Moto2, Bagnaia: "nel 2019 con Rossi, da amico ad avversario"

'Pecco', ducatista in pectore: a ruota libera "Quando ero bambino vedevo Vale che correva e vinceva ed oggi è ancora lì, a correre e vincere. E' un grande amico"

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Francesco Bagnaia, per tutti Pecco, è stato ospite della #GPoneCar alla vigilia del Gran Premio d'Inghilterra a Silverstone. Il pilota dello Sky VR46 Racing Team è in piena lotta per il titolo Moto2 ed ha incassato ad inizio anno l'ingaggio da parte della Ducati per debuttare in MotoGP nel team Pramac nella prossima stagione.

Un pilota velocissimo ed un ragazzo molto riflessivo. Pecco è tutto questo e molto altro ancora, ed ha raccontato in questa intervista la vita con i ragazzi dell'Academy, il rapporto con Valentino Rossi e la grande voglia di correre per la Ducati.

Bagnaia ha infatti più volte affermato che correre con una Ducati in MotoGP è una sorta di sogno che si sta avverando, con lo zampino di un suo zio che gli ha trasmesso sin da bambino la passione per le Rosse di Borgo Panigale. 

"Ho sempre voluto una Ducati, perché mio zio fin da quando ero bambino, arrivava a casa con la sua Ducati e sono sempre stato molto appassionato al motociclismo probabilmente grazie a lui. La Ducati mi ha sempre affascinato molto, per quel rumore che faceva quando tiravi la frizione, la classica scampanellata. Mi è sempre piaciuta molto, poi è arrivata questa conferma che sarei potuto passare in MotoGP con una Ducati, quindi mi sembra tutto perfetto".

Una moto che hai già provato un paio di anni fa in un test premio a fine stagione. Come andò in quella circostanza, che ricordi hai?

"Si, l'ho provata per qualche giro a Valencia nel 2016 ed era stata una figata pazzesca. Andava in un modo assurdo per me che venivo dalla Moto3. Ma non ho mai pensato di fare come Miller che è saltato direttamente in MotoGP. Secondo me bisogna fare le cose un passo alla volta. Io non ho mai avuto secondo me la possibilità di vincere il titolo in Moto3, mentre già in Moto2 ho fatto un buon lavoro l’anno scorso e credo che questo sia il primo anno in cui ho davvero tutte le carte in regola per poterci provare, e secondo me stiamo facendo un grande lavoro".

Oltre a correre uno contro l'altro con Baldassarri in Moto2, dividete anche l'appartamento in cui vivete a Pesaro. Una sorta di coppia di fatto del mondiale!

"Piano! Siamo coinquilini, abbiamo gusti diversi! Andiamo bene, ci conosciamo da tanti anni, dal 2010 quando correvamo nel Pre-Gp in Spagna nel team di Alzamora. Poi quando siamo arrivati verso i 18 anni ed abbiamo deciso di andare a vivere a Pesaro, abbiamo preso casa assieme per comodità".

Sembra che oggi per correre ad alto livello nel mondiale ci sia bisogno di vivere nella zona di Pesaro. Qual'è il segreto, cosa rende questa zona così speciale per i piloti?

"Secondo è qualcosa che si vive! Con i ragazzi dell'Academy stiamo insieme tutti i giorni, parliamo di moto e facciamo molte cose assieme. Ci sproniamo l’uno con l’altro a migliorare. Credo sia questo il segreto. Ci rispettiamo tutti e sappiamo che questo lavorare assieme ci sta portando a crescere sempre di più e credo sia un momento molto importante per l’Academy. Abbiamo tutti capito quanto sia importante questo lavoro da fare assieme, e siamo grandi amici una volta fuori".

Difficile restare amici con i ragazzi che poi devi sfidare in pista. Come ci riuscite?

"E’ difficile, ma credo che se uno è intelligente, come lo siamo tutti nell’Academy, sia fattibile. Capiamo quello che dobbiamo fare e lavoriamo senza darci mai contro l’uno con l’altro".

