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MotoGP, Iannone: la gente mi sputava addosso, sono stato forte

"È facile giudicare dall'esterno, difficile rimanere me stesso. I fischi sotto al podio? Io sono il primo tifoso dei miei avversari"

MotoGP: Iannone: la gente mi sputava addosso, sono stato forte


Sul collo ha un tatuaggio che recita ‘desaparecido’, ma ad Austin Andrea Iannone è tornato. Non dall’inferno, ma da un purgatorio durato 20 gare. Il passaggio dalla Ducati alla Suzuki è stato tutt’altro che indolore e le critiche non sono mancate, con tanti che davano la colpa degli scarsi risultati alla sua vita privata.

Normale, quindi, che Andrea viva questo podio come una specie di rivincita e l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Oggi voglio dire che sono stato forte mentre la gente mi sputava addosso” ha detto, trattenendo a stento le lacrime. Iannone si è tolto un peso che ha rischiato di schiacciarlo.

Dall’esterno è facile parlare e giudicare, senza conoscere come stanno le cose veramanete le cose - ha spiegato - Dopo tanto tempo sono tornato ad avere ragione perché io voglio parlare con i fatti. Questo podio ci voleva, dopo un fine settimana così positivo era un risultato necessario. Ringrazio chi creduto in me e ha sofferto con me”.

Andrea ora si gode la luce in fondo a un tunnel che gli era sembrato non non finisse mai.

“Il 2016 era stato anno positivo - ha ricordato - Quando sono arrivato in Suzuki le  aspettative alte ma se non riesci a rispettarle e deludi ti torna tutto indietro come un boomerang. Ho dovuto incassare tanto, ci sono stati momenti in cui stavo per esplodere e devo ringraziare chi mi ha sostenuto”.

Iannone si è sentito un bersaglio.

La gente non conosce niente della mia vita privata, ho un fatto cambio radicale e ho trovato una moto e persone diverse. C’è qualcuno che ha vinto molto più di me che sta facendo ancora più fatica, questo dice tutto - ha fatto riferimento a Lorenzo - Io ho continuato lavorare a testa bassa, se la Suzuki è tornata competitiva il merito è di tutte le persone che hanno lavorato sul progetto e anche dei piloti”.

Alla fine, il pilota di Vasto chiede solo rispetto e non solo per sé. Sul podio ha zittito quei tifosi che fischiavano mentre suonava l’inno spagnolo.

Io sono il primo tifoso di tutti miei rivali - ha sottolineato - So cosa significhi guidare a oltre 300 Km/h e quanto sia difficile arrivare a certi risultati. Quando un pilota vince, significa che è bravo e ha talento”.

Andrea non ha vinto, ma ha dimostrato comunque anche lui bravura e talento. Prima che in pista, nel gestire determinate situazioni.

C’è stato un periodo in cui serviva reset - ha continuato - Ho avuto incontro con Marco Rigamonti, il mio capotecnico, e ci siamo confrontati da uomo a uomo, ci siamo detti quello pensavamo. E stato  qualcosa di costruttiv,. se affronti le difficoltà trovi sempre una strada e ora siamo dove volevamo stare. Questo podio è molto importante per me, lo scorso anno ho lavorato molto ma faticavo, in ogni momento tutto era difficile. Ho continuato a credere in me stesso e nella Suzuki e alla fine è arrivato un buon risultato. Ora sono felice”.

Iannone vuole godersi il momento, ma sa che la strada sarà ancora lunga.

Arriveranno altri momenti difficili, dovremo stare concentrati e continuare in questa direzione - ha avvertito - Non sento ancora la Suzuki completamente mia, ma abbiamo fatto grandi passi in avanti. Il maggiore miglioramento è stato nel bilanciamento generale, ora fatico meno in frenata e siamo sulla buona strada”.

È tornato a divertirsi ed è stato l’unico, ad Austin, a tentare un sorpasso ad Austin.

Mentre lo stavo facendo mi sono dato dello stupido a provarci con Marc, era chiaramente il più veloce - ha scherzato - È stata una manovra istintiva, mi sono fatto una risata”.

Ora avrà qualche giorno per riposarsi, poi ci sarà Jerez ad aspettarlo.

L’anno scorso Jerez e Le Mans sono state le piste più difficili per noi ma ora arriviamo in condizioni diverse. Sono positivo e contento, voglio godermi questo risultato, ho passato un periodo in cui è stato difficile essere me stesso”.

Dopo il podio di Rins in Argentina e quello di Iannone in Texas, un terzo risultato del genere farebbe perdere a Suzuki le concessioni.

Sarei molto contento di perderle”, conclude con una risata.

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