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MotoGP, Lorenzo: ora guido la Ducati seguendo il mio DNA

"La lotta al titolo? Vivo nel presente, ma mi piacerebbe avere qualche punto in più. Ora la D16 è più completa, ma in alcune piste soffriremo"

MotoGP: Lorenzo: ora guido la Ducati seguendo il mio DNA

Lorenzo non vuole che la vittoria al Mugello sia stata un semplice lampo nel buio e lo ha dimostrato con i fatti anche a Barcellona, mettendosi davanti a tutti nella prima giornata di prove. Del resto, nessuno dei suoi avversari vuole commettere l’errore di sottovalutarlo e Marquez e Rossi sono stati concordi a metterlo fra i piloti che lotteranno per il titolo.

Considerata la mia situazione attuale, mi piacerebbe avere più punti in classifica. Ad esempio, penso a quelli persi in Qatar per il problema ai freni - riflette Jorge - La MotoGP in questo momento è una classe molto equilibrata, in cui è molto facile perdere punti e difficile vincere tre o quattro gara di fila. Non è come qualche anno fa, dove erano sempre gli stessi piloti a vincere e salire sul podio”.

Questa incertezza però potrebbe favorire anche i recuperi, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno.

A Marquez potrebbe capitare un fine settimana difficile o potrebbe commettere un errore - continua - ma io vivo nel presente e in questo momento non penso alla lotta per il titolo”.

Il presente dice che è il riferimento a Barcellona.

Ma è solo venerdì - tira il freno - Oggi sono stato uno dei piloti con il miglior passo, se non il migliore, ma soprattutto ho provato buone sensazioni sulla Desmosedici e questo mi dà fiducia

Lorenzo respinge la teoria del Mugello come GP della svolta, semmai vede quella vittoria come parte di un processo lungo che sta dando i suoi frutti.

Non ho fatto nessun click  - sottolinea - Avevo già fatto molti giri in testa a Jerez e ancora a Le Mans, era stato il segno che poteva succedere qualcosa, ero veloce ma mi mancava un pezzo”.

L’ormai famoso serbatoio.

Sì, quello - afferma - La nuova modifica mi ha dato forse un 1% di velocità in più, ma soprattutto mi ha permesso di risparmiare energie e potere essere costante fino all’ultimo giro”.

Ora può farlo e la domanda è: può riuscirci in ogni pista?

Sempre è una parola grossa - avverte - Sicuramente la Ducati è una moto più completa ora, ma ci saranno piste in cui soffriremo, penso ad esempio al Sachsenring o Phillip Island. Non vedo però motivi per cui non possiamo essere veloci negli altri cicuiti”.

Ora che il matrimonio fra Jorge e la Ducati ha iniziato il suo conto alla rovescia, i due membri della coppia sembrano avere iniziato a capirsi e a convivere alla perfezione.

“Penso che per me sarà sempre difficile guidare in modo completamente naturale la Desmosedici, ma in questo momento lo faccio con uno stile più simile a quello che usavo sulla Yamaha - spiega - Come ho sempre detto, io devo andare forte seguendo il mio DNA”.

Ed è esattamente quello che ha fatto al Mugello.

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