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MotoGP, Iannone: “Alla Suzuki non serve un aiuto dal cielo”

Andrea: “Bisogna soltanto trovare la costanza, la cura dei nostri problemi parte da noi stessi e non dalle piste”

MotoGP: Iannone: “Alla Suzuki non serve un aiuto dal cielo”


Dalla Città del Vaticano alla pista di Misano. Andrea Iannone sbarca in Riviera a seguito dell’udienza del mercoledì con il Pontefice. Una giornata che rimarrà per sempre impressa nella mente di The Maniac, pronto ad affrontare venerdì mattina il primo turno di libere.

“La visita al Papa è stata una bellissima esperienza – ha detto Iannone - io sono un credente, inoltre il suo discorso è stato toccante. Ci ha fatto un in bocca al lupo per la gara, parlandoci anche singolarmente”.

La Suzuki arriva a Misano dopo diverse gare condizionate da non poche difficoltà.

“Non credo serva un aiuto dall’alto, lo dico perché siamo messi meglio di quanto possa sembrare – ha sottolineato Andrea - a confermare le mie parole sono infatti i distacchi in gara. Non prendiamo tipo 30 secondi a GP. Bisogna lavorare per come gestire le gomme, cercando di far scivolare meno la moto e dimostrandoci più costanti. La Suzuki è una Casa che sa fare le moto e sono convinto che in futuro risolverà il problema”.

Non manca poi un accenno riguardo l’avventura con l’Aprilia.

La mia prossima squadra si sta ancora formando – ha detto il 29– non posso giudicare se sono o meno in difficoltà, inoltre nemmeno ci penso. Posso dire che ho tutta la fiducia nel progetto e nelle persone con cui ho parlato”.

La tappa di Misano inaugura la volata finale per il Campionato e Iannone ha le idee ben chiare.

“Bisogna soltanto dare il massimo da qui a fine stagione. Fino a Barcellona siamo stati veloci, poi siamo calati. Gli altri hanno compiuto un passo avanti che noi abbiamo accusato, andando poi a calare”.

Nonostante il momento complicato, Iannone tiene il morale alto.

“Non so cosa ci sia in arrivo dal Giappone, sono convinto che qualora dovessero esserci degli sviluppi li metterà a disposizione di entrambi i piloti. Mi auguro ci sia del materiale in grado di aiutarci”.

L’ultima battuta riguarda quale pista possa rivelarsi alleata per il pilota di Vasto.

Non c’è una pista che curi i nostri problemi – ha concluso -magari su alcuni tracciati il problema si riduce, ma comunque resta. Magari in Australia e Giappone potremo essere competitivi. La cura dei nostri problemi parte da noi stessi e non dai tracciati”.

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