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MotoGP, Cadalora: “A Buriram la Yamaha faticherà”

Già in occasione dei test di febbraio il coach mise in guardia Rossi per la tappa del Chang, dove nel weekend si attende l'assalto di ben 100mila appassionati

MotoGP: Cadalora: “A Buriram la Yamaha faticherà”

Il mese di ottobre ha un sapore agrodolce per noi appassionati del Motomondiale. Se da una parte i motori ci accompagneranno per ben quattro domeniche su cinque, dall’altra non manca un pizzico di dispiacere per la stagione che sta praticamente volgendo al termine. Si inizia infatti a pensare alla gara di Valencia, al lungo inverno, in attesa dei prossimi test per scoprire quali saranno i valori in campo.

Con la mente preferiamo però rimanere concentrati sul presente, anziché pensare troppo al futuro. Quest’anno infatti il classico trittico si allarga, perché avremo una gara in più nel calendario, ovvero la Thailandia, in programma questo settimana. Si tratterà della classica prima volta per la pista del Chang nel Motomondiale e per quanto visto in occasione dei test dello scorso febbraio, è già un successo anticipato.

In quell’occasione furono ben 40 mila gli appassionati a prendere d’assalto il circuito nella tre giorni, mentre nel weekend saranno oltre 80 mila a far sentire il proprio calore. C’è chi vocifera addirittura un numero attorno alle 100 mila unita. Da mesi infatti i biglietti sono sold out, così come negli hotel non c’è più un letto a disposizione, nemmeno a pagarlo oro. E’ anche vero che la collocazione del circuito non aiuta. Già, perché la pista si trova nella cittadina di Buriram, una realtà di nemmeno 30 mila abitanti, dove le strutture alberghiere si contano sulle dita di una mano. La presenza della Superbike negli anni e di altri appuntamenti motoristiche stagionali ha indotto alla costruzione di strutture ricettive, ma in numero comunque limitato.

Va anche detto che Buriram non è Bangkok. La città di campagna, se così vogliamo definirla, sorge infatti a 410 chilometri a nord-est della Capitale e per raggiungerla sono necessarie circa sei ore di macchina. Se qualcuno fosse invece intenzionato a prendere l’aero se la potrebbe cavare con meno di un’ora, ma occhio alla puntualità dei mezzi, non certo il punto forte della Thailandia. Una volta sbarcati nel piccolo aeroporto della città sembrerà di essere in mezzo al nulla con lunghe distese di terra a  fare da cornice e la classica botta di calore. Le temperature arrivano infatti a toccare i 40 gradi, ma fortunatamente non c’è quell’umidità che ci accompagna in gare come la Malesia.

Superato il primo impatto, non resterà che dirigersi in circuito, distante circa 45 minuti. Lungo il percorso tanti chioschetti con i prodotti tipici tra cui insetti e cavallette, e ovviamente fiumi di motorini smarmittati schizzare come missili verso il tracciato, quasi a fare a gara. Se per caso doveste imbattervi in qualche inversione con doppia striscia continua, non preoccupatevi, perché è tutto nella norma. Poi, una volta entrati in circuito, non resta che farvi trascinare dall’entusiasmo del pubblico locale e la musica a palla, che non concederà un attimo di sollievo alle vostre orecchie. Così è stato in occasione dei test di febbraio, tanto da indurre Gigi Soldano a una riflessione: “Se c’è tutto sto casino per i test, per la gara di ottobre cosa faranno?”. Il nostro amico Gigi lo scoprirà tra pochi giorni.  

Chi vincerà domenica? Per quanto visto nei test Honda e Ducati hanno sicuramente una marcia in più, anche perché la pista ricalca per certi versi il layout del Red Bull Ring con i lunghi rettilinei a farlo da padrone. In occasione dei test dello scorso febbraio, quando incontrammo Luca Cadalora in aeroporto per la coincidenza del volo, ci disse senza troppi giri di parole: “Questa non sarà un pista facile per la Yamaha, temo che soffriremo”. Il coach di Rossi non si sbagliò, dal momento che nei test Rossi e Vinales furono costretti a inseguire. Nel weekend vedremo quali saranno stati i passi avanti della M1.

    

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