

Lorenzo ti mancherà?
I suoi dati quando è stato più veloce di me, è stato molto importante poterli studiare”.

Oggi in tanti vorrebbero studiare i tuoi…
È stata una gara strana, come ho detto, perché Rins è partito come un pazzo e li ho dovuto decidere se seguirlo o meno. Avrei preso troppi rischi e ho scelto di non farlo. Poi, quando è aumentata la pioggia, sono diventato più veloce, ma Valentino lo era più di me, quasi un secondo al giro”.

La bandiera rossa è arrivata al momento giusto?
Ho alzato la mano perché in Safety Commission la Direzione Gara aveva chiesto a noi piloti di dare un segnale se le condizioni fossero troppo pericolose. Tornato ai box, con la squadra abbiamo modificato la moto perché non avevo aderenza al posteriore, per quel motivo Valentino era molto migliore di me in frenata e in inserimento di curva. Inoltre eravamo riusciti a risparmiare gli pneumatici e quindi avevo ancora un treno di gomme nuove, questo ha fatto una grande differenza perché né Rins né Rossi le avevano”.

Non hai commesso neppure una sbavatura, al contrario di quanto successo in altre gare…
In verità la costanza è sempre stato uno dei miei punti di forza, ma quest’anno è andata diversamente. Il problema è stato non essere partiti con la moto del tutto a posto all’inizio della stagione e quindi dovere recuperare”.

Quello è il passato, tra due giorni inizierà il 2019. Cosa ti aspetti?
Mi piacerebbe trovare una moto che curva in modo spettacolare, ma sono che non è possibile. Stiamo lavorando sulle rifiniture e sarà importante capire subito la giusta direzione da prendere. Honda e Marquez sono forti, Suzuki e Yamaha sono spesso davanti, dobbiamo migliorare”.

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