Valentino Rossi è il decano del gruppo. Quando siete tra di voi pensate mai a questa cosa, al fatto di dividere tanto tempo con un pilota che ha quasi il doppio dei vostri anni? Che effetto vi fa?

"Ancora adesso questa cosa mi sembra quasi strana. Quando ero bambino vedevo Vale che stava lì, correva e vinceva ed oggi è ancora lì, a correre e vincere. Poi ci siamo noi, i suoi piloti, che stiamo crescendo e stiamo imparando da lui. E' una cosa strana. Ancora adesso qualche volta faccio un po’ fatica a crederci. Però le cose con il tempo cambiano, si prende confidenza ed oggi Valentino è un grande amico, è questo per noi. Dal prossimi anno sarà anche un avversario in pista, come Morbidelli". 

PECCO BAGNAIA - GPONE CAR

Dalla prossima stagione correrete in MotoGP tu, Valentino e Franco. Sarà importante avere suggerimenti da loro che sono più esperti?

"Chiederò qualcosa, è normale che sia così. Però sarà tutto un po’ diverso rispetto ad oggi, perché in MotoGP lavori più su te stesso. Non è come oggi che posso fare un lavoro di squadra con Luca e anche come negli anni passati. Sarà un'altra cosa".

Come funziona oggi nell'Academy, chi gestisce tutto il lavoro ed i ragazzi del gruppo?

"Noi abbiamo tre uomini che ci gestiscono, che sono Uccio, Alby e Gianluca. Poi c’è la Babi, ovvero Barbara. Lei gestisce la nostra logistica, gli allenamenti, il programma. Noi siamo gestiti da queste persone e poi da Valentino, che ha sempre l’ultima parola".

Tanti piloti non riescono ad immaginarsi in un ruolo diverso nella vita. Tu sai cosa avresti fatto se non fossi diventato pilota?

"Al momento starei studiando probabilmente. Non so cosa, ma non sono mai stato particolarmente bravo con le materie scientifiche, meglio le umanistiche. Sicuramente se non avessi fatto il pilota a quest’ora starei già facendo qualcos’altro".

Tutti i giovani piloti di oggi sembrano relativamente tranquilli rispetto ai campioni del passato, che erano spesso dei veri matti. Anche tu sembri sempre molto posato, tranquillo. Come mai c'è stato questo grande cambiamento secondo te?

"Secondo me la questione è che il motociclismo adesso è uno sport molto serio. Non dico che prima non lo fosse, ma forse potevi lasciare più cose diciamo al caso. Prima potevi stare meno tempo nel box, magari potevi allenarti un po’ meno. Adesso secondo me sta diventando uno sport in cui i piloti sono davvero degli atleti, sempre concentrati sul pezzo, senza poter mollare mai. Forse è per questo che siamo più tranquilli, siamo più concentrati".

Non pensi che forse ci sia troppa attenzione per questo aspetto e magari troppo poco per il talento?

"Secondo me una volta poteva bastare anche solo il talento, mentre oggi serve un insieme di cose. Soprattutto a fine gara, quando hai dato il 100% e non è arrivato il risultato che volevi, è una cosa che ti da proprio fastidio. Però credo sempre che tra moto e pilota, sia quest'ultimo a contare di più."

L'anno prossimo piloti come Marquez, Rossi e Dovizioso saranno i tuoi rivali. Quali sono le loro caratteristiche principali secondo te?

"Li ho sempre visti come gli intoccabili, ancora non ci credo che correrò con loro. Marc secondo me è un gran talento ed è anche un gran lavoratore. Credo che assieme a Vale sia quello che lavora di più anche sui particolari. Poi c’è il Dovi che è un gran stratega, è sempre lì a riflettere sul lavoro da fare. Lorenzo è molto istintivo e secondo me Valentino li completa un po’ tutti. Lui è tutto di tutti, ha da solo tutti i migliori aspetti che hanno gli altri. Almeno secondo me".

Pensi che possa vincere il decimo titolo?

"Io credo che Vale con una Yamaha competitiva al livello di Ducati e Honda, sarebbe a giocarsi il mondiale con Marquez. Al momento in ogni caso è secondo, quindi".

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