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MotoGP, Dall'Igna sogna: Ducati Desmo in Moto3 e sospensioni intelligenti

2a Parte - "Sospensioni attive per  moto più sicure su strada. Una Moto3 Desmo per noi sarà strategica. Marquez? Ci penseremo nel 2020"

MotoGP: Dall'Igna sogna: Ducati Desmo in Moto3 e sospensioni intelligenti


Un progettista non vive di sole vittorie e di rincorse mondiali. Uno come l'ingegner Dall'Igna, da due anni in corsa per il titolo con Andrea Dovizioso contro un superlativo Marc Marquez pensa, contemporaneamente, anche al futuro.

Alla MotoGP che amerebbe se non fosse obbligato da regolamenti sempre più restrittivi a porre un freno a mano alla sua intelligenza.

Ecco dunque, nel seguito dell'intervista pubblicata QUI, il Generale Gigi parlare a ruota libera di quelli che sono i suoi sogni: una moto più intelligente di quella attuale, come viatico per un mezzo non solo sempre più veloce, ma soprattutto sempre più sicuro per l'utenza sportiva su strada.

Quindi una elettronica applicata alla parte dinamica: le sospensioni ed i freni. Perché è assurdo promuovere il 'Cornering ABS' sulla panigale di serie e poi non poterlo sviluppare nelle competizioni.

Con un occhio, sempre, alla crescita dei giovani piloti, per cui per Dall'igna l'ingresso di Ducati in Moto3, fermo per il momento al livello di ipotesi, nel futuro diventa addirittura strategico.

Cosa bolle in pentola nell'immediato per la futura GP19 e quali libertà vorresti come ingegnere.

I SOGNI: SOSPENSIONI ATTIVE - "Abbiamo delle idee per migliorare la moto che sperimenteremo da qua ai test del Qatar. Devo trovare il modo di migliorare la moto a centro curva, che è ancora un punto sul quale dobbiamo insistere. In tutta la mia carriera non ho mai cercato scuse, non ho mai detto di non vincere per colpa di un pilota o di un tecnico. Io devo fare il massimo con quello che ho e lo stesso devono fare tutti quelli quelli che lavorano con me, pilota compreso. Come ingegnere, ma anche dal punto di vista della ricaduta sul prodotto di serie, credo invece che, senza problemi di budget, che è giusto che ci siano, ci sarebbe bisogno di lavorare su elettronica, sospensioni e impianto frenante. Quindi parlo di abs e sospensioni attive. Un lavoro del genere porterebbe a un aumento delle prestazioni ma soprattutto della sicurezza delle moto".

In Ducati siete proprio sicuri di puntare tutto su Dovizioso? Molti pensano che fra poco inizierà la caccia a Marquez per il 2021.

MARQUEZ 2021? PER ORA DOVI 2020, POI SI VEDRA' - "Bisogna tenere presente che non so cosa vorrà fare Andrea alla fine di questo contratto. È umano pensare che prima o poi avrà voglia di fare altro. Di Valentino, che correrà fino a 41 anni ce n’è uno solo. Sta facendo qualcosa di straordinario alla sua età correndo ancora con il livello attuale della MotoGP. Adesso è troppo presto per iniziare a ragionare su quelli che saranno gli assetti di Ducati quando scadrà il contratto di Dovizioso. Penso che sia più opportuno dedicarci ad altre cose".

Hai altri desideri, oltre a vincere il mondiale della MotoGP?

DUCATI IN MOTO3: E' STRATEGICO - "Sia io sia la Ducati dobbiamo tanto alla SBK e mi piacerebbe che quel campionato tornasse a splendere come una volta. Però bisogna riconoscere che noi stavamo vivendo un’anomalia in passato. Nessuno sport motoristico ha due campionati simili giocati ad alto livello. Anche se si andrà a modificare qualcosa, difficilmente si potrà tornare ai fasti della SBK del passato. Mi piacerebbe anche progettare una nostra Moto3 desmodronica. Penso che strategicamente per Ducati sia importante".

 

Questa intervista è stata pubblicata sul Corriere dello Sport di sabato 27 ottobre

 

 

 

 

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