SBK, Buriram regge l’urto post MotoGP: in 73 mila per le derivate

Ma il rinnovo del contratto con Dorna resta un interrogativo, intano l’organizzatore scommette sulla Finlandia per il Motomondiale nel 2019

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La Superbike e la Thailandia rappresentano da sempre un mix vincente. Sarà pur vero che pista del Chang è situata a circa cinque ore dalla capitale Bangkok, ma da quando le derivate fanno tappa sul tracciato di Buriram, non è mai mancato il calore e l’entusiasmo da parte del pubblico. A dirlo sono i numeri: ben 83 mila appassionati nel 2015, anno del debutto, 81 mila per l’edizione seguente, mentre 80 mila nel 2017. Le cifre parlano chiaro e allo stesso tempo confermano il fatto che il round asiatico sia quello più seguito dell’intero Mondiale negli ultimi tre anni.

Per l’appuntamento 2018 il rischio era che il debutto della MotoGP a ottobre potesse far calare l’appeal nei confronti delle derivate, a tal punto da rendere un flop l’appuntamento andato in scena lo scorso weekend. Fortunatamente il pericolo è stato evitato, perché ancora una volta i fan hanno risposto presente all’appello.

Secondo i dati diramati da Dorna, da venerdì 23 a domenica 25 sono stati 73.172 gli spettatori presenti sulle tribune ad assistere alle vittorie di Johnny Rea e Chaz Davies. Rispetto alla precedenti edizioni si evidenzia però una lieve flessione di circa settemila presenze, anche se il dato risulta essere in linea con quello di Imola. La tappa del Santerno registrò infatti 75.115 spettatori nel 2017, tanto da essere il secondo round più seguito del Mondiale.

Guardando al futuro, aleggia però un grosso punto interrogativo sulla conferma della tappa del Chang nel calendario 2019 delle derivate, dal momento che la MotoGP potrebbe diventare l’appuntamento su cui Dorna pare intenzionata a puntare tutto. I test dello scorso febbraio hanno infatti visto ben 40 mila appassionati a seguire da vicino Rossi, Marquez e Dovizioso e per la gara di ottobre si vocifera il tutto esaurito.

Per l’organizzatore del Campionato si tratterebbe a tutti gli effetti di una vera e propria rivincita dopo lo sfortunato tentativo di portare il Motomondiale in Galles. Come ben ricordiamo negli ultimi cinque anni si è parlato più volte della possibilità di vedere le due ruote in azione vicino a Cardiff, ma la telenovela si è conclusa con un nulla di fatto dopo che Dorna aveva firmato un contratto con la società organizzatrice del Gran Premio di Gran Bretagna.

E che dire poi del famoso GP di Ungheria, di cui si discuteva addirittura dal 2009, tanto da dover sostituire la tappa di Aragon. L’idea era di correre sul tracciato di Balatonring, a Est del Paese, ma anche in quell’occasione tutto sfumò nel nulla dopo continui rinvii.

Volgendo lo sguardo al prossimo anno, c’è una nuova scommessa, chiamata  Finlandia, dove procedono i lavori per la costruzione del KymiRing, la pista che sorgerà a 100 km a nord di Helsinki ed entrerà a far parte del calendario 2019. L’obiettivo è quello di arrivare ad avere un Motomondiale a 20 gare, come dichiarato in più occasioni da Carmelo Ezpeleta. Un’idea che stuzzica non poco il boss spagnolo, ma allo stesso tempo non convince più di tanto i piloti secondo cui il numero di impegni sarebbe al limite dell’accettabile.    

Tra due dubbi e interrogativi, una cosa pare certa: quando si parla di due ruote, il continente asiatico non si tira mai indietro nell’ospitare competizioni, mettendo in mostra il proprio entusiasmo. Ma nemmeno il nostro pubblico tricolore. Rimanendo in tema di derivate, qualora Imola dovesse confermare i dati di un anno fa, il Santerno diventerebbe l’evento più seguito di questo Campionato nel Mondiale Superbike. L’occasione è quindi troppo ghiotta per farsela sfuggire.

foto Chang Circuit

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