Tu sei qui

MotoGP, Dovizioso: "Stoner? Per me è stato devastante"

"Altri confrontandosi con lui avrebbero smesso. Valentino è sportivamente immortale. Lorenzo? Agisce sempre in buona fede, a differenza di Iannone"

MotoGP: Dovizioso: "Stoner? Per me è stato devastante"

Andrea Dovizioso e le battaglie contro Marquez. Andrea Dovizioso e il difficile rapporto con Lorenzo. Andrea Dovizioso e il fantasma di Stoner. Il confronto con i nomi pesanti della MotoGP non è una novità per il pilota della Ducati e, facilmente, anche in futuro la situazione non cambierà.

Il Dovi ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport e ha speso molte parole sui suoi rivali, passati e presenti. Onesto e analitico, il forlivese ha raccontato il suo rapporto con gli altri campioni. Ecco il Dovizioso-pensiero.

LORENZO? UN CAMPIONE CREA SEMPRE PROBLEMI -Quando hai un campione al fianco, e Jorge lo è, i problemi ce li hai sempre. Ci sono vantaggi se lavori con tranquillità perché hai dei punti da cui imparare. Il contro è che puoi disperdere dei punti quando il tuo primo avversario è il compagno di squadra. Una squadra con due campioni disperde il suo potenziale”.

Jorge ha però anche aiutato Dovi in Ducati.

Il primo suo contribuito è stato quello di confermare i limiti della moto. E' stato fondamentale per la mia credibilità nei confronti degli ingegneri. Dopo aver avuto in squadra Crutchlow, poi Iannone, c’è sempre un dubbio quando un pilota si lamenta, perché non è un campione del mondo. Poi è arrivato Jorge, ha detto le stesse cose, e il dubbio è svanito. Ma fino al Mugello, da quando cioè Lorenzo ha iniziato ad andare forte, la differenza non si è vista. Poi lì io mi sono reso conto che Jorge era capace di andare veloce, ma in un modo diverso dal mio. Mi sono allora reso conto che non c'era solo un modo di andare forte con la Ducati. Questa cosa è interessante, mi sono detto. Ecco, questo è il vantaggio di avere un altro campione in squadra,  non devi poi necessariamente copiare il suo stile, ma studiarlo ti aiuta”.

Con le dovute differenze, il rapporto con il maiorchino ha ricordato quello con Iannone.

Nessuno dei due mi ha fatto del bene, ma da parte di Iannone e famiglia c’è un modo di approcciare ciò che succede...non in buona fede. Jorge invece sono sicuro che in certe occasioni ritenesse di essere nel giusto, e perciò si comportava di conseguenza. C’è una bella differenza”.

VOGLIO COMBATTERE CONTRO MARQUEZ SULLA DUCATI - “Ci sono andato molto vicino (a tornare in Honda ndr) Non ho accettato perché era giusto continuare questo progetto. Non era ancora finito, e spero di averne la conferma il prossimo anno. Non che fosse sbagliato andare in Honda, ma voglio combattere contro Marc con la Ducati”.

Dovizioso riconosce i meriti all’avversario per il Mondiale di quest’anno.

Non mi piace dire che abbiamo perso, preferisco dire che ha vinto Marquez. Da quando perse il titolo nel 2015 Marc ha cambiato approccio: prima era sempre 'o vinco o cado'. Oggi rischia ancora abbastanza, cade spesso, ma in gara fa meno errori. La ha imparata”.

STONER È STATO DEVASTANTE PER ME  - Andrea corse con lui in Honda nel 2011: “Casey? E' stato devastante. Quando le cose vanno bene, lui le fa andare strabene. E' stato un anno difficilissimo per me. E poi più sei obiettivo, più ti confronti e peggio è. Ed io sono super obiettivo e realista. Come si supera? Continuando a lavorare. La situazione può essere affrontata in modo positivo o negativo. Mi rallentò, ma altri avrebbero potuto smettere dopo un confronto simile, io invece sono riuscito a migliorare ancora. Bisogna accettare che ci siano degli anni negativi, ma non aver vinto allora e riuscirci ora è positivo, conferma che sono cresciuto e sicuramente io sono molto più competitivo oggi a 32 anni di quando ne avevo 25”.

In quegli anni dovette vedersela anche con Pedrosa.

Anche Dani Pedrosa mi ha fatto vedere i sorci verdi. E' sempre stato molto forte, quando era in forma. Ho imparato molto da lui, ha un modo di guidare strano, ma molto redditizio. Tira su la moto subito e accelera prestissimo. Io lo studiavo, mi avvicinavo, ma lui quelle cose le faceva comunque meglio di me”.

VALENTINO NON MUORE MAI - Secondo Andrea, Rossi ha la possibilità di vincere il 10° titolo: “Voglio dire di sì, perché Rossi ha dimostrato che lui, sportivamente, non muore mai”.

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti