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MotoGP, Pernat: "Marc Marquez ha due piloti dentro di sé"

"Quando questi due combaceranno non ci sarà più storia. Rossi? Quando perdi gli occhi da tigre diventa difficile risolvere i problemi"

MotoGP: Pernat: "Marc Marquez ha due piloti dentro di sé"

Marc Marquez ha preferito evitare di fare calcoli e in Giappone è arrivato il settimo titolo iridato. Ha voluto chiudere i giochi in bellezza, ovvero vincendo. Meglio di così non poteva quindi andare il fine settimana del Twin Ring per lo spagnolo, che ha lasciato agli avversari soltanto le briciole. Dovizioso è finito a terra sul più bello, mentre la Yamaha è tornata a guardare il podio dal basso con Rossi e Vinales chiamati a fare i conti con i soliti problemi della M1.

Ecco quanto accaduto nell’ultimo appuntamento del Motomondiale secondo l’occhio attento del nostro Carlo Pernat.

“Che dire di questo Marquez, stiamo parlando di un pilota che ha vinto cinque titoli in sei anni  di MotoGP. Non mi pare che qualcuno sia riuscito a fare qualcosa del genere in passato, forse Agostini dei vecchi tempi,  ma non con la sua età. Dopo questo titolo penso che ci siano due piloti. Uno di nome Marc, aggressivo, che cade nelle prove e cerca il limite, mentre l’altro di nome Marquez, ovvero colui che fa le gare e cade molto meno. Questi due si stanno avvicinando lentamente e nel momento in cui combaceranno credo che il secondo in gara incasserà mezzo giro. Penso che ci vorranno ancora due anni prima che questi due piloti si avvicinino. Marquez lo sa bene, così come il fatto di non avere limiti. In questa stagione ha battuto tre avversari, ovvero la Ducati, Dovizioso e anche Lorenzo. Diciamo che psicologicamente anche Valentino nei primi tempi. Già Rossi. Se volgiamo lo sguardo in casa Yamaha continuo a dire che hanno sbagliato motore, è la stessa situazione di Suzuki del 2017, dove sei chiamato a confrontarti con una coperta corta. Vedere Rossi con gli occhi tristi non è bello, quando perdi gli occhi da tigre è difficile che la situazione si risolva. Ho notato invece un passo avanti dalla Suzuki, merito anche dei progressi di Guintoli. Peccato per la caduta di Andrea, dato che si stava dimostrando competitivo. Penso che nel 2019 vedremo la Suzuki nei primi posti , però dovremo capire il livello di Mir. La scelta di non confermare Iannone non la comprendo da un punto di vista tecnico e da pilota. La Ducati deve invece pensare a Petrucci, non capisco se stia patendo o meno Miller oppure abbia imboccato una strada sbagliata. Di sicuro a Borgo Panigale hanno fatto bene a fargli un contratto annuale. Infine sono contento per la nomina di Spencer a presidente dei commissari. Credo che la FIM si sia svegliata e la scelta è azzeccata. Questa decisione toglie responsabilità a Mike Webb e avremo sanzioni più giuste e professionali nel futuro”.  

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